
Titola la stampa locale: “Manifesti contro lo Stato e i magistrati. Assolti i 3 attivisti sotto accusa”. E si aggiunge una spiegazione nel cosiddetto “catenaccio”: “Erano a processo per le proteste che sostenevano Cospito contestando il carcere duro”. È una buona notizia. Una delle poche che bucano la notte fosca in cui è piombata la nostra Repubblica che si vorrebbe ancora retta da una Costituzione, che invece è giornalmente avversata, vilipesa e anche stravolta da un neofascismo di governo. Non abbiamo bisogno degli scritti giornalistici per ricordare la vicenda di cui Ravenna in Comune aveva già scritto nell’immediatezza tre anni fa: «Sull’onda dell’equazione “anarchia uguale a terrorismo” è stata data ieri notizia della comparsa di scritte e slogan a sostegno di Alfredo Cospito su “ben” tre muri cittadini. “Sugli episodi indaga la Digos della Polizia di Stato; sul posto ieri erano presenti anche alcune volanti per un primo sopralluogo”, riportano i giornali. […] È importante che il dibattito sulle posizioni anarchiche, sui valori dell’anarchia, su quanto ha rappresentato, rappresenta e rappresenterà resti un vitalissimo ragionamento di politica e non venga invece di per sé assimilato ad oggetto di indagine penale».
E, se ce ne fosse stato bisogno, avevamo precisato qualche giorno dopo: «si deve prendere atto che mai come in questa fase storica a Ravenna, ma anche nel resto d’Italia, sia diventato oltremodo difficoltoso veicolare mediaticamente ragionamenti che non siano in linea con il pensiero dominante. In assenza del veicolo mediatico, il ricorso agli appelli in (pochi) volantini attaccati alle pareti cittadine è stato sentito come l’unica possibilità da parte chi li ha affissi di bucare il silenzio, ricevendo per questo l’accusa di minaccia a corpo giudiziario e imbrattamenti aggravati». Ed anzi «l’indagine aperta contro il sostegno ad un militante anarchico consente di individuare la concretezza del rischio che si riproponga una fase storica già vissuta, in cui alla sostanziale acquiescenza al fascismo faceva da contraltare la repressione delle pratiche antifasciste. Anche in questo caso la demarcazione è netta e non corre solo tra fascismo e antifascismo ma anche tra l’antifascismo di facciata, buono solo per la propaganda una tantum nel dì di festa, e l’antifascismo intriso di politiche coerenti nella quotidianità, manifestazioni del pensiero e manifestazioni civiche incluse. O di qua o di là». La solidarietà era stata un gesto naturale anche se non scontato.
Questa assoluzione cade a breve distanza dall’entrata in vigore del famigerato decreto legge 23/2026, ennesimo decreto legge repressivo a cui viene appiccicata l’etichetta “sicurezza”, che dà un altro giro di vite al coperchio della cassa da morto in cui il capital-fascismo militarista italiano sta rinchiudendo la democrazia costituzionalmente garantita. Spicca il fatto che tre anni fa fosse stata aperta un’indagine (quella che ha condotto all’attuale sentenza) per il presunto reato di “minaccia a corpo giudiziario” poiché in qualcuno dei volantini affissi veniva citato il De André della “Canzone del maggio”: “Non crediate di essere assolti, se Alfredo Cospito muore siete tutti coinvolti! Fuori Alfredo dal 41bis”. Viene da pensare ai quotidiani attacchi velenosi alla indipendenza della magistratura che, in prossimità del referendum sulla modifica costituzionale che punta a cancellarla, vedono l’impiego di termini come “cancro” e l’equiparazione alla “mafia” da parte della destra governativa indirizzati a giudici e pubblici ministeri. Nessuno che si sappia ha avviato indagine per “minaccia a corpo giudiziario” nei confronti di Nordio, Meloni e complici vari. Eppure le minacce si susseguono e gli organi della comunicazione ne amplificano e diffondono le vergognose beceraggini nel tentativo di condizionare il voto dell’imminente referendum. Se non è una minaccia questa, ci domandiamo cosa sia una minaccia…
Basta unire i puntini per vedere il disegno della nuova Repubblica che si sta costruendo. Una nuova Repubblica che si era già provato a costruire nel secolo scorso attraverso stragi fasciste, complotti piduisti e manomissioni della democrazia targate CIA, Gladio e simili. La sentenza di assoluzione dimostra una volta in più che la narrazione di un complotto tra magistratura inquirente e giudicante è una falsificazione della destra per coprire un altro complotto: il loro! Il 22 e il 23 marzo votiamo NO al referendum per fermare l’autentica “minaccia a corpo giudiziario” che pretende di arrecare un colpo mortale alla democrazia costituzionale!
[Nell’immagine di repertorio: poliziotti in tenuta antisommossa a Ravenna]
#RavennainComune #Ravenna #democrazia #Costituzione
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Volantini anarchici. Assolti tutti gli attivisti
Erano accusati di istigazione a disobbedire e di imbrattamenti in centro. Sortita in concomitanza con il no alla revoca del carcere duro per Cospito
Fonte: il Resto del Carlino del 26 febbraio 2026
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Manifesti contro lo Stato e i magistrati. Assolti i 3 attivisti sotto accusa
Erano a processo per le proteste che sostenevano Cospito contestando il carcere duro
Fonte: Corriere Romagna del 26 febbraio 2026
