STRAGE FASCISTA E DI STATO

2 agosto 1980. 45 anni fa un attentato stragista colpiva passeggeri, lavoratori e quanti si trovavano nei pressi della sala d’aspetto di seconda classe della stazione ferroviaria di Bologna. Erano le 10 e 25. Ottantacinque i morti. Oltre duecento i feriti. Una strage fascista e di Stato. Chi ha patito direttamente o indirettamente le conseguenze di quello che è stato progettato per arrecare quanto accadde non merita di essere contaminato dalle celebrazioni di politicanti indegni di avvicinarsi a quei luoghi. Eppure anche quest’anno ammorberanno l’aria di Piazza delle Medaglie d’Oro, a Bologna, prima e dopo il triplice fischio, prima e dopo il minuto di silenzio.

Il fascismo non alligna solo tra i nostalgici di un ventennio lontano. Il fascismo scava nel razzismo di tutti i giorni, nella repressione di chi si oppone all’autoritarismo di Istituzioni al servizio dei padroni, nell’apologia della militarizzazione del Paese e in tante altre espressioni di un’ideologia incompatibile con la Repubblica sorta dalla Resistenza. La Resistenza oggi è difendere i valori incardinati nella Costituzione, quella Costituzione che i fascisti, a qualunque partito dichiarino di appartenere, cercano di demolire fin dal giorno dopo della sua approvazione. Con tutti i mezzi. Le stragi, compresa quella di Bologna, sono state uno di questi mezzi. Ora ci provano con altri strumenti. Ma l’obiettivo di azzerare la nostra Costituzione è lo stesso. La difesa della Costituzione si fonda, anche, su questa comprensione.

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Strage del 2 agosto, Bolognesi attacca: “Le sentenze parlano chiaro e Meloni lo sa”

Fonte: Bologna Today del 28 luglio 2025

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