VIVERE SENZA GUERRA E SENZA IL FOSSILE

Guerre e energie fossili sono strettamente legate. Non lo scopriamo oggi e non vale certo solo per il nostro Paese. È ampiamente documentato l’invio di militari italiani a copertura delle attività di ricerca, estrazione e importazione di gas e petrolio. Così come non vi sono dubbi sul rapporto tra i conflitti, sia deflagrati che sotto traccia, con il mercato delle energie fossili. E le conseguenze che ciò comporta, naturalmente, che non si ferma ai territori direttamente interessati dalle attività belliche ma si estende a volte con risvolti planetari. Si pensi all’esplosione dei prezzi del gas in Europa iniziata ben prima che si conclamasse l’ultima fase della pluriennale guerra ucraina. O, altro esempio, alle estrazioni di gas del campo marino di Tamar fermate da Israele che non raggiungono più il terminale egiziano di Damietta, cogestito da Eni, per la trasformazione in GNL e l’esportazione in Europa. Naturalmente ci sono anche le conseguenze ambientali, alle quali di solito non si bada, oscurate dai costi economici e umani. Eppure l’incremento di inquinanti e gas serra prodotto dalle macchine belliche è impressionante e, come ogni immissione in atmosfera, colpisce indiscriminatamente paesi belligeranti e non.

Queste ultime non sono le sole ricadute che incidono anche a livello locale, naturalmente. Ravenna, come e più di altre aree italiane, ha conosciuto il boom inflattivo innescato dai prezzi dell’energia. E sempre Ravenna paga un prezzo altissimo a causa dell’accelerazione impressa alla realizzazione di un hub energetico per il commercio dei fossili e per ciò che lo contorna: dalla più grande discarica al mondo di CO2 all’attraversamento da parte della linea adriatica, al rigassificatore e via andando… Tutto con il beneplacito dei politicanti nazionali ma anche locali, di centrodestra e centrosinistra, PD in testa.

Non stupisce dunque che, sempre a Ravenna, il primo appuntamento del convegno “Vivere senza il fossile”, che si conclude oggi, sia stato un evento dal titolo “La sporca pace”. Così come, a ideale completamento, nella giornata di oggi, 27 ottobre, sono previsti due appuntamenti che riaffermano l’intreccio tra guerra e fossile, da una parte, e pace e rinnovabili dall’altro.

Si svolgerà alle 17.30 una Camminata di Pace con partenza davanti alla Stazione di Ravenna. L’iniziativa rientra nell’ambito della mobilitazione per chiedere la pace in Palestina e Israele. Le tante associazioni che la promuovono hanno invitato ad esporre unicamente bandiere della pace: «Scenderemo in piazza per chiedere il rispetto dei diritti umani, la protezione dei civili e l’avvio di percorsi di nonviolenza e pacificazione per i popoli israeliano e palestinese. Condanniamo ogni atrocità, ogni forma di violenza, terrorismo e guerra, chiedendo con forza che si cessino le ostilità e si rispetti il diritto internazionale. Occorre rimettere al centro la mediazione e il dialogo: stiamo anche questa volta dalla parte delle vittime perché sono loro il punto di partenza per superare la spirale di morte che si sta vivendo in Israele e Palestina». Come Ravenna in Comune restiamo coerenti con l’impegno assunto di sostenere ogni iniziativa di pace e, pertanto, condividiamo l’iniziativa.

Si terrà, alle 20.00, presso la sala Buzzi di Via Berlinguer 11, la sessione “Si può – Le alternative ci sono e sono una cosa seria (e allontanano le guerre)” nell’ambito della serie di iniziative coordinate dalla Campagna Per il Clima – Fuori dal Fossile, cui Ravenna in Comune aderisce e partecipa, che va sotto il nome “Vivere senza il fossile”. Parteciperanno:

  • Leonardo Setti, docente Università di Bologna, Coordinatore Centro per le Comunità Solari (“Siamo già dentro una comunità energetica… senza saperlo“);
  • Anna Fedriga, attivista Fridays for Future (“L’esperienza e le proposte di Fridays for Future e del mondo giovanile – Alternative valoriali e alternative politiche“);
  • Barbara Domenichini, attivista ecofemminista (“Cosa succede quando la comunità partecipa alla cura dei beni comuni (urbani, materiali e immateriali). L’energia va ripubblicizzata?”).

Introduce e coordina Antonio Lazzari, divulgatore scientifico.

Ravenna in Comune invita tutte e tutti alla partecipazione ad entrambi gli appuntamenti.

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A Ravenna una ‘Camminata per la pace’ contro la violenza tra Palestina e Israele. Gli organizzatori: “Scenderemo in piazza per chiedere il rispetto dei diritti umani, la protezione dei civili e l’avvio di percorsi di nonviolenza e pacificazione per i popoli israeliano e palestinese”

Fonte: Ravenna Today del 25 ottobre 2023

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