ASPRA E MOTIVATA CRITICA DEL REGOLAMENTO DI POLIZIA

Pubblichiamo integralmente la critica espressa dall’Avvocato Andrea Maestri, già deputato nella scorsa legislatura, al Regolamento di Polizia Locale appena approvato dal Consiglio Comunale con l’unico voto motivatamente contrario di Ravenna in Comune. L’occasione è un articolo di RavennaNotizie, che riportiamo in calce, con le informative diffuse dalla polizia locale sulle operazioni che identificano il cosiddetto contrasto al degrado con la liberazione di immobili utilizzati come ricoveri di fortuna. Come dice Andrea, con cui ci troviamo completamente d’accordo, “non pretendiamo politiche di sinistra da chi evidentemente non lo è più da tempo, ma almeno politiche intelligenti, meno terra terra, meno prevedibili, meno ruffiane”.

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ASPRA E MOTIVATA CRITICA
(a fin di bene)

Si avvicinano le elezioni e monta la rincorsa all’elettorato moderato, quello che è disturbato dai mendicanti, dai senza dimora, dagli artisti di strada, dai richiedenti asilo senza tetto, dai poveri visibili.

Queste operazioni sceriffesche, stile law and order, sono lontane anni luce dallo spirito solidaristico che ispira la Costituzione … e lo Statuto comunale.
Come Ravenna in Comune (lode e merito al consigliere Manzoli) abbiamo anche invano cercato di fare inserire nel nuovo Regolamento di Sicurezza Urbana una vera e propria “clausola sociale” che considerasse l’intervento repressivo l’extrema ratio e cioè la risposta da dare solo dopo avere cercato la ricostruzione del patto sociale violato da condotte devianti, la rieducazione, la riparazione, l’aiuto laddove la condotta trasgressiva fosse causata da condizioni di marginalità e indigenza.
Prima di far sbaraccare, alle porte dell’inverno, persone da alloggi di fortuna, invece di comportarsi come un Minniti o un Salvini qualunque, chi ha responsabilità di guida della città dovrebbe avere pronte le soluzioni alternative.
Chi dorme sotto le stelle o sotto tetti pericolanti, di solito non è un inguaribile romantico o uno che predilige l’avventura e l’imprevisto, ma uno che vive una situazione di marginalità e bisogno: risolta quella, probabilmente avremo risolto anche il degrado, diversamente avremo solo costretto un povero cristo a cambiare stella o tetto, con nuove situazioni di pericolo e … degrado.
Insomma, può essere una mossa accattivante per i moderatoni benpensanti (con la pancia piena) allontanare dagli occhi gli emarginati ma non è una mossa particolarmente intelligente perché sposta il problema e crea le condizioni della recidiva, cioè la necessitata coazione a ripetere condotte “degradanti”.
Insomma, non pretendiamo politiche di sinistra da chi evidentemente non lo è più da tempo, ma almeno politiche intelligenti, meno terra terra, meno prevedibili, meno ruffiane.
Un esempio? Un altro dormitorio pubblico, ma “diffuso” in diversi edifici pubblici dismessi (ce ne sono molti in città), non concentrato in un grande centro tipo hub ma diversi luoghi di dimensioni ridotte, accoglienti, non disumanizzanti, che oltre al riparo per la notte e a un pasto caldo, offrano tutti i servizi a bassa soglia necessari, insieme a percorsi di “ritorno” alla socialità.
Un’idea per rendere la città più aperta e accogliente, per migliorare la risposta pubblica al bisogno ma anche per dare lavoro a un po’ di giovani, operatori sociali, operatori legali, psicologi ecc.
Insomma, prendere un problema e cercare di risolverlo o comunque affrontarlo creando un’occasione di crescita per tutti.
Andrea Maestri
in commento a

Lotta al degrado. Controlli della Polizia locale di Ravenna in diversi immobili abbandonati. Tre persone “abusive” in Via Dismano

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