I Presidenti Fanno oh, ma le Crociere fanno Flop!

Delle analisi costi-benefici oramai si sono appropriati anche i grillini nazionali, per nascondere sotto una pila di dati le decisioni politiche da assumere per il futuro. Però lo strumento è utilizzabile anche a posteriori, rispetto ad una decisione assunta, per saggiarne la validità politica. È il caso dell’assurda decisione dell’Autorità Portuale di realizzare un terminal crociere a meno di centocinquanta chilometri da una delle mete preferite del turismo crocieristico internazionale: Venezia.
“I cittadini dovrebbero poi chiedersi e chiedere alle istituzioni se i fondi pubblici e le energie per le nuove iniziative garantiscono, almeno in prospettiva, un ritorno concreto per il territorio. Il distretto della nautica non si è realizzato, ha assorbito molte energie e anni preziosi, ma non molti fondi. Su Marinara lascio ad altri il giudizio. Il terminal crociere è operativo, ma è costato finora 38 milioni di euro e altri 22 milioni di euro sono in programmazione per una stazione marittima. Costa ogni anno oltre 170.000 euro di soldi pubblici e nel 2013 ha ricevuto 97.000 passeggeri contro i 2 milioni circa di Venezia o Genova”. A pronunciare queste frasi non è stato un consigliere comunale dell’opposizione ma, nel maggio 2014, l’allora presidente della locale associazione confindustriale, Guido Ottolenghi. https://www.portoravennanews.com/…/Ottolenghi-Terminal-croc…
Se il rapporto costi-benefici era visto come svantaggioso con 100.000 passeggeri all’anno, quali conseguenze è possibile trarre da una previsione di 12.320 passeggeri su 14 navi per l’anno in corso? http://www.ravennatp.it/…/2019/01/BERTHING-SCHEDULE-2019.pdf
La prima che ci viene in mente è che delle decisioni politiche assunte dai politici, questi devono rispondere avanti al corpo elettorale: se la collettività non è soddisfatta può sostituirli attraverso il voto democratico. I Presidenti degli enti porto, invece, sono di nomina ministeriale e nessuno nega loro otto anni continuati a 230.000 euro l’anno se non fanno l’errore, come Di Marco, di contravvenire ai desiderata ministeriali. Di rispondere degli errori commessi nelle decisioni assunte, invece, non se ne parla. https://adsp-ravenna.portaleamministrazionetrasparente.it/p…
La seconda è che, poiché il molo è stato realizzato, ora è una parte del porto e va manutenuta con la stessa cura che dovrebbe essere riservata al resto dello scalo: uno dei beni più preziosi di proprietà pubblica dalle enormi potenzialità economiche. Invece, principalmente a causa dell’insabbiamento dei fondali, Ravenna è ritornata grosso modo ad esprimere lo stesso traffico passeggeri che sviluppava prima dell’entrata in funzione del terminal. http://www.port.ravenna.it/…/stat…/statistiche-formato-espo/
Ecco, se c’è un aspetto non risolto dalla riforma targata PD della legislazione portuale è proprio quello del controllo democratico sull’operato degli enti porto. Ma non sembra proprio che questo rientri tra le preoccupazioni del governo cosiddetto giallo-verde quando decanta “le meraviglie” di una trasformazione in società per azioni! Ravenna dovrà abituarsi alla progressiva estinzione del turismo crocieristico a dispetto degli sforzi richiesti ed effettuati dagli operatori per soddisfare le esigenze di quella particolare clientela. http://www.ravennanotizie.it/…/porto.-sindacato-guide-turis…

#MassimoManzoli #RavennaInComune #ravenna #porto #progettone#crociere

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