Raffaella Sutter: Ettore Muti nel cimitero di Ravenna

“Quali provvedimenti adottare per impedire o in subordine limitare la celebrazione del gerarca fascista Ettore Muti nel cimitero di Ravenna”

 

COMUNE DI RAVENNA
GRUPPO CONSILIARE “RAVENNA IN COMUNE”
Piazza del Popolo n.1 – 48121 Ravenna
tel. 0544 48 22 61

 

Interrogazione urgente al signor Sindaco di Ravenna con richiesta di risposta scritta:
“Quali provvedimenti adottare per impedire o in subordine limitare la celebrazione del gerarca fascista Ettore Muti nel cimitero di Ravenna”

 

Premesso che

Da circa 15 anni nell’ultima domenica d’Agosto, al cimitero di Ravenna -Città Medaglia d’Oro al Valor Militare della Resistenza- si tiene un raduno in memoria dell’ex gerarca fascista Ettore Muti che fu anche segretario del Partito Nazionale Fascista. Troppo spesso quel raduno è divenuto occasione per proclami, orazioni dai contenuti propri o prossimi a quelli di matrice fascista ed anche di carattere espressamente razzista e discriminatorio, nonché occasione per l’esposizione di stendardi o labari o bandiere e l’ostentazione di saluti romani, fez, camice nere, notizie sempre riportate dalla stampa locale, nei blog e nei siti della destra.
Le norme della legge n.645 del 20\06\’52 (Legge Scelba), rinforzata ed ampliata dalla Legge 205/’93 (Legge Mancino) puniscono chiunque esalta pubblicamente esponenti, principi, fatti e metodi del fascismo; puniscono chiunque con parole, gesti o qualunque altro modo compie manifestazioni usuali al disciolto Partito Fascista. La solenne commemorazione di un notissimo esponente del fascismo italiano è anche occasione di gesti ed atteggiamenti usuali al disciolto Partito Fascista ,contiene la reiterazione negli anni e ,con la pubblicizzazione tramite i mass-media, comprende la trasmissione all’opinione pubblica di intenti proseliti ed organizzativi.
Il Cimitero appartiene a tutti i cittadini, è patrimonio comunale e non è il luogo per manifestazioni di questo genere che oltre ad essere in contrasto col dettato costituzionale ed infrangere norme di legge, turbano la sensibilità delle persone realmente democratiche ed antifasciste e di molti cittadini che hanno propri cari e care là sepolti, in particolare coloro che caddero combattendo contro il regime fascista o furono da questo torturati e uccisi.
Pur considerando positivamente l’intervento della forze dell’ordine che l’anno scorso hanno parzialmente limitato la pubblica esaltazione del gerarca e di gesti usuali al disciolto partito fascista, non si tratta di vigilare su accadimento in una mera logica di tutela dell’ordine, ma di fermare tale pratica irriguardosa dei principi costituzionali e trasgressiva di norme di legge e regolamentari.

 

Tenuto conto che

Lo scorso aprile è stato depositato in Procura un esposto, primi firmatari i deputati ravennati Maestri, Pagani e Paglia (che hanno anche posto un’interrogazione al Ministro Alfano) al fine di impedire la cerimonia anche nell’anno 2016 e tutt’ora la Consulta Provinciale Antifascista di Ravenna ha promosso una raccolta di firme per una petizione al Prefetto ed al Sindaco.
Risulta che i promotori della manifestazione di commemorazione del gerarca fascista abbiano già richiesto agli uffici pubblici competenti le autorizzazioni allo svolgimento della cerimonia per la prossima fine d’agosto nell’area cimiteriale e ad essa antistante

 

Interroga la SV per sapere

  • Se ritenga che tale cerimonia violi o meno gli articoli 22, 23 e 24 del “Regolamento comunale di Polizia Mortuaria per la gestione dei Servizi Funebri e Cimiteriali del Comune di Ravenna”
  • Se ritenga e nel caso con quali modalità ,di poter vietare, nell’ambito delle proprie competenze, la cerimonia di commemorazione in oggetto
  • In subordine se ritenga di poter attivarsi e con quali provvedimenti perché la manifestazione venga strettamente limitata e derubricata a visita privata e pertanto vengano vietate:
    • solennità, cortei processionali o paramilitari nei viali cimiteriali o altrove,
    • presenza e esibizione di labari, bandiere, vessilli d’ogni genere,
    • pubbliche orazioni nell’area cimiteriale o in altro luogo pubblico,
    • gestualità, vestiario, pratiche riferentisi in qualsiasi modo al fascismo,
    • ogni riproduzione fotografica,cinematografica o similari dell’avvenimento, nonché la sua diffusione tramite stampa, TV, radio, internet ex ante ed ex post in quanto configurabili come propaganda.

Raffaella Sutter
Capogruppo Ravenna in Comune

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