
Un po’ di merito ce lo prendiamo anche noi: chi era a Ravenna il 22 settembre alla manifestazione promossa dai sindacati di base e dalle organizzazioni studentesche. Chi è stato in Piazza del Popolo, chi ha partecipato al corteo che dal centro cittadino ha raggiunto il ponte apribile sfilando per via Trieste, chi sul ponte si è sdraiato rivestendolo di corpi come il mattatoio di Gaza, chi (a differenza dei Gazawi) si poi rialzato ed ha proseguito sin dentro la Darsena, chi ha dato la sveglia all’Ente porto sotto la sua bella sede. Insomma tutti noi, Ravenna in Comune compresa, ma un po’ anche il Sindaco che ha fatto capolino in piazza, siamo stati segnalati dal Ministero per gli Affari della diaspora e per la Lotta all’antisemitismo. Cos’è? Si tratta di un dicastero del governo sionista Netanyahu (il VI retto dal noto criminale israeliano) che si è distinto per aver condotto una propaganda becera a livello planetario a giustificazione del genocidio. È guidato da tal Amichai Chikli del Likud, che vanta legami con i principali partiti di ultra destra alleati della Meloni e di Salvini.
Il Ministero in questione ha individuato le piazze da attenzionare il 22 settembre. E fra queste, considerandola non di rischio basso, ha indicato Ravenna. Nel dossier si legge che le informazioni sono state raccolte tramite “segnalazioni e dati ricavati dal monitoraggio della rete, con l’assistenza di un sistema tecnologico dedicato”. Si tratta, del tutto evidentemente, di un vergognoso atto di schedatura compiuto dal Governo di un Paese il cui Presidente è stato appena accolto a Roma dal Presidente della Repubblica Italiana (oltre al capo di Stato Vaticano). Quello che la stampa italiana continua a spacciare per l’unica democrazia del medio oriente, ha compiuto un evidente attacco alla sovranità nazionale italiana ed ai più fondamentali principi costituzionali della nostra Repubblica, in testa a tutti la libertà di manifestazione del pensiero e di riservatezza delle cittadine e dei cittadini italiani, nonché la tutela della loro incolumità.
Come Ravenna in Comune ne siamo orgogliose e orgogliosi. Vuol dire che ci temono. Tuttavia è doveroso chiedere alle Istituzioni locali (per quelle regionali, nazionali ed europee è compito dei membri dei rispettivi consigli e parlamenti) di inviare una protesta formale nei confronti delle rappresentanze israeliane in Italia. Quelle stesse rappresentanze nei cui confronti, stando a quanto dichiarato a suo tempo dal Presidente della Regione, si sarebbero dovuti interrompere rapporti che, invece, continuano normalmente.
Non a caso qualche giorno fa gli spedizionieri del porto dichiaravano: «Israele, pur non facendo parte della Nato, ha una missione permanente nel quartiere generale dell’organizzazione a Bruxelles e ciò significa che è un nostro alleato. Come previsto dalla legge 185 del 1990, l’Italia deve quindi lasciar passare armi e armamenti». L’Autorità Portuale, a sua volta, a chi richiedeva l’uscita da un progetto comunitario a cui partecipa Israele, rispondeva: «Nel doveroso rispetto degli impegni contrattuali, amministrativi e finanziari già assunti con la sottoscrizione del Grant Agreement, l’Autorità di Sistema Portuale, salvo diverse direttive che dovessero sopraggiungere da parte delle competenti istituzioni europee e/o nazionali, è tenuta a proseguire nel completamento del progetto». Da ultimo il Sindaco, ha appoggiato la decisione dell’Autorità Portuale dichiarando: «Non penso che su UnderSec sia Autorità di Sistema a dover uscire dal progetto».
La domanda che poniamo a questi soggetti è dunque: per quanto si continuerà a far finta che sia tutto normale? Che il rapporto con Israele possa essere gestito come quello con San Marino? Israele vuole che la popolazione italiana non manifesti il proprio pensiero, che non contesti apertamente la politica genocidaria di Israele, vuole che le cittadine e i cittadini che protestano contro il sionismo omicida vengano sottoposte/i a repressione. Quando avverrà che tutte le associazioni, tutti i corpi intermedi e tutte le Istituzioni prenderanno finalmente posizione contro Israele, terminando ogni rapporto con quel Paese?
Per ora invitiamo a continuare nelle proteste, a cominciare dai presidi che, giornalmente si tengono ogni pomeriggio in Piazza del Popolo promossi da Potere al Popolo quale mobilitazione permanente a sostegno della lotta palestinese e della Global Sumud Flotilla.
Interrompiamo ogni legame con Israele. Facciamo di Israele il paria del mondo.
[Nell’immagine: la parte del rapporto del Ministero per gli Affari della diaspora e per la Lotta all’antisemitismo che riguarda Ravenna]
#RavennainComune #Ravenna #porto #Israele #Palestina
___________________________

Israele ha schedato le manifestazioni
Fonte: Il Fatto Quotidiano del 25 settembre 2025
_______________________
The Italian people made us smile in Gaza. The mass mobilisation for Palestine across Italy echoed in Gaza. We are truly grateful
