TANTI AUGURI A CMC PERCHE’ SI SALVI ANCORANDOSI AI VALORI COOPERATIVI ORIGINARI

Come noto, dopo la buona notizia dell’omologazione del concordato CMC nel 2020, lo scorso anno si è chiuso con la pessima notizia del mancato rispetto della scadenza per i pagamenti stabilita dal piano. Al 30 novembre sarebbero dovuti iniziare i rimborsi ma questo non è avvenuto. Il ritardo deve peraltro mettere in conto che CMC aveva già ottenuto sei mesi di proroga rispetto all’originaria scadenza. CMC ha comunicato che, comunque, «stanno proseguendo le attività finalizzate all’esecuzione del concordato tra cui il reperimento delle risorse necessarie a soddisfare i creditori in prededuzione e privilegiati, nonostante gli inevitabili scostamenti dovuti al mancato avveramento di alcune ipotesi che ne erano alla base, le oggettive complessità causate dal protrarsi della pandemia imprevedibili al momento della redazione del piano medesimo e tenuto conto dell’andamento del mercato delle grandi opere che disattende le aspettative a causa della lentezza nell’avvio del PNRR».

L’ulteriore dilazione è stata quantificata da CMC in altri 5 mesi: «è comunque fermo proposito della Cooperativa dare corso a partire dal mese di aprile del 2022 all’esecuzione dei pagamenti ai creditori nel rispetto degli ordini dei privilegi, confidando di poter completare l’operazione entro la fine del 2022». Va ricordato che gli altri creditori, i cosiddetti chirografari, non saranno soddisfatti per cassa ma attraverso l’emissione di strumenti partecipativi finanziari. Il debito complessivo di CMC è di dimensioni enormi per il territorio ravennate: attorno al miliardo e mezzo di euro. Le ripercussioni per il territorio dunque sarebbero altrettanto grandi, qualora CMC non ottemperasse ai propri obblighi, nonostante oramai la maggior parte delle attività del gruppo si svolga fuori Ravenna.

Alle difficoltà finanziarie si aggiungono quelle di natura giudiziaria. Infatti, se non è dato conoscere avanzamenti rispetto alle notizie di procedimenti aperti all’estero, è uscita sui giornali notizia di una indagine della procura ravennate. Secondo i giornali «l’ipotesi investigativa è che i vertici della coop abbiano simulato crediti in tutto o in parte inesistenti per essere ammessi alla procedura concordataria e poi per influire sulla votazione dei creditori per l’approvazione del piano di ristrutturazione». E poi ci sono le ripercussioni sui lavoratori: a marzo scadrà la cassa integrazione per quasi 400 lavoratori, per una metà di Ravenna e per l’altra siciliani, a parte una decina su Roma. E, ancora, si rincorrono le notizie di colloqui per una inclusione in Progetto Italia, una mega-società incentrata sulla gestione delle grandi opere.

Si tratta dunque di un 2022 probabilmente decisivo per le sorti di una cooperativa che ha superato i 120 anni di storia. Da parte di Ravenna in Comune formuliamo i migliori auguri perché la cooperativa riesca a risolvere i suoi problemi onorando quei valori cooperativi spesso lasciati in secondo piano rispetto ad altri obiettivi. Ricordiamo che solo quattro anni fa i vertici ragionavano apertamente sulla possibilità di una trasformazione in società per azioni. Poi l’esplosione della crisi ha messo tutto questo in soffitta.

Continuiamo a seguire con trepidazione le sorti della cooperativa e dei lavoratori, soci o meno, che direttamente o indirettamente da essa traggono di che vivere. Come Ravenna in Comune crediamo molto nei valori cooperativi e riteniamo che le cosiddette grandi opere siano lontane sia dagli interessi del nostro Paese che da quegli stessi valori. L’auspicio è che questi valori non conoscano l’ennesimo tradimento. Potrebbe essere l’ultimo.

[Nella foto, il tristemente noto crollo del viadotto Scorciavacche sulla Statale Palermo-Agrigento, avvenuto nel Natale del 2014, poco dopo la sua inaugurazione, realizzato da CMC attraverso l’associazione temporanea d’imprese Bolognetta. All’epoca si disse che non era crollato ma semplicemente “rototraslato”]

#RavennainComune #Ravenna #CMC

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Concordato CMC: rinviati di 5 cinque mesi i pagamenti dei creditori. Maxi passivo da 1,6 miliardi. Indagini sui bilanci che hanno portato all’accoglimento del piano di rientro

Fonte: Ravenna & Dintorni dell’11 dicembre 2021

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