SANITA’ DA SPREMERE E POI BUTTARE

Non è la prima volta che, come Ravenna in Comune, denunciamo il fatto che la tanto decantata eccellenza della “Sanità” romagnola, almeno a Ravenna, è un ricordo sbiadito. Il Direttore Generale Carradori si è uniformato al “modello de Pascale”: la responsabilità di quello che non va è sempre da attribuire a scelte del passato. In realtà, però, si tratta di un passato neanche tanto lontano. Risale a meno di dieci anni fa il nuovo pronto soccorso, quello che affoga ogni giorno nonostante l’abnegazione delle lavoratrici e dei lavoratori ospedalieri che cercano disperatamente di tenerlo a galla. Niente da fare: 4 o 5 ore di attesa sono la normalità. E “l’eccezionalità” di tempi più lunghi in tante giornate diventa la regola.

Certo, parte del problema è dato dall’accesso ad una struttura di emergenza da parte di pazienti che potrebbero teoricamente avvalersi di servizi meno urgenti. Non dipende però dai pazienti se non trovano altra soluzione. Le prescrizioni per esami urgenti bene o male vanno in porto. Ma non è raro trovarsi una prescrizione ordinaria, la cosiddetta a priorità “differibile”, con il primo appuntamento ad un anno di distanza!

Chi si rammenta di Bonaccini, in piena campagna elettorale per la rielezione, dichiarare nel gennaio 2020 che «questa è una delle migliori sanità del mondo»? Subito dopo essersi portato a casa un nuovo mandato quinquennale ci avrebbe pensato il Covid a gridare “bugia bugia!”.

Dichiarava Carradori nel luglio scorso: «i cittadini dovranno armarsi di pazienza e convivere ancora con disagi e disservizi. È questa la dura realtà in un paese che ha deciso negli ultimi 20 anni di disinvestire nella Sanità Pubblica». Dove sia stato lo stesso Carradori in questi vent’anni lo racconta il suo invidiabile curriculum: dentro o al vertice dei centri decisionali regionali che assecondavano questo disinvestimento. Per favorire il privato. Con modalità diverse ma secondo lo stesso schema che in Lombardia e in Veneto. Non sappiamo se ridere o piangere ascoltando de Pascale “minacciare”: «Andremo casa per casa a spiegare la nostra visione di sanità pubblica».

Carradori, Bonaccini e de Pascale sono pienamente responsabili del disastro attuale. Assieme a chi li ha preceduti, naturalmente. Primo fra tutti il predecessore di Bonaccini, Vasco Errani, attuale sostenitore con “Coraggiosa” di de Pascale, e con cui lungamente Carradori ha lavorato. E la responsabilità, naturalmente, ricade anche sulle maggioranze che li sostengono e li hanno sostenuti. E, nel caso di de Pascale, si alleano ancora oggi con lui.

Solo pochi giorni fa, festeggiando l’arrivo in città di un grande gruppo privato della sanità che ha fatto compere, acquistando in blocco Domus Nova e San Francesco, proprio de Pascale ha dichiarato:

«L’uscita dalla pandemia deve vedere una crescita significativa degli investimenti nell’ambito socio sanitario, ovviamente principalmente nella sanità pubblica, fronte sul quale siamo attualmente molto impegnati come Amministrazione, quanto nella sanità privata convenzionata, alla quale non possiamo che guardare con attenzione e in maniera costruttiva per integrare l’offerta di servizi nel nostro territorio».

Insomma, il futuro per de Pascale, PD, PRI, Coraggiosa e compagnia cantante, assomiglia proprio tanto al passato che ha portato alla Sanità presente che non funziona per niente.

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Scuola, sanità e vaccini, Letta lancia de Pascale

Fonte: Il Resto del Carlino del 24 agosto 2021

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Ravenna. Sindaco De Pascale accoglie in città il gruppo Garofalo Health Care Spa

Fonte: Ravenna Notizie del 28 luglio 2021

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