TRENI PER BOLOGNA SUL BINARIO MORTO

Chi viaggia in treno, specie se costretto al pendolarismo, lamenta a ragione il continuo deterioramento dei servizi lungo la direttrice Ravenna-Bologna. Le più frequenti critiche riguardano la frequenza dei guasti ed i conseguenti ritardi o soppressioni dei treni, ma anche il fatto che la linea debba convivere con il binario unico fino a Castel Bolognese intasato da un importante traffico merci e l’evidente scarsa considerazione in cui il collegamento del capoluogo con Ravenna è tenuto in Regione. Non che questi problemi, del resto, risultino molto sentiti dalla Giunta comunale: non si sentono grida, ma nemmeno sussurri, diretti verso l’intoccabile Presidente della Regione o l’Assessore regionale competente.

A scorrere i dati ufficiali, nei soli primi 6 mesi dell’anno (più in là per il momento non si riesce ad andare) sono stati 2.369 i treni da e verso Bologna che, per quanto riguarda Ravenna, hanno accumulato ritardi. Ci avviciniamo al 30% del circolato nel semestre (27% per l’esattezza). A questi si devono aggiungere i treni direttamente soppressi che, pure dovendo scontare il periodo delle alluvioni, si situa comunque attorno al 10% dei viaggi (845 treni soppressi su un totale di 8.806 per lo stesso semestre). Non crediamo che questi valori siano accettabili rispetto agli obiettivi indicati dagli indicatori di puntualità previsti dal contratto di servizio che regola le attività delle Ferrovie Emilia-Romagna! Per chi non lo sapesse da più di dieci anni FER, totalmente controllata dalla Regione, è l’unico gestore della rete ferroviaria regionale, mentre TPER è l’impresa ferroviaria della Regione che eroga il servizio di trasporto pubblico sulla rete.

L’opera indispensabile per i collegamenti ferroviari ravennati, quella che aspettiamo dal 1863, cioè da quando fu inaugurata, riguarda la tratta sino a Castel Bolognese che, da sempre, funziona su un solo binario, azzoppando ogni possibilità di rendere almeno decente un viaggio in treno per passeggeri e merci in direzione di Bologna. Promesse ne abbiamo avuto tante e le toppe sono state peggio del buco. Ricordiamo bene la presa in giro a fine 2018 quando venne annunciato in pompa magna dalla Regione che si sarebbe velocizzato il tragitto, per scoprire poi, dopo che anche de Pascale si era accodato agli alleluia, che la soluzione sarebbe stata il taglio di fermate. Miglioramenti sulle linee regionali ne vengono effettuati (ad esempio la prevista quadruplicazione dei binari tra Bologna e Castel Bolognese) ma, per il tratto da Castel Bolognese sino a Ravenna, il binario continua a restare unico. Intanto si provano a confondere le acque con chiacchiere sull’alta velocità o presunti miglioramenti prodotti dalla moltiplicazione degli attraversamenti dei binari lungo via Darsena spacciati come nuova stazione…

Per quanto riguarda Ravenna in Comune, praticamente da sempre rivendichiamo il raddoppio del binario per Castel Bolognese come obiettivo primario di qualunque Amministrazione cittadina, del quale si dovrebbe trattare nei rapporti con le Ferrovie, con la Regione, con il Governo. Qualunque Governo. Ovviamente anche l’attenzione ai mezzi è indispensabile se vogliamo evitare le rotture continue. E le criticità relative al personale viaggiante sono pure ben note. Purtroppo, per quei due cervesi del Sindaco di Ravenna e dell’Assessore regionale competente (Corsini), evidentemente, di usare il treno per andare a Bologna da Ravenna e ritorno, non se ne parla e quindi non hanno proprio idea di cosa si stia parlando. Problemi come questi, da poveri pendolari, non possono certo riguardare i notabili del PD…

[nell’immagine: le proteste di quattro anni fa per le fermate soppresse lungo la linea per Bologna]

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Un treno su cinque sulla Bologna-Rimini ha ritardi

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p style=”text-align: justify;”>Fonte: Il Resto del Carlino del 17 ottobre 2023

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