TEMPO DI NON UCCIDERE

Venerdì 24 febbraio dalle 17 la piazza del Popolo di Ravenna ospiterà una manifestazione per chiedere il cessate il fuoco e l’avvio di negoziati di pace rispetto alla guerra in corso di svolgimento in Ucraina. L’iniziativa, organizzata a Ravenna da Casa delle donne, UDI e Donne in Nero, raccoglie il seguente appello lanciato dalla coalizione Europe for Peace: «Mostrare solidarietà al popolo ucraino e alle vittime di tutte le guerre, le violenze, le repressioni e le discriminazioni nel mondo. La pace è la vittoria di cui abbiamo bisogno!».

Come Ravenna in Comune lo avevamo promesso: qualunque manifestazione punti a favorire il cessate il fuoco, fermando le azioni militari, avrà il nostro sostegno. Dunque, coerentemente, anche in questo caso, invitiamo alla partecipazione tutte e tutti coloro che condividono i nostri valori.

Non va peraltro nascosto come spesso, troppo spesso, e anche questa volta non faccia eccezione, si taccia su aspetti fondamentali per il conseguimento dell’obiettivo della pace in Ucraina. Questi aspetti riguardano innanzi tutto la comprensione del fatto che, quella odierna, è solo una fase di un conflitto armato che va avanti perlomeno da quando, nel 2014, con un importante ruolo da parte del cosiddetto “Occidente”, il governo in carica fu rovesciato da quella che è nota come “EuroMaidan”. La crisi, peraltro, ha le sue fondamenta nella dissoluzione dell’Urss dichiarata a Minsk nel 1991 dagli allora rappresentanti delle repubbliche russa, bielorussa e, appunto, ucraina, per nazionalistici interessi. Crisi nella quale hanno poi svolto un ruolo attivo, intensificatosi dal 2004, Stati Uniti e Unione Europea. Se si ignora l’irriducibilità della complessità ucraina al semplicistico appiattimento sulle posizioni filo-nazionaliste e filo-fasciste dei seguaci di Stepan Bandera, collaborazionista del reich nazista, acquisite dall’Ucraina attuale come quelle di un padre della patria, si ignorano le cause profonde delle morti e delle violenze che continuano ancora in questi giorni, allargatesi dal Donbass a tante altre zone.

La nostra Costituzione, all’articolo 11, stabilisce come obiettivo da perseguire la pace giusta («consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni»). Ma nessuna giustizia e perciò nessuna pace duratura è possibile in Ucraina se si privilegia, come sta facendo l’Occidente, il nazionalismo omologatore banderista sul rispetto democratico per le differenze. Non opera per la pace chi in Italia confonde la NATO con l’ONU a dispetto della Costituzione («promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo», ossia la pace e la giustizia). Sta anzi violando alla radice la nostra Costituzione chi continua da un anno ad alimentare la guerra con l’invio di armamenti, a mettersi fuori da ogni possibile azione diplomatica dichiarando alleanza con una delle parti in conflitto, a fare gli interessi dei venditori di armamenti e di energie fossili invece che delle popolazioni («L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali»).

Crediamo che, anche per dare respiro a queste verità di pace e non consentire ai militaristi interventisti di imporre il proprio pseudo-pacifismo alla manifestazione, sia importante la presenza in Piazza del Popolo venerdì prossimo dalle ore 17 da parte di chi ha a cuore la causa della pace nel mondo.

#RavennainComune #Ravenna #Guerra #Ucraina #Donbass #Pace

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Torna in piazza un presidio per fermare la guerra in Ucraina

Fonte: Ravenna Today del 20 febbraio 2023

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