AL PROSSIMO EVENTO ESTREMO PENSIAMO A CHI ABBIAMO VOTATO

Senigallia e le vicine località collinari sono state travolte da un nuovo evento estremo, una roba chiamata “temporale autorigenerante” che si aggiunge ad altri fenomeni già sperimentati come “bombe d’acqua”, “trombe d’aria”, “grandine gigante” e via andare. Ieri c’era paura che eventi estremi dello stesso tipo si materializzassero anche da noi per l’allerta arancione lanciata dalla protezione civile. Così sono state chiusi parchi divertimenti, cimiteri e dighe, fermati i traghetti, annullate gare internazionali attese da un anno, caldeggiato dalle autorità il “rimanete a casa se potete fare a meno di uscire”… E poi ci sono stati i danni anche da noi, naturalmente. Niente di paragonabile ai morti ai feriti ai dispersi e ai disastri marchigiani di Barbara, Ripe, Trecastelli, Ostra, Senigallia, Arcevia, Sassoferrato, naturalmente. Comunque anche da noi non si contano gli alberi caduti su case e strade per il vento che in certe zone ha sfiorato i 150 km/h, le ingressioni marine in alcune località costiere, gli allagamenti, le pensiline e i cartelli e persino i cassonetti involati. Una nave da crociera da 230 metri con oltre mille persone a bordo ha rotto gli ormeggi per le raffiche di bora e ha impegnato cinque rimorchiatori e gli ormeggiatori del porto per il salvataggio di passeggeri ed equipaggio.

I mezzi di comunicazione ripetono in continuazione che si tratta delle conseguenze dell’innalzamento delle temperature, che se non cambia nulla si tratta di situazioni che inevitabilmente saranno sempre più frequenti, che è l’altra faccia della stessa medaglia che questa estate ci ha portato siccità, afa record e scioglimenti dei ghiacciai in misura ancora mai vista. I più “audaci” ricollegano il riscaldamento globale ai gas climalteranti immessi in atmosfera ma poi non si va oltre. Nessuna informazione ricollega i disastri agli interessi della lobby del fossile.

Per oggi è previsto sole per cui si può già metter via l’emergenza assieme agli ombrelli. Nessuno ci penserà più fino alla prossima allerta, che sia tra una settimana o dieci o venti giorni. Nessuno si prenderà la briga di ricordare che gli eventi estremi non sono opera del destino brutto e cattivo ma delle azioni di imbecilli altrettanto estremi. Che siamo poi noi, quando ci ostiniamo a votare per i politicanti da strapazzo che non si curano dell’immissione in atmosfera di CO2 e metano, tra i principali gas climalteranti che provocano l’effetto serra e ci cucinano a fuoco neanche troppo lento ormai. Nella sua ultima seduta la Camera dei Deputati ha votato con 338 favorevoli su 350 presenti l’appoggio compatto di centrodestra, PD, più terzo e quarto polo alla realizzazione del rigassificatore di Piombino (anche se poi i 5stelle hanno detto di essersi “sbagliati”). A Ravenna centrodestra e centrosinistra fanno a gara in Consiglio Comunale a presentare mozioni a sostegno dell’aumento delle estrazioni di gas, ferma restando l’approvazione incondizionata al rigassificatore. I leoni da tastiera non mancano mai di segnalare come del gas non si possa fare a meno e a irridere le rinnovabili e chi ne auspica la diffusione.

Ravenna in Comune sostiene la transizione immediata alle rinnovabili. Ogni giorno perso corrisponde ad un’accelerazione verso il prossimo evento estremo. Domenica scorsa abbiamo partecipato alla marcia per chiedere alla politica di rinunciare alle opere come il rigassificatore previsto a Ravenna in quanto sono causa dei “temporali autorigeneranti”, delle “bombe d’acqua”, delle “trombe d’aria”, delle “grandinate giganti” ma anche della siccità estrema, del caldo record, dello scioglimento dei ghiacciai, eccetera. Domenica prossima si terranno le elezioni politiche nazionali. Se tutte le volte che si vota, sia alle amministrative che alle legislative, il segno sulla scheda viene messo sul simbolo di quegli stessi partiti che insistono per continuare ad immettere gas in atmosfera, per cercare il responsabile del prossimo evento estremo non avremo bisogno di andare lontano: basterà alzare lo sguardo davanti ad uno specchio.

[nella foto: il salvataggio della Viking Sea]

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