QUANTO ENTUSIASMO SULL’OMAN

Che il mondo dei commerci, e spesso quelli della politica, dell’informazione e tanti altri non guardino troppo per il sottile quando si tratta di intraprendere affari, è cosa nota. Però esiste il dovere di cercare e diffondere notizie, e di guardare con almeno un po’ di spirito critico la realtà che ci circonda. Per cui, di fronte all’entusiasmo con cui una parte della stampa locale ci parla del “legame che unisce Ravenna al sultanato dell’Oman”, e ancor più di fronte al tono più che amichevole con cui Giannantonio Mingozzi ricostruisce il “reciproco interesse” nella coltivazione di interessi comuni (vedi il Corriere del 24 novembre), restiamo quanto meno perplessi.

Perché non leggiamo e non sentiamo alcun cenno al fatto che l’Oman sia una monarchia assoluta, e che colà i diritti fondamentali non godano di buona salute. A meno che, dopo la morte del  Sultano Qabos bin Said, occorsa nello scorso gennaio, il nuovo monarca Haitam bin Tariq (al quale Mingozzi scrive con enfasi) non abbia avviato una nuova stagione – di cui per altro non abbiamo notizia – quello che possiamo dire è che più volte gli osservatori internazionali che si occupano di diritti umani hanno sottolineato come  quel Paese  lasci a desiderare dal punto di vista della libertà di parola, della situazione delle donne, della politica nei confronti del mondo LGBT, del rispetto del diritto nell’esercizio della giustizia, e via dicendo.

Organismi come Freedom House, Human Rights e gli studi di Bentelham Stiftung concordano nel segnalare come la tortura sia pratica ampiamente utilizzata nel sistema poliziesco e carcerario del Paese. E non ci possiamo dimenticare (per ora non pervenute notizie che smentiscano) che un ingegnere egiziano naturalizzato italiano, il sig. Nader Moursi, dal 2017 è rinchiuso nelle carceri omanite, senza che la moglie e la figlia (italiane, residenti a Palestrina) riescano ad avere notizie neppure sui capi di imputazione che gli vengono mossi. Il vecchio Sultano, morto lo scorso gennaio, aveva concesso a Moursi la grazia, ma l’ingegnere non è stato liberato. Le ultime notizie che siamo riusciti a reperire risalgono al mese di settembre scorso, e il panorama era assolutamente ancora buio. Saremmo ben felici di essere smentiti e di scoprire che in questi ultimi due mesi qualcosa si è mosso in positivo.

Sarebbe una cosa ben fatta se Mingozzi e tutta Ravenna, a cominciare dal Sindaco e dagli Assessori che sono e saranno coinvolti nei rapporti con il Sultanato dell’Oman, spendessero un po’ di energie nell’occuparsi del problema.

Pippo Tadolini

[Giannantonio Mingozzi in visita allo stand dell’Oman all’OMC 2019]

#RavennainComune #Ravenna #DirittiUmani 

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Il Sultanato dell’Oman compie 50 anni, gli auguri di Giannantonio Mingozzi nel ricordo di Ravenna

Fonte: RavennaNotizie del 23 novembre 2020

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