PUNTUALMENTE IN RITARDO

Alla fine è arrivato anche il programma per il settecentenario dantesco. Si è scelto o si è stati costretti a scegliere una serie di appuntamenti sviluppati lungo tutto un anno piuttosto che concentrare l’attenzione su pochi momenti significativi e di prevedibile richiamo. Di per sé potrebbe non essere una scelta sbagliata: anche Matera per il 2019 da capitale europea della cultura ha punteggiato di avvenimenti tutto un anno. Non facciamo qui confronti su qualità dei rispettivi programmi: storie diverse e, soprattutto, finanziamenti diversi. Ma anche per Ravenna, secondo le parole del presidente della Regione che è intervenuto alla presentazione, non ci sarebbero problemi per arricchire il plafond se fosse necessario.

Allora perché aleggia una sensazione di occasione mancata a dispetto delle fanfare? Probabilmente perché il Sindaco non è riuscito a far dimenticare che la scadenza 2021 era attesa da tempo e che questa attesa per qualcosa di unico e ripetibile solo dopo altri cento anni ha contribuito a crearla anche la stessa Amministrazione con i propri “lanci pubblicitari” rispetto ad un appuntamento che, per forza di cose, sarebbe stato l’occasione della vita per il mandato di de Pascale.

E invece, anche in questo caso, abbiamo assistito ad un continuo rinvio per qualcosa che poteva e doveva essere pronto da tempo: ci si può girare attorno e ribadire che Ravenna è solo una delle città dantesche, assieme a Firenze e Verona, ma questo è l’anniversario della morte del poeta e le sue spoglie sono a Ravenna. Quindi a Ravenna ci si aspettava toccasse e non a Forlì (Forlì?) concentrare l’attenzione di tutti su quel che si sarebbe fatto.

Il problema, o almeno uno dei tanti problemi, è proprio questo: il ritardo di questa Amministrazione rispetto a tutti gli appuntamenti a cui è chiamata e che da tempo conosce. Non parliamo di imprevisti, quindi.

Si sta arrivando finalmente ad assegnare i lavori del porto. Dopo quanti rinvii e a quale costo si è finito per sperare che solo tra dieci anni si sarà recuperato (forse) il tempo perduto rispetto agli altri scali adriatici?

Non si vede nessuna prospettiva per una riconversione verde che rilanci i comparti della chimica e dell’energia. Non doveva già essere smantellata l’Angela Angelina?

La speranza di un collegamento ferroviario con Bologna è rimasta una speranza. Quando si farà il raddoppio della linea con Castelbolognese?

Eccetera eccetera.

E ora Dante. La ciliegina sulla torta è l’affermazione che il 2021 lascerà “preziose memorie dantesche grazie a interventi strutturali dedicati”. Ma a tutti è evidente che la maggior parte degli interventi, a parte le normali manutenzioni stradali, si realizzeranno solo dopo il 2021!

Da parte nostra continueremo puntualmente ad apprezzare le, rare, occasioni in cui si merita l’apprezzamento e a criticare le, numerose, situazioni in cui valutiamo negativamente l’operato o, peggio, i ritardi o il mancato operato.

#MassimoManzoli #RavennaInComune #Ravenna #Dante #Sindaco #ritardocronico

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