RAGONE, ALLARME PONTE. COSA DEVE SUCCEDERE PERCHÉ SI PRENDANO PROVVEDIMENTI?

Lo stato d’animo dei cittadini di Ragone, di grande frustrazione, per l’annoso problema del ponte sul Fiume Montone e le mancate risposte alle richieste portate avanti da anni (costruzione almeno di una passerella pedonale-ciclabile, vista la pericolosità dell’incrocio e dell’attraversamento) adesso si sta trasformando in viva preoccupazione e profondo malumore. Come tutti sanno, il paese, attraversato dalla strada provinciale, dipende in tutto e per tutto dal vicino abitato di San Pancrazio (che però si trova nel comune di Russi), dal momento che Ragone è privo di ogni servizio.

Per l’ufficio postale, la farmacia, l’edicola dei giornali, i bar, la tabaccheria, la merceria, i medici di base, i negozi di alimentari, le parrucchiere, le banche, la ferramenta e qualsiasi altra necessità della vita quotidiana, il cittadino ragonese deve attraversare il fiume e spostarsi a San Pancrazio. C’è da aggiungere che le attività che resistono (un chiosco di pizza e piadina, un ristorante e un’azienda vinicola), senza le quali Ragone si trasformerebbe definitivamente in un puro e semplice “quartiere dormitorio”, stanno subendo importanti danni.
La situazione diventerà drammatica, per tutti gli abitanti e per queste attività economiche in particolare, quando si tratterà – come previsto – di abbattere il vecchio ponte per costruirne uno nuovo: l’isolamento di Ragone diverrà totale. A distanza di ormai quattro mesi dall’assemblea che si è tenuta a Ragone per iniziativa del Comitato Cittadino (presenti rappresentanze qualificate della Giunta comunale, della Provincia, della Polizia Municipale e del Consiglio Territoriale), e due mesi da quella realizzata a San Pancrazio, non si hanno ancora notizie né della fattibilità del passaggio pedonale – ciclabile, né se vi siano allo studio provvedimenti per alleviare le grandi difficoltà che colpiranno la frazione (ma anche in buona parte i paesi limitrofi) per tutto il tempo in cui l’attraversamento del fiume sarà interdetto.
È una delle tante vicende in cui si manifesta – da parte delle istituzioni – la considerazione dei foresi come territori di serie B e C, luoghi di puro e semplice passaggio o quartieri dormitorio, sempre meno luoghi di vita attiva e almeno un po’ autosufficiente rispetto al capoluogo, ai megacentri commerciali, al dominio ormai delirante dell’auto privata, e all’insieme dell’organizzazione consumistica e individualista.

Ravenna in Comune, che da sempre sta cercando di tenere viva la questione con articoli di stampa e interrogazioni in consiglio comunale, esprime la propria vicinanza alla popolazione e il proprio impegno a continuare su questa battaglia.

Ravenna in Comune – Zona


 
Redazione

“Non si hanno ancora notizie né della fattibilità del passaggio pedonale-ciclabile”

Sorgente: Ponte sul Montone, a Ragone “preoccupazione e profondo malumore”

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