
Se, come dichiarano ufficialmente le Dogane, Ravenna con il suo porto è pienamente inserita nella guerra mondiale a pezzi in corso, allora è bene sapere che Guido Crosetto ha appena assunto Mykhailo Fedorov. In altre parole, il rappresentante degli interessi degli armieri, a capo del Ministero della Difesa italiano, ha assunto, l’ex Ministro della Difesa ucraino, che a sua volta è referente a tempo pieno degli armieri pure lui.
Dopo aver incontrato il ministro italiano Fedorov ha dichiarato: «Ho espresso la mia gratitudine a Guido per il suo supporto personale e per l’offerta di servire come suo Consigliere sulle Innovazioni in Difesa. Durante il nostro incontro, abbiamo discusso di droni, sistemi autonomi, difesa aerea e costruzione dell’ecosistema delle tecnologie di difesa. Il futuro della difesa appartiene alle nazioni che possono testare e scalare rapidamente nuove soluzioni abbinando tecnologia all’avanguardia a una produzione robusta. L’esperienza dell’Ucraina può servire da base per il nuovo modello di difesa europeo».
La televisione di Stato italiana, voce del Governo Meloni, applaude a scena aperta: «Nome: Mykhailo, cognome: Fedorov, ha solo 35 anni ed è l’indiscusso “re dei droni”, l’autore della strategia vincente che ha fatto arrivare i droni ucraini in profondità nel territorio russo, bombardando più volte la capitale, Mosca. È l’ex ministro della Difesa ucraino diventato consulente del governo italiano».
L’autore della “strategia vincente”, in realtà, è rimasto in carica appena sei mesi, prima di essere giubilato dal Presidente ucraino Zelensky (il cui mandato è peraltro scaduto da più di due anni) in quanto incapace di lavorare con il capo di Stato Maggiore delle forze armate ucraine, Syrskyi, poi mandato a casa pure lui. Gli effetti di questa “strategia vincente” hanno consentito alla propaganda ucraina di diffondere foto di file ai distributori russi di carburanti occultando mediaticamente l’ultima, ennesima, perdita territoriale: la caduta della roccaforte ucraina di Kostyantynivka (per i russi Konstantinovka) situata sulla strada che conduce agli ultimi grandi capisaldi ancora sotto controllo ucraino nel Donbass, la cosiddetta “Cintura delle Fortezze” nella regione di Donetsk.
Ci sarebbe perciò da chiedersi cosa debba consigliare Fedorov ad un Paese la cui Costituzione «ripudia la guerra» (art.11) e indica come unico compito delle Forze armate «la difesa della Patria» (art.52), non già bombardare la capitale di un nemico che non c’è. La risposta, forse, non dobbiamo cercarla molto lontano da Ravenna. L’Avv.to Andrea Maestri tutela la giornalista Linda Maggiori nella battaglia per conoscere la consistenza del traffico di armi dal porto di Ravenna. Appena conclusa l’ultima udienza avanti il Consiglio di Stato, ha dichiarato: «L’Avvocatura dello Stato, durante la discussione in udienza a Roma, ha parlato di una guerra mondiale, ibrida e a pezzi, di cui l’Italia è ormai parte, per cui non è il caso che i capi di Stato esteri conoscano la consistenza del traffico di armi dal porto di Ravenna che assume a questo punto una rilevanza militare. Credo che queste dichiarazioni debbano suscitare preoccupazione sia nella comunità che nelle istituzioni, anche perché non mi risulta che il Parlamento abbia mai deliberato lo stato di guerra».
Ravenna in Comune, che partecipa al Coordinamento popolare contro i traffici di armi nel porto di Ravenna, continua a chiedere al Sindaco di Ravenna e al Presidente dell’Emilia-Romagna di fare gli interessi della collettività che rappresentano e costituire Comune e Regione ad adiuvandum avanti il Consiglio di Stato in appoggio a Linda Maggiori e alla sua, che è anche nostra, richiesta di trasparenza. L’avvocato Maestri ha inviato a questo proposito un appello sui social a Michele de Pascale e a Alessandro Barattoni, ricordando che martedì 8 settembre è l’ultimo giorno per farlo. Tra l’altro è lo stesso giorno in cui è prevista la ripartenza verso Israele dei 16 container degli armieri che erano stati bloccati nel porto di Gioia Tauro nella primavera scorsa. Quando toccherà di nuovo a Ravenna? Siamo in pace o in guerra? Il porto di Ravenna è strategico per i commerci o per gli eserciti?
Ravenna ha il diritto di conoscere la risposta, ma quando il Coordinamento contro le armi dal porto di Ravenna ha provato a porre la domanda alle Istituzioni, queste sono letteralmente fuggite. Vergogna! Tutte e tutti noi abbiamo diritto non solo ad avere risposte ma anche a che sia garantita dalle Istituzioni la pace prevista dalla Costituzione. Ravenna respinge la guerra ambita dagli armieri, dai Fedorov e dai Crosetto. Dobbiamo aggiungere anche de Pascale e Barattoni all’elenco?
[nell’immagine, diffusa dal Ministero della Difesa italiano, la calorosa stretta di mano tra Crosetto e Fedorov]
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