IRAN A RAVENNA

A poche ore da un cessate il fuoco tra Iran e alleati da una parte e USA e Israele dall’altra, che prevedeva esplicitamente lo stop all’uso delle armi su tutti i territori in cui le parti stavano combattendo, lo Stato sionista ha, come sempre, fatto saltare il banco con attacchi criminali di enorme portata sul Libano ed i suoi abitanti. Quello che segue è il comunicato rilasciato ieri dall’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani:

«L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Volker Türk, ha condannato mercoledì la massiccia ondata di attacchi israeliani in Libano, chiarendo che è sconvolgente apprendere che si contano centinaia di morti e feriti, in larga parte civili. “L’entità delle uccisioni e della distruzione in Libano oggi è a dir poco orribile”, ha dichiarato l’Alto Commissario. “Una simile carneficina, a poche ore dall’accordo di cessate il fuoco con l’Iran, è incredibile. Mette a dura prova una pace già fragile, di cui i civili hanno disperatamente bisogno”.

Israele ha affermato di aver effettuato circa 100 attacchi in tutto il Paese in 10 minuti. Secondo quanto riportato, sono stati colpiti i sobborghi meridionali di Beirut, il Libano meridionale e la valle orientale della Bekaa. Si segnalano numerose vittime e gli ospedali sono al collasso. Un team delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, presente sul luogo di uno degli attacchi nella capitale, ha descritto una scena di devastazione, con diversi cadaveri tra le macerie. Nel sud, un attacco israeliano notturno contro un edificio antistante l’ospedale Hiram di Al-Aabbassiye, vicino a Tiro, avrebbe causato la morte di quattro persone e danneggiato la struttura. Un altro attacco ha colpito un’ambulanza dell’Autorità Sanitaria Islamica a Qlaileh, provocando tre vittime.

“Il diritto internazionale umanitario stabilisce chiaramente che i civili e le infrastrutture civili devono essere protetti”, ha affermato. “Ogni singolo attacco deve essere conforme ai principi fondamentali del diritto internazionale umanitario di distinzione, proporzionalità e precauzione per la protezione dei civili”, ha aggiunto Türk. “Questi principi non sono negoziabili e devono essere sempre rispettati, indipendentemente dalle circostanze del conflitto armato. Devono essere condotte indagini rapide e indipendenti su tutte le presunte violazioni e i responsabili devono essere assicurati alla giustizia”.

Prima degli attacchi di mercoledì, le autorità libanesi avevano riferito che oltre 1.500 persone, tra cui più di 200 donne e bambini, erano state uccise dagli attacchi israeliani dal 2 marzo 2026 e che si contava oltre un milione di persone sfollate. Tra il 2 marzo e il 7 aprile, gli attacchi missilistici e con droni di Hezbollah contro il nord di Israele hanno provocato due morti civili e danni a edifici residenziali e altre infrastrutture e proprietà civili, nonché l’abbandono delle aree colpite. L’Alto Commissario condanna e deplora tutti questi attacchi e sollecita entrambe le parti a porvi fine immediatamente.

Israele ha emesso avvisi e ordini di abbandono che riguardano circa il 14% del Libano, inclusa l’intera regione a sud del fiume Zahrani, la maggior parte dei sobborghi meridionali di Beirut e parti della regione della Beqaa. Nelle ultime settimane, l’esercito israeliano ha anche demolito decine di case e negozi nei villaggi libanesi vicino al confine meridionale.

“La portata di tali azioni, unita alle dichiarazioni di funzionari israeliani che indicano l’intenzione di occupare o addirittura annettere parti del Libano meridionale, dà luogo ad un quadro estremamente preoccupante”, ha affermato l’Alto Commissario. “La comunità internazionale deve agire rapidamente per porre fine a questo incubo», ha aggiunto. “Gli sforzi per portare la pace nell’intera regione rimarranno incompleti finché il popolo libanese vivrà sotto il fuoco continuo, costretto a sfollare e nel timore di ulteriori attacchi”».

A sua volta da parte di Amnesty International si è ribadito: «Questi attacchi ci ricordano che gli Stati devono interrompere immediatamente la fornitura di armi a Israele, dato il rischio concreto che queste vengano utilizzate per commettere gravi violazioni del diritto internazionale umanitario».

Invece non una parola di condanna è venuta dalla dichiarazione congiunta di Macron, Meloni, Merz, Starmer, Carney, Dan, Frederiksen, Frostadóttir, Jetten, Kristersson, Mitsotakis, Sanchez, Støre, Stubb, Takaichi, von der Leyen e Costa.

Ma tutto questo arriva ovattato alla radio, in televisione e sugli organi di informazione. Parleremo noi a voce alta e chiara di questa situazione e dei suoi più recenti sviluppi sabato prossimo, 11 aprile, alle 18.30, presso la sala Ragazzini di Largo Firenze a Ravenna (dietro la chiesa di S.Francesco) grazie all’esperienza di Alberto Bradanini, già ambasciatore a Teheran (e Pechino). L’incontro è organizzato dal Coordinamento per la Libera Informazione che già molti appuntamenti informativi ha sviluppato in questi ultimi anni e di cui Ravenna in Comune è parte attiva. Il titolo è “Guerre per il dominio e non per la democrazia”.

Invitiamo la cittadinanza a partecipare perché si tratta di un’occasione di approfondimento unica visto che ad oggi nessun incontro a Ravenna ha cercato di andare oltre le veline di una informazione ampiamente screditata e priva di contatto con la realtà vera.

#RavennainComune #Ravenna #AlbertoBradanini #Iran

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Israele oscura l’accordo sull’Iran: 160 bombe in 10 minuti sul Libano, oltre 250 morti. Il premier: “Strage di civili”.Teheran blocca di nuovo Hormuz. Mezzo italiano Unifil colpito dall’Idf

Fonte: il Fatto Quotidiano dell’8 aprile 2026

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