
Domani, martedì 27 gennaio, in Consiglio Comunale si susseguiranno una serie di interrogazioni allarmistiche sulla presenza del lupo nel territorio ravennate. Per ricondurre il dibattito nella testa invece che nella pancia delle persone, riteniamo utile riportare un estratto di un’intervista a Massimiliano Costa, direttore del Parco Delta Po – Emilia-Romagna, pubblicata nei giorni scorsi.
Partiamo dall’inizio: intanto, il lupo è un animale autoctono delle nostre parti?
Il lupo è una specie autoctona in Italia, addirittura abbiamo una sottospecie endemica italiana, che è un po’ diversa anche dal punto di vista morfologico dal lupo centro e nord europeo. La presenza del lupo in pianura è documentata nel volume del conte Francesco Ginanni sulle pinete di Ravenna, stampato nella seconda metà del ‘700, ma scritto nella prima metà di quel secolo, che lo dava per molto comune. Le ultime segnalazioni nella pianura emiliano-romagnola risalgono al 1910. Poi, il lupo è diminuito moltissimo nel XX secolo, arrivando ai minimi storici negli anni ‘50 e ‘60, perché fino agli anni ‘70 era considerato una specie nociva e veniva attivamente cacciato. Diciamo che era legale cercare di eradicarne la presenza. Alla fine degli anni ‘70 le sensibilità sono cambiate: il lupo è diventato specie protetta e i territori si sono ripopolati di questi predatori, anche grazie al sostanziale spopolamento dell’Appennino e all’allargamento di boschi e foreste, accanto all’aumento delle sue prede naturali, come caprioli, cervi e cinghiali. Questi, che erano praticamente scomparsi durante le due guerre, perché cacciati dagli uomini in risposta alla grande fame di quel periodo. successivamente sono stati reintrodotti con campagne mirate di ripopolamento faunistico, sia dello Stato italiano, che delle tenute private. Negli anni seguenti si sono riprodotti moltissimo, accrescendo la disponibilità di cibo per i lupi e dunque contribuendo alla crescita dei lupi in circolazione. Il lupo è un predatore e l’ecosistema autoregola la sua presenza: se ci sono prede disponibili, prospera, se le prede vengono a mancare, il lupo muore di fame e si riproduce meno, dunque cala la sua presenza.
Perché, dunque, si è spostato in pianura?
Perchè lo stesso hanno fatto le sue prede e il lupo non ha fatto altro che seguirle. Quando è sceso in pianura però ha trovato una novità inaspettata: la nutria, una preda molto più facile e disponibile del capriolo o del cinghiale, che è diventata la sua preda dominante. Per questo è ulteriormente cresciuta la sua presenza.
Ma quanti ce ne sono attualmente in giro?
Secondo il censimento dei lupi dentro al parco, nell’area della provincia di Ravenna, ci sono tre nuclei familiari e quindi una quindicina di lupi. Un altro paio di branchi sono nell’area di parco in provincia di Ferrara. Ma i lupi, in questo periodo, stanno frequentando anche territori, che non sono quelli dei branchi, perché i giovani esemplari, nati lo scorso anno, vengono allontanati per potersi creare un proprio branco.
Come si comportano i branchi?
Il branco è generalmente costituito da una coppia e dai cuccioli che nascono. L’accoppiamento avviene tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, mentre attorno ad aprile-maggio nascono i cuccioli. A quel punto, la femmina resta nella tana con i nuovi nati per l’allattamento e viene nutrita dalle prede portate dal compagno e dai figli nati l’anno precedente, che ancora fanno parte del branco proprio per aiutare i genitori a crescere i piccoli. Attorno a luglio-agosto i piccolini escono dalla tana e restano nella zona detta di “rendez vous”, dove i genitori e i fratelli, portano loro il cibo e dove imparano a cacciare. Da novembre in poi, con picco in dicembre e gennaio, i lupi sub-adulti, che hanno contribuito alla crescita della nuova cucciolata, esauriscono il loro ruolo e vengono allontanati dal branco. Per questo, durante l’inverno si vedono in giro animali vaganti in cerca di un nuovo territorio dove insediarsi. A marzo, questo fenomeno si esaurisce naturalmente, perché riparte la stagione degli accoppiamenti. È così tutti gli anni: tra novembre e gennaio, tanti avvistamenti, poi più nulla. Fa parte della loro etologia. Il lupo tende a starsene lontano dagli insediamenti umani, stabilisce la tana in zone dove c’è sufficiente copertura vegetale e buona disponibilità di prede selvatiche. Si avvicinano alle zone antropizzate prevalentemente quegli esemplari “erratici”, in cerca di un territorio dove insediare il nuovo branco e perché alla ricerca di cibo.
Come si convive allora con i lupi?
La cosa fondamentale è sapere che il lupo teme l’uomo come un pericoloso predatore, tende a schivarlo. Caccia con il buio e attacca in zone antropizzate solo per fame estrema. Quel che dobbiamo fare è evitare che impari a dipendere da fonti alimentari “umane”, cioè create dall’uomo, come allevamenti o residui organici di vario tipo. Gli animali da cortile vanno messi al riparo di notte, quelli liberi al pascolo, vanno protetti da recinti e cani che li custodiscano. Lo stesso si può dire per gli animali di affezione, cani e gatti, che con il buio è bene tenere in casa. I residui alimentari o i bidoni dell’umido, vanno tenuti ben chiusi, con il manico alzato. Nelle cronache, sia passate che presenti, non sono documentate aggressioni ad esseri umani adulti da parte del lupo. Mi viene in mente un filmato che ha girato in rete di recente, ripreso in un parco urbano di Bologna, dove un uomo a passeggio col proprio cane ha incontrato un lupo, è riuscito ad avvicinarglisi silenziosamente fino a pochi passi, ma non appena il lupo se ne è accorto, questo è scappato velocemente, impaurito. I lupi temono l’uomo come un feroce predatore. Diverso è il discorso nei confronti dei bambini: per i lupi possono costituire facili prede e fino a quando i greggi di pecore sono stati condotti nei pascoli da giovanissimi pastori, è successo che fossero attaccati dai lupi.
Quindi, in pianura quali sono le prede preferite dai lupi?
Gli animali selvatici, di medio-piccola taglia, come volpi e tassi, ma tra questi, senza dubbio, le nutrie. La nutria è diventata la preda d’elezione in pianura per il lupo. Lo testimonia uno studio che come Ente Parco abbiamo portato avanti per due anni con l’Università di Ferrara: dove non ci sono i daini, i lupi mangiano soltanto nutrie. È un aiuto grande, a costo zero, perciò bisogna essere bravi a fare in modo che non imparino a mangiare altre cose, messe a disposizione da noi. Dopodiché, l’altra domanda che tutti fanno è: “quando non ci saranno più nutrie, cosa mangeranno?”. La risposta è semplice: finiranno per morire di fame e diminuiranno di numero, come è normale che accada.
Essendo specie “particolarmente protetta” il lupo non può essere abbattuto, è così?
Per l’Unione Europea il lupo non è più specie particolarmente protetta, mentre l’Italia non si è ancora adeguata. Questo significa che, quando sarà riconosciuto solo come “specie protetta” e non “particolarmente protetta”, sarà possibile abbatterne degli esemplari, ma solo in caso di necessità, per quei lupi diventati dipendenti in maniera stabile dalle risorse alimentari messe a disposizione dall’uomo. Cosa che dobbiamo evitare di far succedere.
L’intervista prosegue con un focus sugli allevamenti e con indicazioni per agevolare la convivenza tra lupi e attività economiche. Su questi temi dovrebbe concentrarsi la politica invece che solleticare la pancia di persone la cui maturità culturale sembra essersi fermata a “cappuccetto rosso”.
Apprendiamo da Animal Liberation, Cruelty Free, Italia Nostra – sezione di Ravenna, LAC Emilia-Romagna, LAV Bologna e OIPA – sezione di Ravenna che proprio martedì 27 gennaio dalle ore 14.00 alle ore 15.00, in piazza del Popolo a Ravenna, nei pressi di Palazzo Merlato, sede del Comune di Ravenna, organizzeranno un presidio in occasione della riunione del Consiglio Comunale. Il tema è la salvaguardia del lupo italico e le interrogazioni allarmistiche che verranno discusse: Presto strage di lupi nel ravennate?
Nel rinviare al nostro sito per una lettura completa del comunicato, Ravenna in Comune invita la cittadinanza a partecipare al presidio.
#RavennainComune #Ravenna #lupi #consigliocomunale
_________________________

“No agli abbattimenti di lupi”: presidio a Ravenna davanti a palazzo Merlato
Fonte: RavennaToday del 26 gennaio 2026
________________________

Presto strage di lupi nel ravennate? Presidio il 27 gennaio in occasione del Consiglio comunale
Presto strage di lupi nel ravennate? Presidio il 27 gennaio in occasione del Consiglio comunale.
Martedì 27 gennaio dalle ore 14.00 alle ore 15.00, in piazza del Popolo a Ravenna, nei pressi di Palazzo Merlato, sede del Comune di Ravenna, si terrà un presidio in occasione del Consiglio Comunale, che inizia alle ore 15.00. Il tema è la salvaguardia del simbolo per eccellenza della “wilderness”, il lupo italico.
Presto strage di lupi nel ravennate? Presidio il 27 gennaio in occasione del Consiglio comunale
Sull’orlo dell’estinzione definitiva, è stato salvato grazie a rigorose norme di tutela e ha trovato il modo di sopravvivere, nonostante ormai non esistano quasi più luoghi adatti a lui, specie in una regione così selvaggiamente cementificata ed antropizzata come l’Emilia Romagna. Ora l’imperativo, persino di chi amministra parchi o riserve naturali, è quello di poter mettere piede sempre ed ovunque, di rendere tutto transitabile e raggiungibile per compiere qualsiasi cosa. E’ evidente che, davanti simili scellerati obiettivi, qualsiasi presenza imprevista diventa un ostacolo da rimuovere mentre, al contempo, la presenza incontrollata dell’uomo crea grande disturbo e costringe la fauna selvatica a spostarsi. Nel frattempo, si sono perse le misure minime di conoscenza dei territori naturali e del mantenimento in sicurezza di greggi, allevamenti, animali domestici nelle campagne. Niente di meglio che accompagnare la comparsa del lupo nei luoghi da dove era sparito con una selvaggia campagna di terrore, tanto ampia quanto povera di informazioni utili e credibili.
Ravenna ed il rischio di di diventare il campo sperimentale di una strage
Il nostro Comune, che vanta luoghi naturali preziosi ed estesi in cui il lupo svolge l’unica azione di riequilibrio naturale davvero efficace e dove invece vuole essere ribadito il predominio del mondo venatorio ora ridipinto nella presuntuosissima veste addirittura di “bioregolatore”, rischia di diventare il campo sperimentale di una strage inutile e dannosissima. Forse non a caso, con stupore, si apprende che addirittura i sedicenti “Verdi” o AVS, scomparsi a Ravenna da decenni, dopo aver reclutato un po’ di voti per le scorse comunali in appoggio alla maggioranza, ora propongono tramite il capogruppo Staloni un’interrogazione dal titolo: “Avvistamenti di lupi e attacchi ad animali domestici nelle frazioni delle Ville Unite”.
Il consiglio comunale del 27 gennaio alla presenza dell’assessora Monti
A ruota altre interrogazioni sul tema. Risponde nel Consiglio comunale del 27 gennaio l’assessora Monti, tra l’altro indicata idonea alla delega per il Parco del Delta del Po, la quale, poco dopo la nomina ha scritto pubblicamente: “Ho partecipato con piacere [a un convegno sul futuro della caccia e sul suolo del cacciatore organizzato da Federcaccia n.d.r.] non solo per un saluto istituzionale ed imparare (?!?) ma anche per ringraziarli per il contributo che danno nel preservare le nostre aree naturali e le zone umide. Tra i tanti temi e ricerche scientifiche che stanno portando avanti sono state evidenziate anche le attività dei cacciatori a supporto di una equilibrata gestione ambientale. Una caccia fatta sulla logica di preservare le specie animali e i loro habitat il cui input è dato da dati scientifici di conservazione e valorizzazione del nostro territorio naturale”. Cosa risponderà all’ondata di terrore costruita sui lupi? Andremo ad ascoltarla in Consiglio Comunale dopo il presidio che si terrà davanti al Comune in piazza del Popolo martedì 27 gennaio dalle 14 alle 15. Il presidio è autorizzato dalla Questura di Ravenna.
Animal Liberation, Cruelty Free, Italia Nostra sezione di Ravenna, LAC Emilia Romagna, LAV Bologna, OIPA sezione di Ravenna
