
A Ravenna lunedì eravamo in piazza contro gli Stati Uniti e mercoledì lo siamo contro Israele. Vero ma non dice tutto. Certo, la contestazione contro l’uso della forza esercitato in forma criminale da Stati Uniti e Israele è legittima ed anzi doverosa. Ma soprattutto come Ravenna in Comune siamo in piazza per il rispetto delle norme e del diritto internazionali calpestati e disprezzati da Stati Uniti ed Israele con il vergognoso sostegno dei Paesi loro alleati. Compresa ed anzi all’avanguardia nello zerbinaggio la nostra disgraziata Repubblica per bocca di Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri. Entrambi hanno definito “legittimo” l’intervento criminale degli Stati Uniti in Venezuela, rifiutano il riconoscimento della Palestina come Stato e considerano altrettanto legittime le azioni genocidarie di Israele.
Vale la pena ricordare le parole con le quali è stata fondata l’ONU e alla quale l’Italia (ma anche USA e Israele) ha aderito:
«Noi, popoli delle Nazioni Unite, decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all’umanità, a riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nella eguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne e delle nazioni grande e piccole, a creare le condizioni in cui la giustizia ed il rispetto degli obblighi derivanti dai trattati e dalle altri fonti del diritto internazionale possano essere mantenuti, a promuovere il progresso sociale ed un più elevato tenore di vita in una più ampia libertà, e per tali fini a praticare la tolleranza ed a vivere in pace l’uno con l’altro in rapporti di buon vicinato, ad unire le nostre forze per mantenere la pace e la sicurezza internazionale, ad assicurare, mediante l’accettazione di principi e l’istituzione di sistemi, che la forza delle armi non sarà usata, salvo che nell’interesse comune, ad impiegare strumenti internazionali per promuovere il progresso economico e sociale di tutti i popoli, abbiamo risoluto di unire i nostri sforzi per il raggiungimento di tali fini. In conseguenza, i nostri rispettivi Governi, per mezzo dei loro rappresentanti riuniti nella città di San Francisco e muniti di pieni poteri riconosciuti in buona e debita forma, hanno concordato il presente Statuto delle Nazioni Unite ed istituiscono con ciò un’organizzazione internazionale che sarà denominata le Nazioni Unite».
E il primissimo dei principi:
«Mantenere la pace e la sicurezza internazionale, ed a questo fine: prendere efficaci misure collettive per prevenire e rimuovere le minacce alla pace e per reprimere gli atti di aggressione o le altre violazioni della pace, e conseguire con mezzi pacifici, ed in conformità ai princìpi della giustizia e del diritto internazionale, la composizione o la soluzione delle controversie o delle situazioni internazionali che potrebbero portare ad una violazione della pace».
Niente a che vedere con la fantasia di Meloni per cui ci troveremmo di fronte a «un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla sicurezza» e alle ancora più detestabili affermazioni di Tajani per cui «il diritto internazionale conta solo fino a un certo punto».
Per la tutela dei principi fondamentali che regolano la convivenza del genere umano e per respingere la sopraffazione del più forte Ravenna in Comune aderisce alla contestazione della fiaccola olimpica promossa dal movimento BDS di Ravenna:
«Fuori Israele dalle Olimpiadi. A Ravenna la fiaccola olimpica non è benvenuta.
Rispondiamo all’appello del Comitato Olimpico Palestinese che chiede l’esclusione ufficiale di Israele dalle Olimpiadi, nel rispetto della Carta Olimpica.
Rifiutiamo il doppio standard: sanzioni per alcuni Stati, totale impunità per chi commette crimini di guerra e massacra civili e bambini.
Continuiamo a chiedere la fine della complicità internazionale da parte di Governi, Istituzioni e aziende.
Invitiamo tutte e tutti a unirsi a noi con cartelli, striscioni e bandiere».
Dopo le contestazioni al passaggio della fiaccola del 6 gennaio a Faenza, l’appuntamento è per il 7 gennaio alle 14.30 al presidio in Piazza del Popolo a Ravenna.
#RavennainComune #Ravenna #Israele #StatiUniti
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La fiaccola tra mosaici di Ravenna e il delta del Po
Fonte: il Resto del Carlino del 27 novembre 2025

La Fiamma delle Olimpiadi di Milano-Cortina arriva a Faenza
