IL DISASTRO AMBIENTALE NON ESISTE

La stampa, non certo il Comune o il Parco Delta Po, ci informa che è stata archiviata l’indagine sulla strage della valle della Canna: «La proliferazione del botulino nella Valle della Canna che tra settembre e ottobre del 2019 causò la morte di oltre 2mila esemplari di volatili e anatidi dimezzandone la presenza nella zona umida a nord di Ravenna, fu un evento “riconducibile a una serie di fattori concomitanti”. Ma in quella “strage” non fu commesso alcun reato».

Per chi se ne fosse dimenticato, visto il lungo intervallo di tempo trascorso, la strage, perché di strage si trattò, senza bisogno di metterla tra virgolette, come Ravenna in Comune l’avevamo già prevista da almeno due anni. Era il settembre 2017 quando l’allora nostra consigliera territoriale per il Mare, Simonetta Scotti, denunciava «la gestione di Valle della Canna. Dopo un’estate disastrosa che ha ucciso per ben due volte i fondali e la fauna, vorremmo fare il punto con alcune considerazioni. In primo luogo, c’è da constatare la pessima situazione idraulica, con la presa d’acqua sul Lamone definitivamente fuori uso da anni ed i livelli dell’acqua completamente fuori controllo. Ora, visto che l’idraulica è una scienza, gli errori non sono imputabili al caso, ma ad una gestione scellerata conseguente, evidentemente, ad una conoscenza lacunosa sia dell’equilibrio idraulico della valle, sia dei sistemi atti a regolamentarlo. Sempre che al Comune interessi davvero qualcosa di questo gioiello lasciato alla rovina ormai da più di un decennio. Per il futuro, altri tentativi a casaccio? La gestione di un luogo come questo non può essere affidata al caso, ci sono regole, metodi ed esperti che il Comune avrebbe il dovere di consultare al più presto».

La denuncia cadde nel vuoto, come anche le segnalazioni di altri, ed ora cade nel vuoto anche il tentativo di associare una responsabilità all’accaduto. Curioso allora che, sempre secondo la stampa, per «il pubblico ministero, nessuno avvisò gli enti preposti, lasciandoli all’oscuro di un’informazione che “certamente avrebbe potuto consentire un intervento più tempestivo” che avrebbe evitato il disastro». Eppure le stesse difese degli imputati hanno «prodotto memorie difensive, evidenziando la presenza di “problemi strutturali preesistenti”: fra questi il malfunzionamento di un sifone e l’interruzione dell’erogazione dell’acqua dalla canalina “ex Anic”. Criticità idrauliche che la Procura attribuisce sia a “fattori esterni” come la “carenza di fondi pubblici” ma anche ad “anni (decenni) di gestioni non svolte con la dovuta diligenza”, coinvolgendo “molteplici organismi”». Quali? Secondo il sostituto procuratore: «il Demanio idrico regionale, proprietario per il 90%, e l’Ente Parco, oltre al Comune di Ravenna, proprietario di una porzione più ridotta. Tra i loro doveri, l’impegno a garantire la corretta circolazione delle acque, e la programmazione stagionale dei livelli idrici. Già a settembre le analisi delle prime carcasse avrebbero dovuto attivare un intervento». Ma non se ne fece nulla e ne derivò una strage di animali, come detto. «Il giudice ha infine escluso fra le potenziali parti offese coloro che hanno a suo tempo depositato esposti e denunce. Associazioni venatorie e ambientaliste, consiglieri comunali e il Codacons. Nessuna opposizione quindi alla richiesta di archiviazione. E ora il decreto mette fine al caso della “strage” alla Valle della Canna». Ben esplicativo uno dei titoli dei giornali: «Anatre morte per botulino: “Non fu disastro ambientale”. Archiviata l’inchiesta».

Il codice penale (art.452 quater in vigore dal 2015) indica le diverse fattispecie che costituiscono il disastro ambientale. Una di queste prevede «l’alterazione dell’equilibrio di un ecosistema la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali». Indipendentemente dal fatto che le uniche due persone indagate siano state ritenute innocenti, è evidente che quanto accaduto corrisponde alla definizione. Per risolvere la crisi fu infatti necessario adottare una procedura eccezionale, l’immissione di enormi quantità di acqua, che però non evitarono la terrificante strage di volatili e pesci. Quegli stessi volatili e pesci che, assieme agli altri animali, secondo la Costituzione (l’art.9 cambiato nel 2022) andrebbero tutelati.

Il 31 luglio 2019 l’allora Presidente dell’Autorità Portuale di Ravenna dichiarava in un’intervista a il Resto del Carlino: «Se lo stravolgimento dell’ordine di diritto deve dipendere da qualche gabbiano morto, beh anche qui ognuno faccia le sue valutazioni. Che siano 7 o che siano 30 […] forse da lì a bloccare, a dare un fastidio operativo a un ente importante come l’Autorità portuale, su questo ognuno faccia le sue riflessioni». Parlava delle accuse rivoltegli in relazione alle morti di uccelli causate dal mancato tempestivo intervento per evitare l’affondamento di una nave. Lo scorso 2 luglio sempre il Carlino scriveva: «Resta l’inquinamento, resta la carcassa della nave semi-affondata, resta il danno ambientale alla Piallassa del Piomboni. Ma per il tribunale di Ravenna, l’ex presidente dell’Autorità Portuale, Daniele Rossi, è da assolvere “per particolare tenuità del fatto”, dopo la derubricazione dell’accusa da dolosa a colposa. Il giudice per l’udienza preliminare Andrea Galanti ha così chiuso un lungo iter giudiziario iniziato nel 2017, quando la motonave Berkan B, abbandonata e lesionata, riversò idrocarburi in un’area a pochi passi dal Parco del Delta del Po».

E allora è evidente che cambiare le leggi e la Costituzione non basta per far cambiare di direzione questa nostra barca, che è poi la Repubblica Italiana, o anche solo il Comune di Ravenna, se non cambiamo anche quegli uomini (e quelle donne) che occupano tutti i poteri e tengono ben saldo tra le loro mani quel timone che credono appartenga loro di diritto. E, invece, appartiene a tutte e tutti noi.

[nell’immagine: la valle della Canna messa sotto sequestro nel 2019]

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Ravenna, botulino nella Valle della Canna: tutto archiviato. “Ma ci furono mancanze”

Fonte: Corriere Romagna del 7 novembre 2025

 

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