
Ieri, 4 settembre, davanti allo Stadio di Ravenna, abbiamo tenuto una conferenza stampa aperta per contestare la scelta di giocare le due partite fra Italia e Israele valevoli per le qualificazioni ai Mondiali di calcio maschile nonostante il genocidio in corso a Gaza e la feroce repressione in Cisgiordania da parte dello Stato Israeliano. Tante le adesioni da parte di associazioni, partiti, gruppi e cittadine e cittadini che ricordiamo di seguito, segnalando che l’iniziativa proseguirà anche dopo l’8 settembre (in cui a Debrecen, in Ungheria, è previsto lo svolgimento dell’andata) sino al 14 ottobre (per il ritorno stabilito ad Udine nonostante le proteste del sindaco e della cittadinanza di quella città):
Ravenna in Comune, Uisp Ravenna e Lugo, Partito Comunista Italiano di Ravenna, Potere al Popolo, Partito della Rifondazione Comunista, Coordinamento Ravenna per la Palestina, Collettivo La Comune, Resistenza Popolare, Associazione di Amicizia Italia Cuba – Circolo ravennate “Vilma Espin Guillois”, Italia Nostra Ravenna, RITI – Rete Interculturale Temi Immigrazione, Magazzino Art Gaze, Per il Clima – Fuori dal Fossile – Coordinamento di Ravenna, Andrea Maestri, Marisa Iannucci, Cesare Sama, Paolo Secci, Gabriele Tagliati, Gabriele Abrotini, Giovanna Montanari, Giuseppe “Pippo” Tadolini, Giuliana Liverani, Mauro Savorani, Claudio Pagnani, Francesca Santarella, Eugenio Conti, Gianfranco Santini, Aurora Cuppone, Rita Lugaresi, Alessandra Carini, Marina Mannucci, Alessandro Bongarzone, Maria Rossini, Giorgio Turchetti, Rita Taroni, Giorgio Gatta. Ringraziamo tutte e tutti ma un ringraziamento speciale va a chi è stato/a presente nonostante la mattinata feriale. La sottoscrizione si può inviare a comunicazione@ravennaincomune.it
Tante persone hanno approfittato del microfono aperto per protestare contro la normalizzazione di una situazione che, invece, è e deve essere considerata eccezionale: un genocidio in questo secolo non si era ancora visto! C’è chi vorrebbe giocare ugualmente in quanto dello sport apprezza il fatto che supera i conflitti. Nella Grecia classica le Olimpiadi interrompevano le guerre. Ma in Palestina non c’è nessuna guerra. C’è un popolo, quello palestinese, che viene giornalmente massacrato per creare spazio ad ulteriore occupazione israeliana. I civili, le donne, i vecchi e i bambini sono le principali vittime. Questa nostra azione è diretta ad allargare la consapevolezza che, se i governi tacciono, resta alle cittadine e ai cittadini del mondo il compito di arrestare il genocidio. Questo si può fare, con azioni non violente, ostracizzando Israele dal consorzio umano. E il calcio, questo importantissimo simbolo, specie in Italia, può aiutare questa comprensione.
Come Ravenna in Comune continueremo in questa direzione sia con nostre azioni che partecipando a quelle che sono state e saranno organizzate con lo stesso fine.
[Nell’immagine: un momento della conferenza stampa di ieri]
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Davanti allo stadio per dire “no” a Italia – Israele, i manifestanti: “Giocare significa stare dalla parte di Netanyahu”
