
È Ferragosto. Come ogni festa, questa che caratterizza l’estate, stagione che a sua volta si vorrebbe festiva, va di pari passo all’aspettativa di sospendere i lavori, gli affanni, anche la politica. Non è scontato poterselo permettere. Sia perché c’è chi deve ugualmente lavorare, che perché c’è chi non può permettersi il lusso di festeggiare alcunché. E poi c’è chi non ne ha voglia, naturalmente. Anche la dimensione politica fatica a trovare pausa nel quotidiano dibattersi tra sofferenze che, se non ci colpiscono direttamente, non dovrebbe lasciare indifferente alcuna persona.
In Palestina dopo le stragi, le torture e le epidemie indotte, l’esercito israeliano occupante si appresta ad iniziare un altro giro nel valzer di un genocidio che, nonostante gli omicidi mirati di giornalisti, resta ancora la festa di morte più vista al mondo. Ma si “balla” anche tra Russia e Ucraina, in Sudan e in un’altra sessantina di Paesi nel mondo. Dunque, se festeggiare significa far festa, come si può farlo dando le spalle a tutto questo? O dobbiamo fare affidamento ad un incontro in una base militare in Alaska come sostitutivo di quell’Organizzazione delle Nazioni Unite che viene ad essere impedita nel funzionamento proprio dal Paese che la ospita e che organizza l’incontro di Elmendorf-Richardson?
A Gaza non c’è chi non patisca la fame. Nel mondo quasi un miliardo di individui è a rischio denutrizione. Le condizioni di vita, o meglio di non vita, tra guerre, persecuzioni, disastri ambientali, povertà, ecc. spingono quasi 300 milioni di persone a lasciare il posto in cui vive. E questo innesca a sua volta guerre, persecuzioni, disastri ambientali, ecc. in luoghi diversi da quelli originari poiché, come avviene in Italia, si preferisce alzare muri rispetto alla gestione delle migrazioni e di ciò che le causa.
A Ravenna non mancano i problemi. Lo sfruttamento di lavoratrici e lavoratori è all’ordine del giorno con annessi rischi per la sicurezza che producono infortuni crescenti. L’economia si sta convertendo alla guerra e il porto è scalo per armi destinate alle guerre. È entrato in funzione un rigassificatore, portatore di soldi per pochi e di danno per tutti gli altri, non ultimo il rischio che diventi bersaglio terroristico. Ma il rischio è anche ambientale. Proprio ieri Italia Nostra ha dato notizia del rinvenimento di una “tartaruga marina Caretta caretta in evidente difficoltà nelle acque comprese tra Punta Marina e la nave rigassificatrice BW Singapore”. L’animale era “avvolto da un ampio strato di schiume galleggianti sul pelo dell’acqua”. Si chiede Italia Nostra se sia uno dei primi riscontri di quanto già pronosticato dalla Fondazione Cetacea: “l’impatto sarà simile a quello registrato una decina d’anni fa per il rigassificatore di Porto Viro, dove fu registrata una morìa anomale di tartarughe marine”. La soggezione ai potentati del fossile sono del resto un altro dei problemi che affliggono il nostro Comune. Lo sfruttamento del territorio lo ha infragilito al punto da renderlo a rischio in occasione di qualunque pioggia. I problemi non si fermano a questi (che dire del consumo di suolo? e degli abbattimenti indiscriminati di alberi sani? della qualità dell’aria che, proprio oggi, peggiorerà ulteriormente “grazie” ai fuochi d’artificio? ecc. ecc.) ma la stessa possibilità di contestare tutto ciò è sempre più difficile e anche raccontarlo, per noi, si sta rivelando un problema.
La causa principale di tutto ciò risiede nello sfruttamento capitalistico come modello economico diffuso a livello mondiale. La soluzione al problema non può dunque venire dall’economia. È la dimensione politica la chiave di tutto e, ben sapendolo, dilaga in tutto il mondo, Italia inclusa, una marea repressiva che cerca di prevenire l’opposizione democratica ad una situazione inaccettabile per la stragrande maggioranza della popolazione. Averne consapevolezza è un primo passo nella direzione di un mondo più giusto ed equo. Non dimenticarsene in un giorno festivo come questo non è guastare la festa, ma iniziare a creare le condizioni perché possa essere finalmente festa per tutte e tutti e non solo per pochi privilegiati.
Buon Ferragosto da Ravenna in Comune.
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Vertice in Alaska alle 21.30 di Ferragosto
