O DI QUA O DI LA’

Sabato sera siamo state e stati felici di aver invitato alla partecipazione a quello che è risultato un riuscito e partecipato incontro con il prof. Angelo d’Orsi dal titolo “La guerra in Ucraina e il nuovo ordine mondiale”. Ringraziamo dunque chi l’ha organizzato (Partito Comunista, Rifondazione Comunista, Partito Comunista Italiano e Potere al Popolo) e, con l’occasione, manifestiamo apprezzamento dei molti punti toccati durante l’esposizione dal relatore e piena condivisione delle sue conclusioni. Siamo d’accordo in maniera completa con il discrimine tracciato per separare la sinistra da ciò che si spaccia per sinistra: la posizione sull’uguaglianza e sulla guerra. Anche per Ravenna in Comune è centrale la posizione sull’uguaglianza ovvero nel ritenere che la disuguaglianza di diritti e di condizioni economiche tra persone non sia uno stato naturale ma una condizione il cui superamento deve essere fondamentale obiettivo politico. Anche per Ravenna in Comune, poi, non vi può essere né supina accettazione della guerra e delle sue conseguenze, che sempre più spesso colpiscono prevalentemente civili in condizione di fragilità, e nemmeno, ovviamente, possibilità di intesa con chi soffia sul fuoco dei conflitti per la gioia dei produttori di armamenti e del loro contorno di politicanti e pennivendoli. La linea di demarcazione è e deve essere chiara: o di qua o di là.

Ci ha colpito nella serata anche il parallelismo tracciato, in uno degli interventi del dibattito seguito alla relazione, tra due avvenimenti intervenuti nella stessa settimana ora appena conclusasi. Da una parte si è respinta con l’archiviazione la denuncia presentata nei confronti dei fascisti che fanno propaganda di ciò che è antitetico con la nostra democrazia omaggiando con gesti e parole il capo del partito fascista, Ettore Muti, ogni anno in una manifestazione davanti al cimitero cittadino. Tale manifestazione è stata oggetto di nostre plurime prese di posizione per richiederne, inutilmente, la cessazione. L’archiviazione della denuncia, presentata dalla Consulta Antifascista, è stata chiesta direttamente dalla Procura e accolta dal Giudice. Dall’altra si è avuta notizia di una serie di perquisizioni, sequestri e denunce nei confronti di chi aveva espresso, in una delle poche forme ancora possibili per esternare visibilmente un pensiero dissenziente, la posizione di sostegno alla richiesta di cessazione del 41bis nei confronti di Alfredo Cospito. Come da molti esempi svolti nella serata, infatti, si deve prendere atto che mai come in questa fase storica a Ravenna, ma anche nel resto d’Italia, sia diventato oltremodo difficoltoso veicolare mediaticamente ragionamenti che non siano in linea con il pensiero dominante. In assenza del veicolo mediatico, il ricorso agli appelli in (pochi) volantini attaccati alle pareti cittadine è stato sentito come l’unica possibilità da parte chi li ha affissi di bucare il silenzio, ricevendo per questo l’accusa di “minaccia a corpo giudiziario e imbrattamenti aggravati ”.

La casualità della coincidenza temporale tra l’assoluzione dei comportamenti fascisti e l’indagine aperta contro il sostegno ad un militante anarchico consente di individuare la concretezza del rischio che si riproponga una fase storica già vissuta, in cui alla sostanziale acquiescenza al fascismo faceva da contraltare la repressione delle pratiche antifasciste. Anche in questo caso la demarcazione è netta e non corre solo tra fascismo e antifascismo ma anche tra l’antifascismo di facciata, buono solo per la propaganda una tantum nel dì di festa, e l’antifascismo intriso di politiche coerenti nella quotidianità, manifestazioni del pensiero e manifestazioni civiche incluse.

 O di qua o di là.

[nella foto: la conferenza del Prof Angelo d’Orsi]

#RavennainComune #Ravenna #fascismo #antifascismo #anarchia #guerra #pace

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.