RAVENNA È PRIMA IN ROMAGNA PER MORTI SU LAVORO

 

Finito il 2021 è tempo di bilanci anche per la sicurezza sul lavoro. Che non c’è. Evidentemente. I dati ufficiali INAIL riportavano al 30 novembre 1.116 denunce per infortuni mortali. Va però ricordato che i dati riportati riguardano solo gli assicurati, quindi chi muore “in regola”. L’Osservatorio indipendente dei morti sul lavoro riporta tutti i decessi dell’anno, esclusi quelli per Covid: nel 2021 sono stati 1.404 i lavoratori deceduti a seguito di infortuni sul lavoro, di questi 695 sui luoghi di lavoro, con un aumento del 18% sui luoghi di lavoro rispetto all’anno 2020. In Emilia-Romagna sono stati 53.

La Romagna conta 13 vittime, più di una al mese. Ravenna ha conquistato la poco invidiabile testa della classifica con 5 morti, di cui, lo ricordiamo, due nella stessa giornata: era il 15 luglio. Il primo era stato un ragazzo, Christian, di soli 26 anni, sei mesi prima, il 14 gennaio.

Se guardiamo alle denunce di contagio per COVID nell’ambito dell’attività lavorativa, l’INAIL ha comunicato che dall’inizio della pandemia al 30 novembre i contagi sono stati 185.633. Per quanto riguarda le denunce di infortunio complessive, invece, quelle presentate all’Inail entro lo scorso mese di novembre sono state 502.458, oltre 10mila in più (+2,1%, contro il +6,3% della rilevazione al 31 ottobre) rispetto alle 492.150 dei primi 11 mesi del 2020. Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nei primi 11 mesi del 2021 sono state 50.804, circa 10mila in più rispetto allo stesso periodo del 2020 (+24,1%).

Anche in Romagna i dati, fermi al luglio scorso, rivelavano un notevole incremento delle denunce di infortunio rispetto all’anno precedente. A Ravenna, ad esempio, al 31 luglio 2021 erano 3.511 contro le 3.048 del 31 luglio 2020.

Cosa ci vuole ancora al Sindaco per rendere effettivo l’operato dell’Osservatorio sulla legalità e sicurezza del lavoro? In Prefettura, dove è stato relegato, non produce risultati visibili. Dalla riunione del 27 luglio scorso, subito dopo la morte dei due lavoratori in porto, non si è saputo più nulla. Ed era la prima riunione dell’anno. È stata l’unica? Abbiamo posto domande e messo in dubbio l’efficacia dello strumento così com’è e la volontà di andare oltre la facciata. Il Sindaco ci ha risposto l’estate scorsa: «Non credo che spostare l’osservatorio dalla Prefettura, che è l’ente preposto alla sicurezza, al Comune possa essere davvero incisivo». Come Ravenna in Comune, invece, crediamo proprio sia decisivo e incisivo. L’Osservatorio ce lo siamo conquistati a fatica nello scorso mandato. Le morti, gli infortuni, le irregolarità e le illegalità del lavoro pretendono che si faccia il possibile per ridurre il terrificante impatto che tutto ciò ha sul nostro territorio. Dare dignità all’Osservatorio spostandolo in Comune non sarà risolutivo ma fornirà gli elementi a chi deve controllare per capire dove e quando intervenire. Le vite delle lavoratrici e dei lavoratori, secondo noi, giustificano ampiamente un ripensamento. E per il Sindaco?

[nella foto: il crollo della gru a Torino lo scorso 18 dicembre – 3 morti]

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Nel 2021 il lavoro ha ucciso 1404 volte

Fonte: La Stampa del 2 gennaio 2022

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