PAROLE DURISSIME SULLA GESTIONE DELL’AUTORITA’ PORTUALE

Sono parole durissime quelle che abbiamo letto nel comunicato sindacale di ieri sul comportamento padronale in un ente pubblico. Si tratta dell’Autorità di Sistema Portuale con sede in via Antico Squero sulla Darsena di Ravenna. Sono parole che ci capita di leggere nei comunicati che annunciano scioperi in realtà padronali private come, a Ravenna, in Marcegaglia. Lì, però, con l’accoppiata degli eredi di padron Steno, i fratelli Emma e Antonio, il padrone, anzi i padroni, ci sono davvero. E si comportano proprio come i padroni delle ferriere di un secolo fa, quelli che volevano governare le fabbriche come fossero i loro personali reami. L’Autorità Portuale è un ente pubblico, cioè di tutti noi. Come la sanità pubblica o le ferrovie statali o regionali. Quindi chi si comporta come un padrone pur non essendolo?

Per la giornata di oggi, leggiamo, è stato indetto «uno sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Ente perché vogliono che gli accordi sottoscritti siano rispettati e perché pretendono dall’Ente relazioni sindacali corrette e trasparenti. Scarsa trasparenza e insofferenza nei confronti delle Rsu e delle organizzazioni sindacali paiono, infatti, essere oramai uno stile consolidato di questa alta dirigenza, mentre le relazioni sindacali si sono ridotte ad un mero rito. Oramai sono all’ordine del giorno comportamenti che configurano violazioni contrattuali. […] Una vicenda accaduta negli ultimi mesi, poi, è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo. L’alta dirigenza, nel mese di giugno, ha deciso di modificare unilateralmente il contratto integrativo senza neppure informare la Rsu. […] La modifica imposta riguarda le assenze e di per sé non rappresenta un’importante penalizzazione della retribuzione delle lavoratrici e dei lavoratori e ne colpisce una esigua minoranza. È invece grave e intollerabile che tale modifica sia stata decisa ed eseguita unilateralmente, inserendo decurtazioni e franchigie non previste dal contratto integrativo che pure era ed è pienamente in vigore».

Come Ravenna in Comune sosteniamo che il lavoro pubblico debba essere all’avanguardia, “dare il là” a quel mondo del lavoro su cui è costituzionalmente fondata al nostra Repubblica. Troppo spesso, invece, dirigenti pubblici mimano i dirigenti nominati dai privati. Anche nel pubblico si violano le regole dei rapporti umani, prima ancora di quelle contrattuali. Si colpiscono i diritti di alcuni per dividerli dagli altri lavoratori e addomesticare questi ultimi.

Lasciare passare tutto questo significa arretrare ulteriormente quei diritti basilari nei rapporti di lavoro conquistati in anni di lotte. Che prima di tutto devono valere nel settore pubblico perché si continuino ad applicare nel settore privato. Bene hanno fatto perciò le lavoratrici e i lavoratori dell’Amministrazione Portuale a scendere in sciopero per tutelare questi diritti.

Ravenna in Comune, come sempre, è al fianco di chi lavora e soprattutto nei momenti di conflitto e delle legittime proteste. Piena solidarietà, dunque, da parte di Ravenna in Comune.

[nella foto: Daniele Rossi presidente AdSP]

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Venerdì 3 settembre sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Autorità di Sistema Portuale ravennate

Fonte: CGIL, 2 settembre 2021

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