SCIOPERO DELLA SCUOLA: VENERDÌ 26 MARZO

Riproduciamo integralmente il comunicato stampa sullo sciopero della scuola che si svolge oggi. L’agitazione, lo ricordiamo, è stata indetta dai COBAS – Comitati di base della scuola la mobilitazione del “personale Docente, Educativo e ATA delle scuole di ogni ordine e grado, in Italia e all’estero”. Sempre oggi è stato proclamato lo sciopero dal SAESE – Sindacato Autonomo Europeo Scuola ed Ecologia riguardante “tutto il personale docente ed Ata, a tempo indeterminato, atipico e precario”. In concomitanza ha indetto sciopero anche Priorità alla Scuola, per chiedere che una parte consistente del cosiddetto Recovery Fund sia riservata al rilancio della Scuola pubblica: servizi educativi per l’infanzia, scuola dell’obbligo, superiori di secondo grado, dal nido all’università, il diritto allo studio deve essere tra le vere priorità del Paese. Inoltre, si chiede di garantire un incremento della spesa pubblica annua portandola almeno ai livelli della media europea, pari al 5% del PIL.

[La fotografia, ovviamente, è stata scattata durante una manifestazione per la scuola pubblica prima dell’inizio della pandemia Covid-19]

#MassimoManzoli #RavennainComune #Ravenna #scuola #Covid19

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Ravenna in Comune desidera esprimere la propria solidarietà e il proprio sostegno allo sciopero della scuola in dad, promosso da Cobas, insieme a Priorità alla scuola e al Coordinamento nazionale precari della scuola del 26 marzo. Inoltre, Ravenna in comune, con i suoi aderenti, partecipa attivamente alle iniziative locali per ritornare il prima possibile alla scuola in presenza, senza mettere il cappello su nessuna iniziativa.

Il ritorno alla scuola in presenza e in sicurezza richiede una serie di interventi che non è possibile tacere. Noi come lista civica di sinistra vorremmo ribadire alcune delle priorità locali, che riguardano anche il futuro dell’istruzione e non solo la risoluzione dell’emergenza. Fin dalla prima ondata nella primavera scorsa abbiamo chiesto al nostro Sindaco di attivarsi per quanto di sua competenza o presso le autorità competenti affinché si investisse sulla scuola pubblica per arrivare più pronti e preparati a quella che, all’epoca, era una possibile seconda ondata.

Riteniamo che sia urgente favorire la somministrazione di tamponi rapidi gratuiti all’interno delle scuole e non nelle farmacie, in modo da coprire realmente la popolazione scolastica mentre con il sistema attuale si rischia di escludere le fasce a maggiore povertà educativa e quindi più bisognose di interventi diretti. La politica vaccinale del personale della scuola, poi, dovrebbe essere organizzata in maniera ordinata e centralizzata senza demandare tutto il peso della campagna sui medici di base e senza accumulare ritardi inaccettabili rispetto ad altre regioni. La scuola è già un presidio sanitario, dove tutte e tutti possono imparare le misure di contenimento della pandemia, ma bisognerebbe rendere più efficiente e stabile il legame tra AUSL e scuole.

Gli enti locali dovevano aver già realizzato un piano più ambizioso di interventi per rendere la scuola più diffusa e presente nei foresi, oltre a favorire la presenza di aule e classi su tutto il territorio comunale. Si è parlato di scuole all’aperto, di recupero di edifici e spazi anche in biblioteche, musei, cinema e teatri nella primavera scorsa. Ora tutto è chiuso, quattro scuole nel forese sono a rischio chiusura e non si è visto nulla di tutto ciò.

La dad sta producendo enormi ritardi educativi, psicologici e di socializzazione. Si è trattato di un’indispensabile misura d’emergenza, ma è arrivato il momento di metterla in soffitta perché non è scuola ed è un danno. La dad sta producendo numero spaventosi riguardo alla dispersione scolastica effettiva di chi non frequenta la scuola di fatto anche alle elementari e alle medie. Le istituzioni devono intervenire subito, consapevoli che la soluzione non è rendere fruibili solo computer, smartphone e connessioni, ma mettendo in campo un ampio intervento educativo diretto.

L’amministrazione comunale e gli enti locali devono davvero intervenire e progettare in questo senso. Noi ci aspettiamo che venga fatto tutto il possibile perché la scuola riparta al più presto, perché diventi un posto migliore e perché la didattica a distanza diventi un brutto ricordo del passato.

Noi abbiamo un piano e presto lo condivideremo e discuteremo con la cittadinanza e ci auguriamo che diventi patrimonio di tutte e tutti e non solo l’iniziativa di una parte politica.

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Sciopero Dad. Venerdì 26 marzo anche Pas Ravenna scende in piazza per scuola sicura e in presenza

Fonte: RavennaNotizie del 25 marzo 2021

 

 

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