IL DEGRADO DEL MACELLO DI RAVENNA

Il pubblico Macello ha appena compiuto 120 anni e, certo non per responsabilità di chi lo costruì, è in condizioni vergognose. Il Comune sta risistemando l’area antistante ma il macello vero e proprio sta andando in malora. È costituito da sette fabbricati: sei lungo il perimetro e uno centrale. Sulla facciata sopravvivono, invero a stento, i bassorilievi in marmo realizzati appositamente dallo scultore Attilio Maltoni non distrutti da bombardamenti nel 1944. È stato utilizzato sino agli anni “70 del secolo scorso ed è stato venduto 17 anni fa dal Comune di Ravenna. Preliminarmente all’asta pubblica, l’Amministrazione Comunale richiese l’autorizzazione alla procedura di alienazione alla Soprintendenza Regionale per i Beni e le Attività Culturali dell’Emilia Romagna. La Soprintendenza Regionale autorizzò la vendita condizionandola all’obbligo di avviare interventi di restauro, consolidamento e risanamento “al fine di garantire la buona conservazione del bene con particolare riferimento all’impiantistica storica del mattatoio”.

Quasi cinque anni fa il proprietario fu intervistato da RavennaNotizie in occasione della presentazione, alle successive elezioni, di una lista in appoggio all’attuale Sindaco. Riportiamo di seguito senza commenti uno stralcio dell’intervista. Un’unica riflessione. Come Ravenna in Comune non sappiamo se giuridicamente il Comune di Ravenna sia vincolato alle condizioni poste a suo tempo dalla Soprintendenza, ovvero a far sì che il complesso sia restaurato e ben conservato. Ma il Sindaco e la Giunta non dovrebbero comunque sentire la necessità di un risanamento (non radendo tutto al suolo, si badi bene!) di un’area di circa 4.000 metri quadri posta a ridosso della città storica? E il famoso intento di eliminare le condizioni di degrado? Vale solo per i poveri?

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Da RavennaNotizie del 16 marzo 2016: Parla Giovanni Poggiali, indipendente nel pacchetto di mischia di de Pascale, uomo del “fare”

RavennaNotizie: Che cosa può dire a proposito dell’area dell’ex Macello di Ravenna, da anni abbandonata a se stessa? Quella zona appartiene ad una sua società, non è vero?

Giovanni Poggiali: “L’ex Macello non è abbandonato. È effettivamente fatiscente, ma da moltissimi anni, fin dai tempi in cui era in mano al comune che decise di metterlo all’asta. All’epoca dell’asta la mia società rilevò il 30% mentre il resto apparteneva a CNC e CNA. Col subentrare della crisi le nostre partner si disinteressarono a quell’area e noi ne assumemmo l’intero controllo, pensando a diversi progetti per la riqualificazione. Ma queste idee, oltre a comportare spese e tempi di progettazione molto lunghi, sono soggette a iter burocratici che rendono i processi ancora più complicati. Inoltre, anche sistemando le questioni amministrative, la crisi economica in questo momento impedisce di fare grandi investimenti. Quindi, i progetti ci sono, ma la mia idea è che sia meglio andare con calma e fare le cose per bene, aspettando di avere tutti gli strumenti per poterle fare.”

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Parla Giovanni Poggiali, indipendente nel pacchetto di mischia di de Pascale, uomo del “fare”. Intervista all’imprenditore che ha messo in campo l’Associazione Insieme per Cambiare Ravenna e che vuole fare la stessa cosa anche in altre città della Romagna

Fonte: RavennaNotizie del 16 marzo 2016

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