AGITAZIONE PER SANITÀ E SCIOPERO MULTISERVIZI

Oggi con un presidio davanti al vecchio ingresso dell’Ospedale di Ravenna si tiene un’iniziativa a sostegno dello stato di agitazione dichiarato per tutto il settore della sanità. Dichiarano i sindacati che si tratta di un’iniziativa che “riguarda l’intero settore del Pubblico Impiego e del Socio Sanitario e che ha l’obbiettivo di rivendicare il diritto a lavorare in sicurezza, il rinnovo dei contratti e nuove assunzioni”. Così prosegue la nota: “Se non ci si occupa di mettere in sicurezza il personale sanitario, si mette a rischio la loro salute e anche quella dei cittadini; se non si rendono omogenei i contratti di lavoro nelle strutture per anziani per tutto il personale del Settore Socio Sanitario, si continuerà ad assistere all’elevatissimo turn-over cui oggi è sottoposto questo settore, con la perdita di professionalità e qualità dei servizi resi ai cittadini”.

Oggi si tiene anche lo sciopero nazionale dei lavoratori cui si applica il contratto Multiservizi, scaduto da sette anni. È il comparto degli appalti, del lavoro sottopagato e precarizzato, delle disuguaglianze e dello sfruttamento, in cui viene applicato un contratto, anche senza nessuna coerenza con l’oggetto dell’appalto, che funge da strumento per abbattere il costo del lavoro, collegato al massimo ribasso delle gare di appalto. È anche un comparto che in questi mesi di pandemia sta lavorando in prima linea, particolarmente nelle strutture sanitarie, in condizioni di difficoltà estrema, con misure di sicurezza inadeguate e ridotte – come avviene sempre negli appalti – per abbassare i costi, e con carichi di lavoro pesantemente aggravati, a fronte di part time involontari e salari molto bassi: una media di 7 euro lordi all’ora. Una condizione di disagio che vede coinvolte in maggioranza donne. La trattativa è in una fase di stallo per la strategia di affondo della controparte padronale e delle imprese del settore, che rifiutando il tavolo di trattativa dal mese di luglio 2020, hanno prodotto nei fatti una strumentale dilatazione dei tempi negoziali, mettendo in discussione l’avanzamento dei diritti e delle tutele.

Solo pochi giorni fa avevamo sollecitato il Comune ad un’attenzione e ad un’azione per quanto di competenza. Sia a livello di pressioni sulla Regione e sulle aziende spesso cooperative che impiegano i lavoratori, che per gli appalti che le assunzioni dirette, dove possibile, il Comune ha un ruolo che sta evitando di esercitare. Tutto questo mentre è in corso una pandemia ed è indispensabile l’apporto di lavoratrici e lavoratori che sia pubblici che privati concorrono alla tenuta del sistema. Come Ravenna in Comune confermiamo la vicinanza alla lotta delle categorie e continuiamo ad agire sul livello amministrativo comunale perché faccia la sua parte!

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Presidi del personale sanitario davanti agli ospedali romagnoli per rivendicare i diritti dei lavoratori della sanità

Fonte: RavennaNotizie del 12 novembre 2020

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Pulizie, sciopero dei dipendenti

Fonte: Il Resto del Carlino del 12 novembre 2020

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