IL PONTE SUL FIUME… DEI GUAI!

Il Ponte sul fiume Kwai (o meglio il ponte sul fiume…dei guai). 

I cittadini di Ragone di pazienza ne hanno. È più o meno da venti anni che pongono il problema cosiddetto “della passerella”. Nel senso che chiedono, da gran tempo, che sul fiume Montone, per collegare la frazione di Ragone, comune di Ravenna, a quella di San Pancrazio, comune di Russi, venga costruito un passaggio pedonale-ciclabile a tutela della vita di coloro – soprattutto bambini, anziani, genitori con passeggini, disabili, ecc. – che vogliano compiere il percorso senza ricorrere all’automobile. Per chi non conosce Ragone (cioè la quasi totalità della popolazione che vive al di fuori della “zona 7”) può sembrare un problema di poco conto, o addirittura un capriccio.

Ma quando sarà finita l’attuale emergenza, venite a fare una passeggiata dalle nostre parti, vi offriremo anche una merenda nel delizioso chiosco “Non solo piadina” delle fantastiche Elisa ed Emanuela, e una visitina al nostro ponte. Passare il fiume Montone in questo luogo è una vera roulette russa, e nessun ragonese si azzarda a mandare figli e figlie in bicicletta fino a San Pancrazio, nessuna persona anziana si avventura tranquillamente su quel passaggio se deve anche solo andare al Conad o in farmacia. E così, per fare circa trecento metri, o si guida la macchina o si ha qualcuno che faccia da accompagnatore. Si, perché a Ragone non ci sono servizi di alcun tipo, e per qualsiasi necessità si deve fare riferimento a San Pancrazio. Tanto che, anche nella toponomastica ravennate la frazione di Ragone viene chiamata Ragone-San Pancrazio, a suggello della totale dipendenza dal paese “cugino” che ricade addirittura in altro comune (Russi). Non solo, ma anche per le automobili ci sono pericoli non indifferenti. I due incroci fra gli argini e la Provinciale sono stati e continuano ad essere teatro di incidenti, alcuni anche gravi, per la pessima visibilità, che nessuno specchio parabolico è riuscito a migliorare.

Ora, succede che quest’anno, 2020, dovrebbe essere abbattuto e completamente ricostruito il famigerato ponte, e si spera che vengano fatti i lavori in maniera tale da eliminare tutto l’insieme dei rischi che quel manufatto comporta. Tutto bene, quindi? I cittadini di Ragone possono cantare vittoria? Mica tanto, perché, innanzi tutto, pur dopo tante assemblee pubbliche con coinvolgimento di assessori e tecnici, non si sanno né la data di inizio lavori, né per quanto tempo questi si protrarranno. E poi perché non è stato reso noto nessun piano per far fronte all’isolamento totale in cui Ragone si verrà a trovare durante tutta la durata delle operazioni. Con danno non solo per la qualità della vita della gente, ma anche per le piccole economie di Ragone, e anche quelle un po’ più consistenti di San Pancrazio, che attraverso quel  ponte riceve le visite di utenti e clienti dalle frazioni cis-Montoniane. Inoltre tutto il traffico di attraversamento verrà deviato sulla direttrice Argine Destro-ponte di San Marco-Argine Sinistro San Pancrazio, lungo strad(in)e vicinali, che non possono sopportare assolutamente un volume di automezzi come quello che attualmente si serve del ponte di Ragone.

A gran voce si è chiesto che prima di chiudere ed abbattere il ponte si costruisca la “famosa” passerella pedonale-ciclabile, che almeno consentirebbe una quota di alleggerimento e preserverebbe una certa autonomia per molte persone. Ma tutto tace. L’ennesima assemblea pubblica, per porre sul tappeto tutti questi aspetti, si sarebbe dovuta tenere in questo mese di marzo. Ma le note vicende legate al coronavirus ne hanno provocato l’annullamento. E quindi all’orizzonte non c’è proprio nulla.

Ravenna in Comune ha manifestato la propria vicinanza alla popolazione ragonese, ha volantinato nella frazione in appoggio alle richieste portate avanti dal Comitato Cittadino, e il consigliere comunale Massimo Manzoli ha anche presentato un’interrogazione, alla quale tempo fa rispose l’assessore Fagnani. Il quale però è rimasto nel vago, sostanzialmente “sbolognando” il problema alla Provincia (dal momento che il ponte insiste sulla strada provinciale), e senza fornire informazioni utili sui tempi, e tanto meno sulla fattibilità del passaggio pedonale – ciclabile. La Provincia dal canto suo, che in un’animata assemblea pubblica un anno e mezzo fa, aveva garantito l’interessamento per reperire un “ponte Bailey” da adibire a passerella, non ha più fatto sapere nulla.

Quanto dovrà passare, e che cosa dovrà succedere perché si faccia chiarezza? E se il coronavirus non molla, per quanto ancora si dovrà stare senza potersi neppure confrontare sul problema? Nel frattempo, aspettiamo che vi siano altri incidenti, magari con esiti molto spiacevoli, agli incroci degli argini?

Pippo Tadolini

Consigliere Territoriale – Zona 7

Ravenna in Comune

#PippoTadolini #RavennaInComune #Ravenna #Zona7

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Ponte sul Montone, a Ragone “preoccupazione e profondo malumore” “Non si hanno ancora notizie né della fattibilità del passaggio pedonale-ciclabile”

Sorgente: il ponte sul Montone

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