STRANIERI IN CRESCITA?

È stato presentato ufficialmente mercoledì 5 febbraio il rapporto socio statistico che ogni anno analizza il panorama migratorio europeo, italiano e regionale in Emilia-Romagna, redatto dal centro studi e ricerche Idos e dalla rivista Confronti. Ne riporta Federica Ferruzzi su Setteserequi.

A fine 2018, Ravenna ha registrato un calo nella presenza di stranieri rispetto all’anno precedente. Ne ha parlato Maurizio Masotti, formatore linguistico di italiano per stranieri, che offre una lettura del volume che da più di vent’anni fotografa la realtà di ogni singola provincia: «È buffo notare come, per mesi, il dibattito politico abbia messo al centro la necessità di affrontare la gestione dei flussi migratori presentandoli come se si dovesse lavorare per fronteggiare un’invasione, mentre i dati dicono altro. Numeri alla mano, nel 2008 i residenti stranieri in regione erano pari all’8,8%, valore che è cresciuto fino al 12,0% del 2013 e che è rimasto stabile».

Le province con la maggiore presenza di residenti stranieri si confermano Bologna (121.461), Modena (93.387), Reggio Emilia (65.664) e Parma (64.044). A Ravenna i residenti stranieri al 31 dicembre 2018 erano 46.910 unità, ovvero l’1,1% in meno confrontando il dato con il 2017.

Analizzando i continenti di origine, il 49,5% dei residenti stranieri in Emilia-Romagna viene dall’Europa, il 26,7% dall’Africa, il 20% dall’Asia e il 3,8% dalle Americhe. Le nazionalità più rappresentative sono Romania, Marocco, Albania e Ucraina e la comunità romena è la prima per numero di residenti in provincia di Ravenna, Piacenza, Parma, Forlì-Cesena, Ferrara e Bologna. Poco più della metà dei residenti stranieri sono donne (52,9%), con percentuali più elevate nelle province di Rimini (55,9%), Ferrara (55,1%) e Bologna (54,4%).

«Se guardiamo lo storico relativo alla presenza degli stranieri, la Regione presenta un aspetto di stabilità sociale, ovvero denota una capacità di inserimento nel tessuto sociale ed economico che è tipico anche di questa provincia» osserva Masotti. «Da un lato vedo una struttura pubblica disponibile ad occuparsi del fenomeno dell’immigrazione, che alcuni chiamano problema, altri questione, dall’altro vedo brutti tempi politici. C’è un generale incattivirsi dei romagnoli, una maggiore povertà, anche se relativa, che va di pari passo ad una minore disponibilità al confronto e, soprattutto, una paura indistinta del futuro la cui colpa viene addossata a chi è diverso».

«La nostra regione e la nostra provincia sono quelle con la percentuale maggiore di ragazzi e ragazze provenienti dall’estero in età scolare di ogni ordine e grado, e questo è un primato importante che fa ben sperare. L’altro dato significativo per la provincia è che anche qui gli stranieri sono impiegati soprattutto nel settore agricolo».

E qui si apre il tema del caporalato che, come Ravenna in Comune abbiamo affrontato, per il settore dell’agricoltura, nel convegno di Mezzano “Siamo uomini o caporali?” del 27 novembre 2019 condotto proprio da Maurizio Masotti che è anche fotografo e curatore del progetto Tracce Migranti. Come notavamo in quella occasione si tratta di un fenomeno tutt’altro che residuale, presente in tutte le realtà lavorative, dal settore industriale a quello del commercio e del turismo, dal porto alla logistica. Per quanto riguarda l’agricoltura, le ultime osservazioni della FLAI Cgil registrano una diffusione del caporalato compresa fra il 15 ed il 20% delle oltre 30mila persone impiegate nel settore nelle province di Ravenna, Forlì e Cesena. Se non si prende atto che la componente di lavoro intermediata attraverso i caporali è divenuta strutturale nel sistema capitalistico dei nostri territori e non si risolve la debolezza e la ricattabilità di parte degli stranieri entro questo quadro, si fa solo finta di voler contrastare il fenomeno.

E, a questo proposito, torniamo a chiedere al Sindaco di dar conto della sua attivazione presso il Prefetto per la costituzione dell’Osservatorio per la legalità e la sicurezza sul lavoro che, su iniziativa del nostro consigliere e capogruppo Massimo Manzoli il Consiglio Comunale votò senza opposizioni nel dicembre del 2018!

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Ravenna, Stranieri in crescita in ogni provincia, ma qui sono in diminuzione

Sorgente: Dossier statistico immigrazione 2019

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Sorgente: Siamo uomini o caporali?

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Infortuni e sfruttamento: “Creiamo un osservatorio per la legalità e la sicurezza sul lavoro”. Massimo Manzoli, capogruppo in consiglio di Ravenna in Comune, ha depositato un ordine del giorno per l’istituzione di un osservatorio per la legalità e la sicurezza del lavoro

Sorgente: osservatorio per la legalità e la sicurezza sul lavoro

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