IL LAVORO REGOLARE STA DIVENTANDO UN’ECCEZIONE

L’ultimo caso, solo in ordine di apparizione sulla stampa, ha riguardato una casa famiglia per anziani di Savio. Dagli accertamenti sarebbe risultata la stipula da parte di una società di servizi con la casa per anziani di un artificioso contratto di appalto per servizi per fornire manodopera irregolare. L’impresa contraente avrebbe reclutato il personale poi inviato, con mansioni di operatore socio sanitario, alla casa di riposo; per alcune lavoratrici non sarebbero nemmeno state fatte le assunzioni.

Quest’ultimo episodio ha dato modo ai sindacati di stigmatizzare in una nota quelli che hanno definito “fenomeni distorsivi del mercato del lavoro”. Più direttamente, diremmo noi di Ravenna in Comune, che sono diventati normalità anche in questo settore le violazioni delle norme di tutela del lavoro: dal caporalato al lavoro nero, alle cooperative di sfruttamento, alle interposizioni fittizie nel rapporto di lavoro, ai subsubsubappalti, alle violazioni contrattuali, a quelle fiscali e contributive, a quelle in materia di sicurezza del lavoro, ecc. La situazione acquista inoltre una particolare gravità in quanto si tratta di un settore in cui si incontrano diversi soggetti deboli: gli utenti delle case e le loro famiglie, oltre ai lavoratori stessi.

Così la nota di CGIL, CISL e UIL:

«Da tempo le organizzazioni sindacali denunciano la presenza diffusa di lavoro nero, di situazioni riconducibili al caporalato, di un uso spregiudicato degli appalti e delle terziarizzazioni finalizzati a ridurre il costo del lavoro applicando “contratti pirata”, lucrando sulla perdita delle condizioni di miglior favore per i lavoratori a fronte di continui cambi d’appalto, con omessi versamenti contributivi e d’imposta. Pratiche incompatibili con un tessuto economico improntato alla legalità, al rispetto delle regole, alla leale concorrenza e che danneggiano l’intera collettività. Nel caso oggetto d’inchiesta, è emersa la fornitura di personale da parte di una società di servizi, tramite un contratto d’appalto fittizio finalizzato alla somministrazione irregolare di manodopera e all’evasione contributiva.

Si tratta di un fenomeno estremamente preoccupante, già registrato nel nostro territorio, anche se con implicazioni di minore gravità, e sviluppatosi soprattutto nell’ambito dei pubblici esercizi e del turismo, tanto che è stato oggetto di uno specifico protocollo sottoscritto nel 2019 in Prefettura fra i sindacati, le associazioni d’impresa e i sindaci di Ravenna e Cervia – concludono i sindacalisti – Quella firma è stata l’occasione per una prima riunione in Prefettura, con l’obiettivo di definire tavoli tecnici e di approfondimento con le parti sociali, le istituzioni, tutte le autorità competenti e gli organismi ispettivi per prevenire il diffondersi di questi fenomeni. Dobbiamo registrare che quegli impegni ad oggi non hanno avuto seguito e che non tutte le rappresentanze del mondo produttivo hanno riconosciuto le criticità evidenziate con la medesima convinzione».

Come Ravenna in Comune rappresentiamo che, per quanto apprezzabile il fatto che ogni tanto sia perseguita una violazione, queste non sono più una eccezione di “irregolarità” all’interno di un contesto normalmente “regolare”, ma al contrario sono diventati modalità se non normale quanto meno ordinaria. Modalità che abbiamo visto estesa a tanti altri settori del lavoro: dall’industria al commercio, dall’agricoltura al turismo. Non sono fenomeni distorsivi del mercato del lavoro ma la caratteristica del mercato del lavoro nell’attuale contesto. Se non si prende atto di questo, il loro contrasto non potrà che rivelarsi effimero e occasionale. Non a caso, come registrano i sindacati, gli impegni formalmente assunti dalle categorie rappresentative del padronato “ad oggi non hanno avuto seguito”.

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Lavoro in “nero” nella casa famiglia: i sindacati chiedono al Prefetto un tavolo provinciale

Sorgente: sindacati contro lavoro nero in case famiglia

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Il blitz nella casa famiglia per anziani a Savio di Cervia: quattro denunce

Sorgente: lavoro nero in casa famiglia di Savio

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