IL DIRITTO E IL ROVESCIO

Articolo 1: Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Articolo 2: Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

Articolo 3: Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

Sono i primi 3 dei 30 articoli che compongono la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Oggi ricorreva il 71° anniversario dalla sua approvazione e proclamazione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Seguono altri articoli sulla non sottoponibilità a forme di schiavitù, a torture, alla libera espressione del pensiero e alla pari possibilità di partecipare alla vita democratica, al diritto ad una retribuzione ricollegata ad un lavoro e alle limitazioni da imporre alla durata del lavoro perché non pregiudichi la vita, e poi, ancora, all’istruzione, alla cultura, alla salute, alla sicurezza, eccetera, eccetera. L’ultimo articolo impone limiti a chi sia singolo, sia gruppo, sia Stato, pensi di porre limiti all’universalità dei diritti umani. Perché sono diritti che appartengono, di diritto, a “tutti i membri della famiglia umana”.

Teniamolo bene a mente quando qualcuno dice in una piazza, o scrive su facebook, o apostrofa in consiglio comunale o in qualunque modo pensa di poter stabilire che ci sono degli esclusi dai diritti universali. Che vengono prima i residenti o i cittadini o gli europei o i parlanti la lingua italiana o… E gli altri no, oppure, comunque, un po’ meno. Teniamolo bene a mente. E non restiamo zitte e zitti. Perché sappiamo che “il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell’umanità, e che l’avvento di un mondo in cui gli esseri umani godano della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell’uomo”.

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