I LAVORATORI DELL’INCENERITORE CHE CHIUDE

Abbiamo appreso da un comunicato della FP-CGIL riportato dalla stampa della conclusione con esito positivo della vicenda lavorativa riguardante chi è impiegato presso l’inceneritore IRE di prossima chiusura. Quando, dopo molti rinvii, era stato infine annunciato nei mesi scorsi che l’impianto sarebbe stato definitivamente chiuso entro la fine del 2019, ci eravamo immediatamente preoccupati di chiedere al Sindaco di accertare presso Hera la continuità di lavoro in condizioni non disagiate per gli addetti. Il Sindaco aveva dato garanzie in proposito. Pertanto grande era stato il nostro sconcerto nell’apprendere dell’avvio di una procedura di messa in mobilità, ovvero di licenziamento, per 29 persone. Alle proteste nostre e di altre forze di opposizione, oltreché naturalmente dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali ha fatto seguito quasi immediatamente il ribadire da parte del Sindaco delle rassicurazioni già fornite.

L’accordo raggiunto, così si riporta, “prevede il ricollocamento di 12 lavoratori nel territorio ravennate e le rimanenti posizioni lavorative sono state individuate nelle immediate vicinanze del territorio di provenienza. A questo aspetto si aggiunge anche l’accompagnamento, da parte dell’azienda, alla pensione per alcuni lavoratori ad oggi molto prossimi ad acquisire i requisiti di quiescenza”. Nell’auspicio che tali condizioni rappresentino nei fatti un buon esito per i lavoratori coinvolti, notiamo però che nulla viene detto circa la trentina di persone che, per quanto riguarda il cosiddetto “indotto”, vedevano il posto di lavoro messo in discussione dall’annuncio di chiusura dell’impianto: trasportatori, meccanici manutentori, addetti alle pulizie industriali. Nello scorso mese di settembre, così dichiaravano i sindacati: «Chiediamo ad Hera di non attivare le procedure di mobilità e di attivare immediatamente un tavolo di confronto con i sindacati di categoria per vagliare tutte le soluzioni che possano scongiurare la perdita di oltre 60 posti di lavoro. Chiediamo inoltre a Regione e Comune, essendo direttamente parti in causa, di farsi portatori di progetti e investimenti su discarica, impianto F3 e impianti oggi esistenti nel territorio, in grado di salvaguardare il saldo occupazionale ricollocando le maestranze complessivamente coinvolte».

Chiediamo pertanto al Sindaco che dia rassicurazioni circa il venir meno del rischio di perdita del posto di lavoro anche per i lavoratori dell’indotto. Riteniamo che aver affidato ad Hera per i prossimi 15 anni la fornitura del servizio rifiuti per un costo superiore al miliardo di euro ben consenta di pretendere garanzie anche riguardo a questa categoria di lavoratori.

#MassimoManzoli #RavennaInComune #Ravenna #Hera #inceneritore

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