IN MEZZO A UNA STRADA

Gian Luigi è morto nella stessa serata in cui era stato investito. Era stato portato al Bufalini in condizioni di estrema gravità dopo l’impatto con un’auto in via Bellucci. Avevamo ripreso la notizia diffusa lunedì e ci sembra corretto completare l’informazione riportando l’esito purtroppo negativo dell’accaduto. Aveva 83 anni e si trovava a piedi al momento dell’incidente. 

Ne aveva 84, invece, di anni, il ciclista investito in Via Piave l’8 luglio scorso il ciclista investito in Via Piave l’8 luglio scorso. Anche lui era deceduto dopo il ricovero al Pronto Soccorso dell’Ospedale ravennate vicinissimo al quale si trovava. 

Sono entrambi esempi di conclusioni con il decesso della vittima. Non sempre l’esito è mortale. La prognosi è stata di 40 giorni per il ciclista travolto in Viale Europa a Marina Romea poco prima della mezzanotte lo scorso 20 luglio.  

Nei primi due casi citati gli automobilisti si sono fermati. Nel terzo, invece, l’auto ha proseguito e solo successivamente è stata rintracciata. A fare la differenza, molto spesso, come abbiamo detto è però l’età delle vittime: ultraottantenni i due deceduti e quarantaseienne il sopravvissuto.

Non sono coincidenze.

CICLISTI E PEDONI MORTI 2015 2016 2017
00-17 1 0 0
18-39 1 3 5
40-64 8 6 4
65 e oltre 18 22 29
TOTALE 28 31 38

Anche allargando lo sguardo alla Romagna appare evidente che, nel triennio 2015-2017 preso in esame dall’Osservatorio Regionale sulla sicurezza stradale, la stragrande maggioranza degli incidenti conclusisi con la perdita della vita da parte della vittima è riferita agli over 65. Risulta pertanto che gli anziani, sia pedoni che ciclisti, sono doppiamente utenti deboli. Certo, la giovane età non è affatto garanzia di sopravvivenza. Ha colpito la vicenda di Stefano, il ciclista venticinquenne di Cervia travolto e ucciso la notte tra il 10 e l’11 agosto scorsi. E fa ancora male il ricordo del piccolissimo Gionatan di soli tre anni investito da un’auto a Ponte Nuovo nel 2014. Sono tuttavia episodi, tristissimi, che fanno notizia in quanto non rappresentativi di accadimenti frequenti. La striscia di sangue degli over 65, invece, smette di essere d’interesse (al di là del dolore delle famiglie, ovviamente) per il pubblico con eccessiva rapidità in quanto non eccezionale. Eppure, proprio per la sua entità e frequenza è da considerarsi quello il problema. E si tratta di problema risolvibile: gli apprestamenti e i rimedi utilizzabili per la messa in sicurezza dei transiti e degli attraversamenti (i cosiddetti punti e tronchi neri nel linguaggio del PUMS) sono ben noti. Il fatto è che l’implementazione richiede tanti interventi in una rete viaria, urbana ed extra urbana, che si dispiega nel secondo comune d’Italia per estensione. Tanti interventi che costringono a tanto impegno e tante risorse. Ma ne vale la pena. Tra l’altro, tutelando la fascia di età più debole si risolveranno più facilmente in senso positivo i più rari casi mortali che colpiscono le altre fasce di età: come gli episodi di Stefano e Gionatan.

Una ragione in più per non lasciar cadere l’attenzione ed avviare subito il discorso alla riprese dei lavori consigliari.

#MassimoManzoli #RavennaInComune #ravenna #PUMS #incidenti#ciclisti #pedoni

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Strade di sangue: sempre di più i ciclisti e i pedoni feriti o morti in incidenti

Sorgente: Nelle singole realtà provinciali, Ravenna registra un aumento di ciclisti deceduti, passando da cinque del 2015 a nove del 2017

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