LE CRONACHE DELL’OIL&GAS: IL CAVALLO, LA TRIVELLA E IL SINDACO

Sabato 16 marzo si è svolta a Ravenna la manifestazione nazionale “Per l’energia italiana – accendiamo il buon senso”. Alla manifestazione, patrocinata dal Comune e dalla Provincia di Ravenna e con la presenza della Regione Emilia-Romagna, hanno aderito le tre grandi organizzazioni sindacali dei lavoratori: Cgil, Cisl e Uil; le associazioni di chi il lavoro lo impiega: Confindustria, Cna, Confartigianato, Legacoop, Confcooperative, Agci, Confcommercio, Confimi Industria, ROCA Ravenna Offshore Contractors Association; e alcuni partiti politici: Pd, Pri, Articolo 1 MDP, Forza Italia. Sostengono gli aderenti alla manifestazione “che a Ravenna e in Italia sono circa un centinaio le aziende che operano a vario titolo nel settore delle estrazioni e dell’offshore con circa 10.000 posti di lavoro (molti di più se si considera l’indotto) a rischio dopo il Decreto Semplificazioni, che blocca per 18 mesi le nuove ricerche e quindi gli investimenti nel settore delle estrazioni. La sola Eni ha in cantiere due miliardi di investimenti in Adriatico che ora sono in bilico”. http://www.ravennanotizie.it/…/per-lenergia-italiana-accend… Rimanendo al solo territorio ravennate sarebbero circa 3.000 i posti di lavoro interessati, distribuiti su una cinquantina di aziende. http://www.ravennanotizie.it/…/oilgas.-roca-lancia-manifest…
Non tutte le associazioni hanno aderito, né per parte datoriale né per parte sindacale. Oltre, naturalmente, ad altre parti politiche e dell’associazionismo ambientalista che hanno manifestato aperta contrarietà. Insomma, per quanto sia stata presentata dal Sindaco come iniziativa sostenuta dall’unanimità del territorio ravennate, non si è trattato certamente di manifestazione priva di dissenso. Dovrebbe tenerne conto il Sindaco che continua a presentarsi, non correttamente, come rappresentante di una comunità coesa nella battaglia di retroguardia a difesa “senza se e senza ma” dell’oil&gas, al punto di cercare costantemente un dialogo con la Lega, dopo aver invitato il Ministro degli Interni pro tempore a Ravenna: “Spero che Salvini risponda all’appello della Piazza di Ravenna e anche a tante voci che emergono coraggiosamente dal suo stesso Partito”.http://www.ravennanotizie.it/…/de-pascale-su-visita-di-matt…
Eppure proprio questa mancanza di unanimità spiega come mai, a dispetto dell’essere evento di portata nazionale, le presenze alla manifestazione non abbiano consentito di riempire Piazza del Popolo, come invece accaduto durante lo sciopero per il clima del giorno prima. 
Pur avendo quale elemento costitutivo la tutela del lavoro, Ravenna in Comune non ha aderito alla manifestazione perché riteniamo, a differenza del PD che è nato proprio per rappresentare entrambe le istanze, che solo in pochissimi casi si possa avere una comunanza di interessi tra i lavoratori e chi li impiega. In genere si tratta di gravi situazioni di emergenza democratica o sociale. Non è questo il caso. In questa evenienza ENI e soci perseguono il solito obiettivo: accumulare profitti “senza se e senza ma”. I lavoratori, invece, hanno a cuore il mantenimento del loro reddito svolgendo attività che servono alla collettività e non la danneggiano. Il raccontino dell’attacco da parte dell’attuale Esecutivo all’oil&gas che, altrimenti, da brava “impresa sana”, produrrebbe lavoro e profitti per tutti, non regge. Come non reggeva al tempo del referendum (stravinto dai “sì” ma, per la normativa italiana che prevede un quorum – in Svizzera sarebbe stato diverso, ad esempio – non produttivo di effetti) che avrebbe affossato un off-shore in piena salute. È proprio l’oil&gas ad essere in crisi, senza riguardo a misure governative o a referendum. Lo dimostra il disinvestimento dalle aziende impegnate nello sfruttamento di petrolio e gas naturali da parte del fondo sovrano norvegese (il più ricco al mondo, che già dal 2015 aveva chiuso con il carbone). Lo dimostrano la chiusura o l’ammissione a procedure concorsuali di numerose aziende ravennati impegnate nell’oil&gas. E la crisi è irrimediabile. A parole lo dicono anche i partecipanti alla manifestazione: l’energia da idrocarburi va progressivamente sostituita con quella da fonti rinnovabili, non inquinanti e non incidenti sull’effetto serra. A parole. In realtà, delle due opzioni – la difesa ad oltranza dell’esistente e l’avvio di una transizione – è chiaramente la prima ad essere stata scelta: la seconda è presentata come qualcosa di là da venire, di futuribile, mentre per ora (lo dice il Sindaco) occorrerebbe “investire sul gas naturale, la fonte fossile più pulita che ci sia”.
Ravenna in Comune ritiene che, mai come in questo caso, la transizione andrebbe governata non ostacolata. Ravenna ha avuto importanti riconoscimenti economici in passato dall’oil&gas ma ha anche pagato un prezzo elevato. Troppo: la costa erosa, una pesante subsidenza, tante morti sul lavoro (assieme a quelle dell’Elisabetta Montanari, le vittime dell’elicottero, diretto ad una piattaforma al largo di Ravenna e precipitato il 25 novembre 1990, sono le più numerose di sempre per singolo episodio nel nostro Comune), gli inquinanti rilasciati in atmosfera ed in mare, gli importanti danni alle attività economiche costiere, ecc. Il caso di Lido di Dante, di fronte all’Angela Angelina, è paradigmatico al punto che perfino il Sindaco non lo nega.
Ora sarebbe il tempo di accelerare non di rallentare l’inevitabile transizione. Utilizzando le competenze di imprese e lavoratori del territorio per una bonifica del mare dalle piattaforme, piuttosto che inventarsi improbabili utilizzi extra estrattivi che sollevino ENI & co. dagli obblighi di rimozione. Pretendendo da ENI che i risarcimenti sul territorio creino nuovi posti di lavoro, avviando nel ravennate, prima che altrove, gli investimenti nelle rinnovabili. Questo vorremmo dal Sindaco, non che si accodi a chi fino all’ultimo cercherà di trarre tutto l’utile possibile, lasciando poi il territorio abbandonato a sé stesso. 
Il settore della mobilità con carrozze a cavalli era un importante segmento dell’economia sino alla sua sostituzione con i veicoli a motore: muoveva tante competenze dirette e indirette, significava tanti posti di lavoro, ecc. Ma è stato sostituito. Non vorremmo che questo Sindaco venisse ricordato per aver difeso fino all’ultimo i profitti dei petrolieri, lasciando che infine Ravenna, perso il vecchio e non agguantato il nuovo, si ritrovasse con l’equivalente economico del business dei giri turistici in carrozzella! 
#MassimoManzoli #RavennaInComune #ravenna #oilandgas #offshore

 

 
One comment to “LE CRONACHE DELL’OIL&GAS: IL CAVALLO, LA TRIVELLA E IL SINDACO”
  1. Concordo con la posizione di Ravenna in Comune e le associazioni ambientaliste, contrarie a questa manifestazione. Il futuro è nelle energie pulite e gli investimenti dovrebbero essere fatti in quel settore. ce lo chiede l’ambiente stesso con i cambiamenti climatici in atto e quasi irreversibili. Ce lo dicono la maggioranza degli scienziati e degli studi fatti apoositamente, quindi non capisco l’ostinazione di insistere su questo percorso. Ci sarebbero molti più posti di lavoro e più rispettose della salute pubblica che non persistere nella ricerca degli idrocarburi fossili. E’ inconcepibile ed inaccettabile che anche i sindacati confederati, sfilino con Confindustria preoccupati solo per i posti di lavoro, ma non della salute dei lavoratori/lavoratrici e dei cittadini e cittadine.

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