260 Morti All’Anno a Ravenna Per Tumori Delle Vie Respiratorie.

Il Comune Può Fare Qualcosa?

Nei giorni scorsi il Corriere di Romagna ha rilanciato una notizia tristemente nota e cioè che ogni giorno a Ravenna almeno tre persone perdono la vita a causa del cancro. https://www.corriereromagna.it/…/tumori-a-ravenna-14mila-vi…
L’Istat, che consente di elaborare i dati sia per causa che per territorio, riporta per il 2016 (dato più aggiornato) il numero di 1.250 per le morti da neoplasie su un totale di 4.566 decessi complessivamente registrati indipendentemente dalla causa di morte. Numeri costanti, se in 10 anni il cancro ha ucciso 14.000 persone. La tipologia più letale (260 morti nel 2016, di cui 175 uomini e 85 donne) è rappresentata dai tumori maligni della trachea, dei bronchi e dei polmoni. http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DCIS_CMORTE1_EV#
Le cause? Sicuramente l’esposizione all’amianto nell’ambiente di lavoro, con un picco di morti previsto nel 2021, tra l’altro senza il riconoscimento, in sede penale, di alcuna responsabilità, causa prescrizione:https://www.corriereromagna.it/…/ravenna-portuale-malato-pe… Altra causa ben nota è il fumo, attivo e passivo, naturalmente. E poi l’inquinamento atmosferico, responsabile anche di altre patologie, meno letali, ma comunque impattanti sulla qualità della vita: dalle bronchiti croniche alle più comuni malattie dell’apparato respiratorio.
Può accontentarsi il Comune di un buon reparto oncologico al Santa Maria delle Croci? Certo che no, visto che la prevenzione è la miglior risorsa a disposizione. Ecco, su questo varrebbe la pena di aprire una riflessione.
Per quanto riguarda quell’importantissima sorgente di inquinanti rappresentata dal traffico, ad esempio, ci si può augurare che intervengano novità positive dall’appena definitivamente approvato Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS). Ma ciò solo se sarà rispettato e tempestivamente attuato. E su ciò, come Ravenna in Comune vigileremo.
Le problematiche derivanti dall’utilizzo quotidiano di amianto sono, dal punto di vista dei fattori di rischio, qualcosa di non più attuale ma, ad esempio, è tutt’altro che risolta la presenza di amianto dove è stato a suo tempo usato. La rimozione è un obbligo dei proprietari degli edifici solo in presenza di degrado. E per gli edifici pubblici tocca all’Amministrazione competente. A che punto siamo con la completa bonifica per la quale si spera di non dovere attendere il termine ultimo del 2028 stabilito da una risoluzione UE? E i controlli? Che priorità viene data, tra le varie attività che deve svolgere il Servizio di Igiene Pubblica dell’Ausl, ai controlli per la gestione del rischio amianto negli ambienti di vita?
Per il fattore fumo, poi, sarebbe interessante conoscere la quota di controlli e l’ammontare di sanzioni per violazione dovuto all’attività della polizia municipale, visto che l’esperienza quotidiana riporta come comuni le multe per violazione del codice della strada ,ma non quelle per violazione dell’obbligo di astensione dal fumo.
E, ancora, il capitolo degli inquinanti rilasciati dagli impianti di riscaldamento, la più importante forma di inquinamento atmosferico nelle città assieme al traffico. Il recente boom nelle vendite di stufe a pellet può portare ad un fortissimo incremento nel rilascio di particolati, specie nel caso di stufe di classe inferiore. L’impiego di queste è vietato ma a che punto siamo con il sistema dei controlli, già carente quando era di competenza provinciale, che ora dovrebbe far capo alla regione?
Last but not least, l’inquinamento industriale e portuale, che a Ravenna spesso si somma. Al di là dell’impatto costituito dalle realtà insediate entro il petrolchimico, cosa si sta facendo per i depositi di materiali polverulenti, solo in parte coperti, presenti nelle vaste aree a ridosso del canale Candiano? E per il rilascio di materiale da parte dei camion che poi li trasportano nelle sedi provvisorie o definitive dopo lo scarico da nave? Ecc. ecc.
E qui ci fermiamo, perché sono solo alcuni spunti di lavoro per un Comune che intendesse effettuare una seria attività di prevenzione per una consistente riduzione dei fattori di rischio di contrarre neoplasie delle vie respiratorie.

[L’immagine è tratta da Viaggio allucinante (Fantastic Voyage) diretto da Richard Fleischer nel 1966 in cui un sommergibile miniaturizzato viene iniettato nel corpo umano e, a un certo punto della storia, raggiunge gli alveoli polmonari per rifornirsi di ossigeno]

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