La Sentenza: I Fanghi Sono Rifiuti E Le Casse Di Colmata Discariche Abusive

Oramai è cronaca. I giornali online hanno già pubblicato la notizia della sentenza emessa nel giudizio sui “fanghi del Candiano“. Il giudizio ha stabilito che i fanghi sono rifiuti e il loro deposito nelle casse ad autorizzazione scaduta si configura come gestione di discarica abusiva ai sensi dell’art. 256 del D.Lgs. 152/2006. Galliano Di Marco, già Presidente dell’Autorità Portuale di Ravenna è stato condannato ad 1 anno e 4 mesi di arresto e 14.000 euro di ammenda; Dario Foschini, già Amministratore Delegato della CMC a 9 mesi di arresto e 10.000 euro di ammenda; Maurizio Fucchi, già Vicepresidente della CMC a 9 mesi di arresto e 9.000 euro di ammenda. Tutti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali. Soprattutto, tutti sono stati condannati a provvedere, in solido tra loro, al recupero e allo smaltimento dei fanghi di dragaggio presenti all’interno delle casse di colmata denominate “Avamporto Porto Corsini”, “Centro Direzionale”, “Nadep Interna e Centrale”, “Nadep Viale Trieste”, “Trattaroli 1, 2 e 3”, oltre al ripristino dello stato dei luoghi; sarà il Sindaco a dover stabilire il termine entro il quale gli imputati dovranno adempiere.
Va sottolineato che la sospensione della pena è stata accordata subordinatamente a tale adempimento nei termini dati.
Del tutto assolti per non aver commesso il fatto l’attuale presidente di CMC Alfredo Fioretti, Roberto Rubboli, già Amministratore Delegato della Sapir e l’allora presidente di Sapir, Matteo Casadio.
In pratica sono stati condannati committente dei lavori di dragaggio e appaltatore degli stessi (l’assoluzione di Fioretti differentemente dagli altri amministratori di CMC potrà essere compresa solo dalla lettura delle motivazioni), ed è stato assolto il proprietario dei terreni. Conseguentemente sono state dissequestrate le casse di colmata e restituite alla proprietà, venendo così respinta la richiesta di confisca dei terreni di Sapir.
Questa la decisione nuda e cruda (in termini giuridici il “dispositivo”). Entro tre mesi verranno resi i pubblici i motivi per cui si è giunti a prenderla.

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