RAVENNA in COMUNE

2 commenti
  1. Andare avanti con il piano infrastrutture strategiche. Intervenire anche a livello locale nelle viabilità, nel particolare la zona industriale/portuale della Baiona, zona massacrata dagli autoarticolati obbligati a circolare in zona urbana.
    Bypassare via Mattei, zona urbana affollata dai residenti, che congiungendo la zona industriale con la tangenziale direzione Fornace Zarattini, diventa una zona molto pericolosa per entrambi.
    Quartiere San Giuseppe, ove a breve, nascerà un nuovo asilo nido, la viabilità stimola l’alta velocità degli automobilisti, creare dei dossi che rallentino quest’ultimi.
    Supervisionare con un contatto diretto le aziende che controllano vari servizi per il comune.
    Quali ad esempio Acer, Sorit, Agenzia delle entrate, che appaiono come aziende a se stanti non riconoscendo i diritti del cittadino e le esigenze delle famiglie che purtroppo hanno problemi economici e non solo.
    Creare alternative per risanare le proprie posizioni debitorie, con servizi socialmente utili.
    Verificare i costi di queste aziende, che tutti i mesi costano al comune milioni, quando, entrando negli uffici di questi enti ci si rende subito conto di finanziare l’ennesimo poltronificio, usando la citazione della Raffaella.

  2. Mi rivolgo a Raffaella Sutter per rivolgermi a tutti coloro che hanno creduto e credono in Ravenna in Comune. A poche ore dal voto di domenica per il nuovo sindaco, sono amareggiato che non ci sia stata alcuna revisione della decisione di dire solamente “libertà di coscienza”. Ma questa libertà è scontata almeno per noi e quindi inutile ribadirlo. Anzi il sottolinearlo mi sembra un invito a non votare. Ritengo questa posizione grave e non comprensibile di fronte alla responsabilità di scegliere il sindaco per Ravenna e non una scelta per un obiettivo nazionale. Ammesso e non concesso che sia vero quello che viene attribuito a Dalema, è veramente grave e contrario al mio modo di essere sinistra non esprimere chiaramente, senza e senza ma, l’appoggio a De Pascale. Come si può anche lontanamente pensare che per fare un “dispetto” a Renzi (che va combattuto con tutte le armi della ragione e della volontà di una sinistra che deve trovare una nuova unità) si accetta il rischio Alberghini e della peggiore destra?
    C’è ancora tempo per una dichiarazione chiara e forte. Mi aspetto un atto di coraggio e responsabilità. Grazie e un caro saluto

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