Radicamento e decentramento – Partecipazione, Consigli Territoriali e Comitati Cittadini

Come i frequentatori di questo strumento sanno, Ravenna in Comune è entrata, con i suoi rappresentanti, nei Consigli Territoriali, gli organismi semi-elettivi che sostituiscono i vecchi Consigli di Circoscrizione, dismessi qualche anno fa in nome dei risparmi di spesa, ma che avevano ben altri compiti, poteri e anche fondi spendibili. La scelta di entrare a far parte dei Consigli territoriali non è stata solo una passiva accettazione dei regolamenti istituzionali vigenti, ma è maturata dalla convinzione che il decentramento abbia una notevole importanza nella vita civile di una città e del suo territorio. D’altronde, siamo sempre stati convinti che una delle caratteristiche importanti di un gruppo politico come il nostro debba essere la sua capacità di radicamento nel territorio.
Tuttavia, la presenza nei Consigli di Circoscrizione, di per sé, non è segno di radicamento. Si può essere presenti in questi organismi e non essere rappresentativi di niente, e per altro i Consigli Territoriali stessi, allo stato attuale, sono ancora ben poco conosciuti dalla popolazione, la quale partecipa in misura minima alle loro elezioni e ne ignora in buona parte le attività.
Per questo mi pare particolarmente importante che Ravenna in Comune, sia come rappresentanza nei Consigli, sia come gruppo politico in sé, porti avanti un lavoro di vitalizzazione e democratizzazione dei Consigli Territoriali e si impegni su due fronti in particolare. Il primo è senz’altro una costante pressione perché questi organismi funzionino, intervengano su ogni tema che interessi il territorio di competenza, e di tale attività diano adeguata pubblicizzazione. Per esempio, a mio avviso, ogni volta che in un territorio si presenti un problema particolarmente importante per la popolazione, anche riguardante cose apparentemente banali della vita quotidiana (la chiusura di un centro prelievi, per esempio, o manchevolezze nella raccolta differenziata, e di esempi se ne possono fare moltissimi) sarebbe importante che i consiglieri di Ravenna in Comune chiedessero subito la convocazione, anche in via d’urgenza, della competente Commissione consigliare. Il secondo fronte, ancora più importante, è quello di battersi per una democratizzazione effettiva degli organismi in questione, per la loro reale elezione secondo un sistema proporzionale puro e per la presenza a tutti gli effetti, all’interno dei consigli, delle realtà associative di base.
Un folto gruppo di Comitati Cittadini sta portando avanti una proposta di riforma del regolamento dei Consigli Territoriali che va proprio in questa direzione. A differenza dei Consigli Territoriali, i Comitati Cittadini sono organismi di base, il più delle volte sorti per aggregazione spontanea dei cittadini di una determinata frazione (o quartiere) desiderosi di partecipare attivamente alla vita civica e fare qualcosa per affrontare i problemi di quella comunità. Nella maggior parte dei casi, i Comitati Cittadini aggregano anche altre realtà del territorio, come le polisportive e le associazioni di volontariato, e generalmente la loro attività è aperta alla collaborazione di chiunque voglia darsi da fare. La presenza dei rappresentanti dei Comitati Cittadini in seno ai Consigli Territoriali sarebbe elemento di rivitalizzazione della democrazia partecipativa.
E’ evidente che potenziamento della partecipazione non vuol dire automaticamente uno “spostamento a sinistra” degli indirizzi politici (sui quali ben poco possono anche i Consigli Territoriali), e neppure – purtroppo – delle indicazioni che i Consigli possono fornire sulla vita dei vari territori. Sappiamo bene com’è il momento che stiamo vivendo. Gli umori “della gente”, anche di quella desiderosa di partecipare, spesso sono ben lontani dalle nostre idee e convinzioni. Proprio per questo, tuttavia, ritengo che le nostre compagne e i nostri compagni potrebbero essere un vero “sale della terra” negli organismi di partecipazione. Ecco perché la mia proposta, che lancio a tutte e tutte le persone aderenti e simpatizzanti di Ravenna in Comune, ed anche a tutta quella sinistra (organizzata o diffusa) che ha visto in Ravenna in Comune un interessante punto di riferimento, di entrare attivamente nei Comitati Cittadini e nella loro vita, partecipando alle riunioni, assemblee e momenti d’incontro anche conviviale, e iniziare – ovviamente un po’ alla volta – a proporvi i temi a noi cari.
Il risultato non sarà subito un’ esplosione di democrazia partecipata. Ma d’altra parte, se non si inizia da questa dimensione, il discorso sul “radicamento nel territorio” rischia di essere espressione senza molto significato.

 

Pippo Tadolini
Consigliere Territoriale di Ravenna in Comune Zona 7
Presidente del Comitato Cittadino di Ragone

 

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