Nuovo “Hub Portual”: molti dubbi e molti “se”

Nel consiglio comunale di martedì il Presidente Rossi ha presentato il “nuovo” progetto dell’hub portuale approvato e consegnato la settimana scorsa a Roma. E’ stata una presentazione trionfalistica solo nei toni, ma molto molto più cauta se si vanno ad analizzare le risposte date alle varie questioni che ho posto in Consiglio.

Valutazione costi-benefici

Ho ritenuto importante chiedere la possibilità di avere dati sui benefici che l’approfondimento del canale avrà. E’ necessario, a mio avviso, sapere che impatto avrà in termine di maggiori investimenti di privati sul porto, aumento dei traffici e, soprattutto, aumento della forza lavoro impiegata l’escavo fino a 12.5 m e, poi, fino a 14.5m. Il Presidente Rossi ha risposto che sono in corso tutta una serie di analisi e che saranno, naturalmente, la base di analisi del CIPE per confermare il finanziamento. Si è reso disponibile a farle avere ai consiglieri non appena pronte. Sul possibile incremento occupazionale ha affermato, però, che l’obiettivo è quello di mantenere il livello attuale: “al porto lavorano 6500 operatori diretti più gli indiretti. La nostra ambizione è quella di mantenerli constanti anche per il futuro.”

Banchine

Altra questione ancora non totalmente risolta è la questione delle banchine. All’interno dei 235 milioni del progettone è compreso il rifacimento solo di una parte di esse. La restante, e si parla di circa 4,5 km, è ancora in fase di analisi/valutazione. Stiamo parlando di banchine di recentissima realizzazione e collaudo che non andrebbero totalmente demolite, ma su cui si sta lavorando “banchina per banchina” con i terminalisti per capire come agire. In consiglio ho espresso le mie perplessità legate al fatto che a breve scadranno le concessioni proprio di quelle banchine e, ad oggi, ancora non c’è una soluzione concreta per quei 4,5 km, quindi non c’è un timing dei lavori, né chiarezza in chi sosterrà i costi (anche se è stato comunicato che non dovrebbero esserci investimenti pubblici aggiuntivi per questa cosa). Questo è il primo, grande “se”.
Il secondo grande “dubbio” è legato alla elettrificazione delle banchine. E’ evidente come uno dei problemi legati all’inquinamento atmosferico (ma anche ai problemi dovuti alle vibrazioni) sia la sosta delle navi con i motori a combustione accesi. Basta parlare con chi abita nei dintorni del porto per capire l’entità del problema. Il presidente ha confermato che, ad oggi, non si è nemmeno valutata la possibilità di elettrificare le banchine come stanno facendo in altri porti italiani. E questa è una mancanza.

Sedimenti
Il Presidente Rossi ha ribadito più volte “di fare affidamento alla fortuna” perché le operazioni di transito di molti materiali e sedimenti da una cassa all’altra e poi alle destinazioni finale non è affatto semplice. In questo contesto nel consiglio scorso chiesi se erano già stati fatti campionamenti o a che punto erano e non ricevetti risposta. Ho ribadito la domanda, ottenendo in pratica la stessa risposta: ad oggi sono in corso alcune analisi, altre saranno da fare ma non c’è nulla di certificato sullo stato dei fanghi nei vari punti del canale. A questo terzo “se” si aggiunge di conseguenza il quarto: nel caso alcuni fanghi non dovessero risultare di Categoria A è stato confermato che non esistono piani di riserva. Tutti quei fanghi dovranno transitare dalle casse Nadep.

Trasporti
Visto che tutti i sedimenti verranno trasportati a mezzo camion ho ritenuto importante chiedere se si è calcolata l’incidenza sulla circolazione portuale e il conseguente aumento dell’inquinamento prodotto dal porto. La risposta è stata chiara dicendo che “centinaia di migliaia di camion” gireranno durante il periodo di esecuzione del progetto quindi naturalmente aumenteranno i problemi legati all’inquinamento. Il Presidente ha affermato che questa analisi è stata effettuata e sarà disponibile in futuro. “Se” e quando potremo analizzarla, saremo in grado di esprimere un parere su una tematica così importante per i cittadini.

Manutenzione
Per consentire il mantenimento dei fondali fuori dalle dighe ad una profondità superiore a quella attuale occorrerà un buonissimo sistema di manutenzione continua vista la natura sabbiosa dei fondali stessi. Al precedente consiglio mi fu risposto che non era prevista una manutenzione strutturata ma che si stava ragionando su di un bando triennale per l’assegnazione della manutenzione. Ad oggi, con il progetto già consegnato, quel bando è ancora fermo e non si saprà come sarà effettuata la manutenzione e, soprattutto, che costi avrà e chi sosterrà i costi. Questo è un grandissimo “se” oltre a poter diventare un gravissimo problema per la funzionalità del porto.

 

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