Progetto GNL: intevento di Legambiente

Pubblichiamo sul nostro sito il comunicato stampa di Legambiente, condividendone il contenuto.


 

Non siamo “pasdaran dell’ambiente” come alcuni giornalisti definiscono. Forse, se lo fossimo stati, non avremmo mercurio nelle nostre valli e metalli pesanti nei fondali del nostro porto.
Il seguente Comunicato vuole essere elemento compensativo delle carenze che alcuni giornali locali hanno omesso, ma che sono evidentemente emerse dal confronto di ieri sera sulla realizzazione del deposito di GNL, tenutosi a Marina di Ravenna. Il Circolo di Legambiente Ravenna, ha presenziato all’incontro e pertanto vuole sottolineare le forti perplessità e contrarietà che sono emerse sulla questione. Perplessità espresse da numerosi interventi sia a nome di comitati, opposizioni politiche e liberi cittadini e molte delle quali non hanno ricevuto una risposta, oppure le risposte non sono state soddisfacenti:
– a seguito della presentazione da parte dell’ingegner Zoppellari delle curve di rischio in caso di esplosione, sono emerse domande su eventuali considerazioni relative alla presenza di navi gasiere in prossimità dell’impianto e quindi l’effetto cumulativo che queste provocherebbero
– è stato chiesto quali potessero essere le probabilità di rischio rappresentate da eventuali incidenti navali anche in vista di un considerevole aumento del traffico di gasiere e bettoline all’interno del porto
– non sono state fornite indicazioni nel merito della presenza del rischio di impresa per la società ed eventuale futura necessità di risarcire il gap economico con eventuali fondi pubblici. Infatti, la Pir investirà 70 milioni di euro per un impianto che in buona parte dovrà rifornire delle reti di distribuzione territoriali che ancora non esistono. Come hanno ricordato Gentile ed Ottolenghi “l’investimento è rischioso dal punto di vista imprenditoriale”. Interessante sarebbe sapere perché la società Edison è uscita come investitore dal rigassificatore di Rovigo, facendo però parte di questo impianto che è strettamente correlato alla funzionalità del rigassificatore. Un investimento giustificato dalla necessità di utilizzare entro il 2021 combustibili a basse emissioni, in cui il GNL viene considerato una novità, mentre riteniamo che le vere novità stiano nell’elettrificazione delle strutture di navigazione come ci dimostrano altre realtà europee, ma anche nazionali, che non sono state minimamente prese in considerazione. “Un investimento finalizzato a rispondere alle richieste di una Direttiva europea la cui finalità non è certamente quella di un miglioramento dell’ambiente in cui viviamo, ma di ragioni geopolitiche fortemente aleatorie”-insinua l’associazione.
– non sono state, inoltre considerate, eventuali proposte di realizzare l’impianto in un’altra ubicazione. Il Sindaco si è giustificato asserendo che “non può chiedere ad un privato che vuole costruire su un terreno di sua proprietà, di farlo altrove”. Legambiente ritiene che in una situazione di forte preoccupazione come questa, ogni possibile alternativa debba essere presa in considerazione. Ad avviso dell’associazione, l’idea di non voler realizzare l’impianto all’interno di altra aeree industriali dismesse, sorga dalla consapevolezza che queste andrebbero prima bonificate
-non è stato fornito un quadro organico del disegno che la nostra amministrazione vuole realizzare per il porto, ne tantomeno per lo sviluppo sostenibile della città e quindi di come l’impianto si inquadrerebbe all’interno di questo disegno. Se veramente esistesse una preoccupazione per la qualità dell’aria che respiriamo sarebbero stati presi seri provvedimenti per l’applicazione del PAIR 2020 anche a livello urbano
– non da ultimo i 17400 “camion pericolosi” all’anno che occuperebbero la strada Baiona, attualmente non attrezzata per ospitare un traffico di questo tipo
Siamo stati comunque soddisfatti della decisione da parte dell’amministrazione di prendersi l’impegno di aggiornare la cittadinanza su ogni tipo di sviluppo inerente al progetto. Aggiornamenti che ci auguriamo vengano presentati in sedute pubbliche come quella di ieri sera. L’associazione propone inoltre, che sarebbe interessante avere un incontro diretto con la Commissione Tecnica Regionale per avere un confronto diretto con i tecnici decisori e per avere la certezza che non esistano effettivi rischi di incidenti rilevanti. Un confronto con la CTR può essere senz’altro più utile e rassicurante rispetto ad uno con Pir e Ottolenghi e la cui presenza si ritiene non essere più necessaria. Di fatto, sarebbe una possibilità che ci aiuterebbe come cittadinanza, ad esprimere in maniera più oggettiva il nostro parere finale.


 

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