Segnali da un centro dimenticato

” Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi “
Certamente non possiamo associare questa famosissima frase tratta dal Gattopardo alla gestione del centro storico da parte dell’attuale amministrazione.
Un nuovo avviso di chiusura, di una storica pasticceria vicina al Duomo, non è altro che l’ennesimo campanello d’allarme che il commercio lancia sulla situazione sempre più precaria del centro cittadino.
Le concessioni per poter ampliare supermercati, come ad esempio l’iper o il centro Teodora, fanno parte di una politica commerciale miope che favorisce la grande distribuzione e non permette la creazione di uno sviluppo del piccolo commercio vitale per zone turistiche e particolarmente importanti come puo’ essere il centro storico di Ravenna.
L’effetto principale è l’allontamento centrifugo del “passeggio ” cittadino portando, anche attività storiche di un certo rilievo, a preferire altri quartieri al centro.
E se tutto questo è lecito, è altrettanto giusto domandarsi il perchè si assiste a questa “migrazione commerciale” senza porvi freno, permettendo alla nostra piu’ importante attrazione turistica di brillare sempre meno, fino a spegnersi in futuro.
Fin dalla campagna elettorale scorsa avevamo più volte dichiarato che la gestione del cuore cittadino doveva per forza di cose, cambiare direzione e far sì che il centro storico tornasse facilmente disponibile ai cittadini ravennati.
Piazza kennedy, il mercato coperto, la situazione dell’ex macello e tutti i palazzi ormai abbandonati sono situazioni che hanno visto l’amministrazione scorsa in seria difficoltà e l’attuale in “linea” con la precedente, cercando di rattoppare strafalcioni progettuali ( i bagni in piazza Kennedy ) o mettendo nel dimenticatoio strutture ormai abbandonate.
Ravenna in Comune, in campagna elettorale, ha speso idee e progetti che sono ancora realizzabili sia per quanto riguarda la gestione turistica del centro storico sia per la gestione della fruibilità da parte dei residenti.
Una rete di mezzi pubblici gratuiti che abbia come punto di partenza i grandi parcheggi, al di fuori della cinta muraria, spesso inutilizzati durante la giornata.
Contemporaneamente ritornare ad avere la visione del centro storico come cuore amministrativo della città. Per questo proponevamo, e lo facciamo tuttora, il ritorno di uffici e servizi al cittadino ora delocalizzati fuori dalle mura.
Il tutto dev’esser gestito assieme alle associazioni di categoria, troppo spesso non considerate o assenti dalla discussione sullo sviluppo della città. Proprio per la gravità della situazione, Ravenna in Comune si mette a disposizione per un confronto e, comunque, trasformerà le proprie idee e i propri progetti in atti e azioni nei luoghi proposti: il consiglio comunale e il consiglio territoriale del centro.
Il tempo scorre inesorabilmente e i segnali di sofferenza che arrivano sempre più forti del centro storico non si possono ignorare come spesso è accaduto in passato.

One comment to “Segnali da un centro dimenticato”
  1. E’ vero, la concentrazione di mille attività nei grandi “centri commerciali” penalizza gli esercizi “minori”, anche quando hanno una grande rilevanza storica e sociale. Ma il discorso non vale solo per il centro. Nelle frazioni, ancor più si patisce lo “spopolamento commerciale” e la tendenza a divenire sempre più zone dormitorio.
    Purtroppo le tendenze in atto, le cui origini sono da ricercare anche ben al di là delle amministrazioni locali, stanno provocando una vera mutazione antropologica, per cui gran parte delle persone percepisce come più attrattive le grosse concentrazioni. Creare nuove forme di attrattività nei locali “piccoli” è una delle scommesse da giocare.

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