Raffaella Sutter: commissione nr.4 “linee guida per la riorganizzazione ospedaliera”

La Commissione consiliare n. 4 (Ambiente, Sanità Pubblica, Qualità della Vita) si è riunita il 25 novembre con all’o.d.g.

“Linee di indirizzo per la riorganizzazione ospedaliera – bozza delle osservazioni del Comitato di distretto di Ravenna”.

La commissione ha fatto seguito alla convocazione del 24 ottobre consigli comunali di Ravenna ,Cervia e Russi in seduta congiunta per la presentazione delle Linee di indirizzo per la riorganizzazione ospedaliera dell’ AUSL Romagna (Cesena, Forlì, Ravenna, Rimini) da parte del direttore generale dell’AUSL , dott. Marcello Tonini.
In commissione mi ha affiancato come esperto Diego Rubboli .Ha presentato il documento il sindaco Michele de Pascale. Il documento congiuntamente a quello degli altri due comitati di distretto della Provincia (Lugo e Faenza) sarà trasmesso alla Conferenza territoriale sociale e sanitaria della Romagna (che opera nell’ambito territoriale dell’Azienda USL della Romagna e che esercita, in rappresentanza della pluralità dei territori coinvolti, funzioni di indirizzo, programmazione, valutazione e vigilanza nei confronti dell’Azienda USL della Romagna) entro metà dicembre.
Nelle osservazioni del Comitato di Distretto di Ravenna si evidenziano alcune criticità espresse nelle linee di indirizzo e si rafforzano alcune linee programmatiche:

• E’ vitale che una volta definito il percorso di integrazione sanitaria vengano adottate politiche del personale coerenti e adeguate, sia per ciò che riguarda le figure strategiche apicali ( Primari; ad es.un unico primario per più strutture ospedaliere) sia per la dotazione organica medico-infermieristica, in modo che possa essere sempre garantita l’efficacia e la qualità degli interventi.

• In ordine ai posti letto che saranno soppressi come da disposto normativo di riferimento (DM 70/2015) per l’intera Area Vasta (ovvero complessivi 93 posti, frutto del taglio di 106 posti letto ordinari e aumento di 8 posti di cui 4 riservati alla cardiologia interventistica avanzata e 4 alla medicina interna), si ravvisa una situazione non sostenibile.

• Il ridisegno della funzione ospedaliera deve essere strettamente connesso al potenziamento della capacità di risposta dell’Assistenza primaria e allo sviluppo di quelle che vengono definite “cure intermedie”, (lungodegenze, CRA e CD, dimissioni protette, assistenza domiciliare, supporto ai care giver, cure palliative).

L’ambito provinciale di Ravenna presenta non solo un indice di vecchiaia più elevato rispetto agli altri ambiti, ma anche una percentuale più alta di ultrasessantacinquenni.
Ciò significa che il trend del fabbisogno di servizi socio sanitari e prestazioni ospedaliere è destinato ad aumentare sul territorio nel medio e breve periodo, questo è un aspetto fondamentale nella definizione della dotazione di posti letto nel presidio ospedaliero ravennate. Preme registrare, inoltre, il fenomeno che riguarda la problematica dei letti in appoggio fuori reparto al momento del ricovero, con particolare riferimento ai pazienti ricoverati nelle Medicine.
La recente proposta di riduzione di posti letto nelle aree chirurgiche con un basso indice di occupazione dei PL, comporterebbe la rimozione di una valvola di scarico (sicuramente inappropriata, ma vitale), se non corretta da un aumento di posti letto dell’area medica superiore a quello previsto.

• Il riordino della rete Ospedale/territorio non può prescindere da una profonda revisione delle modalità di erogazione delle cosiddette “cure intermedie”, con particolare riferimento all’ambito delle dimissioni protette, dell’assistenza domiciliare, nel supporto ai care giver.
A fronte di un indice regionale di equilibrio che vede un parametro del 3% di posti letto rispetto alla popolazione ultrasettantacinquenne dei diversi distretti, Ravenna si attesta al 2,52%.Tale percentuale, tradotta in posti letto, significa la necessità per Ravenna, al fine di giungere all’equilibrio dettato dalla Regione, di aumentare di ulteriori 120 posti l’attuale disponibilità che sull’intero distretto è di 654. A ciò si aggiunga le problematicità che si riscontrano nel sistema di assistenza domiciliare territoriale, non più allineato, in quanto parziale e poco flessibile, ai bisogni delle famiglie.
Ciò è da attribuire a due fattori fondamentali:
– la carenza di posti letto nelle CRA che spinge le persone a soluzioni alternative anche per persone di intensa gravità
– la rarefazione delle reti familiari che non riescono a garantire funzioni di care giver a supporto del lavoro dell’operatore socio assistenziale.

Si rende necessario pertanto:
– valorizzare le dimissioni protette nell’ottica di un supporto efficace per le famiglie, anche finalizzato alla ricerca di care giver per accudire le persone al proprio domicilio;
– creare maggiore sinergia fra Servizio sociale ed Ausl per attività che supportino davvero le famiglie, anche individuando in modo più marcato la figura del Case manager;
– ricercare soluzioni alternative ai servizi domiciliari tradizionalmente intesi, oggi non più allineati e rispondenti ai bisogni delle famiglia in quanto troppo standardizzati e non tempestivi;
monitorare periodicamente le attività delle case famiglia, come previsto dall’apposito Regolamento in vigore nel Distretto di Ravenna.
• L’Oncoematologia rappresenta per il Distretto di Ravenna una vocazione distintiva in Area Vasta come ben delineato nel documento delle Linee di indirizzo, anche in considerazione del profilo dei nuovi direttori acquisiti e in funzione di dotazioni strutturali e tecnologiche adeguate.

Nell’ambito di questa riorganizzazione Ravenna è il luogo più indicato per gli studi di sperimentazione Fase 1.

L’Ematologia, che pur condividendo numerose affinità con l’Oncologia medica è una disciplina con propria autonomia, si rivolge anche ad una rilevante quota di patologia non neoplastica e pertanto deve mantenere la propria identità specifica.
Per quanto riguarda l’Ematologia dell’ambito territoriale di Ravenna, va tenuto in dovuta considerazione il fatto che l’assetto strutturale dell’ospedale di Ravenna e le competenze qui presenti, hanno fatto sì che la numerosità e la complessità della casistica trattata in ambito romagnolo sia quella di maggiore rilievo qualitativo e quantitativo.
Ravenna possiede le caratteristiche per divenire punto di eccellenza e un hub per la patologia mieloproliferativa acuta e i relativi trattamenti pertinenti.
L’attività trapiantologica è all’avanguardia e va posta una particolare attenzione al futuro sviluppo di trapianti allogenici.

In tale contesto di sviluppo si rende necessario prevedere un maggiore numero di posti letto.

• L’Ospedale di Ravenna viene identificato come centro di vocazione per la cardiologia e cardiochirurgia

• In considerazione del ruolo di hub di cardiologia interventistica avanzata e dell’insistenza della concentrazione di attività cardio chirurgica, allo scopo di garantire la disponibilità per gli accessi in emergenza/urgenza e il rapido trattamento delle patologie cardiovascolari gravi, è necessario adeguare il numero dei posti letto di cardiologia (con letti monitorati) passando dagli attuali 20 a 24 posti letto.

• E’ importante continuare ad investire nelle Case della Salute perché diventino un punto di riferimento importante per la cittadinanza. Condizione per la loro attivazione che vi sia già la disponibilità da parte dei medici per garantire effettivamente la presa in carico del paziente. Nel Comune di Ravenna sta partendo la Casa della Salute di S. Alberto (zona nord) e sono in corso i lavori per quella di S.P. In Vincoli (zona Sud).Manca chiaramente nella mappa il riferimento ad altri punti della città in cui prevedere l’attivazione delle Case della Salute, con particolare riferimento all’ambito urbano e in considerazione del fatto che il territorio del Comune di Ravenna è particolarmente esteso.Per quanto concerne la rete degli Ospedali di Comunità, essi sono da intendersi come uno strategico strumento di integrazione ospedale-territorio e di continuità delle cure, erogate sulla base di una valutazione multidimensionale della persona da assistere, attraverso un piano integrato e individualizzato di cura.

Diego Rubboli, esperto per Ravenna in Comune , ha apprezzato l’impostazione descritta dal sindaco, in particolare la organizzazione dei punti di eccellenza per le varie patologie, limitati ad uno o max due nell’area della AUSL Romagna, e riguardanti gli interventi di elevata complessità che necessitano di una maggiore casistica per elevarsi ad una qualità soddisfacente e anche per limitare la migrazione sanitaria verso altri centri di riferimento fuori regione.
Ha condiviso il riferimento ai medici di base, nel senso che dovrebbero essere integrati nel
SSN ed al servizio dei pazienti con funzioni più adeguate soprattutto se inserite nell’organizzazione delle Case della Salute quali presidi territoriali intermedi. Ha ribadito anche la necessità di una riorganizzazione dei posti letto che tenga conto delle necessità di ricovero che riguardano quasi interamente i pazienti anziani con patologie croniche, ma anche la necessità di adeguare l’organico del personale sanitario.

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