C’è del marcio in Danimarca…ma anche nel porto di Ravenna !

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Poco meno di un mese fa, siamo tornati a denunciare per l’ennesima volta l’enorme danno causato dal PD a quel prezioso bene della collettività ravennate chiamato porto. Prima abbiamo avuto la sciagurata gestione dei rapporti con l’Autorità Portuale da parte della passata Amministrazione e la pesante responsabilità nel blocco di qualunque attività che ne è conseguita. Poi è risultato evidente a tutti l’accettazione (o la promozione?) da parte della presente Amministrazione della politica di inattività all’esterno e di “oculata” gestione degli interessi interni adottata dal commissariamento militare e dai dirigenti dell’ente porto. Ora ci ritroviamo a un passo dal baratro: c’è del marcio in Danimarca, era la denuncia nell’Amleto shakespeariano, ma anche nel porto di Ravenna, aggiungiamo noi!
Apprendiamo infatti dalle notizie apparse sulla stampa, a volte urlate a volte solo sussurrate, che un funzionario dell’Autorità Portuale, l’ing. Luca Antonellini, sarebbe stato denunciato e arrestato per stalking da parte del contrammiraglio commissario, Giuseppe Meli, e del suo dirigente segretario provvisorio, l’ing. Pietro Davide Margorani. Sempre dalla stampa emerge che, a sua volta, il funzionario avrebbe fornito alla magistratura documentazione idonea a corroborare le sue accuse di mala gestio ad opera dello stesso commissario e segretario; quest’ultimo peraltro risulterebbe irregolarmente assunto nel ruolo! Dunque, riassumendo, da una parte una denuncia penale per molestie e dall’altra una per malefatte!
Apprendiamo ulteriormente dalla stampa (l’articolo è apparso su Porto di Ravenna, periodico che riporta proprio sopra il titolo i loghi di Sapir e dell’Autorità Portuale) che l’Ente portuale avrebbe svolto anche qualche attività esterna oltre alla regolamentazione di conti interni (bastone/carota ovvero sanzioni e premi). A scorrere la lista, viene da sorridere: pur di citare qualche cosa si sono ripresi racconti che quanti lavorano in porto sentono da almeno una quindicina d’anni, idee e progetti rispolverati per l’occasione senza che nessuna attività “vera” abbia poi fatto seguito alla citazione. Basta un giro lungo il canale per accorgersene!
Sempre dalla stampa, poi, questa volta però giusto un pelo fuori regione (La Nazione – edizione di Livorno del 9 ottobre u.s.), salta fuori che oltre all’ex manager della Rosetti, il Dott. Daniele Rossi, l’unico nome “papabile” sopravvissuto alla cernita di curriculum di Delrio per la presidenza dell’ente porto ravennate, sarebbe proprio quello dell’ing. Luca Antonellini. Non occorre più di una scorsa al curriculum di assoluto rilievo facilmente rinvenibile su internet per capirne la ragione (oltre all’incarico pubblico, consulenze internazionali, studi di fattibilità per terminal, consigli di amministrazione in società e associazioni trasportistiche, presenza abituale nelle istituzioni europee di settore, ecc. ecc.).
Basta! Finiamola! Non è più tollerabile questo stato di cose! Il porto è un bene troppo prezioso per subire operazioni di questo genere. E lo stesso vale per le persone che di porto vivono onestamente. Chiediamo con forza che sia posta immediata fine alla stagione di commissariamento militare del porto di Ravenna e, conseguentemente, alla gestione dello stesso da parte del Contrammiraglio Giuseppe Meli e del suo Segretario Pietro Davide Margorani! Il mondo portuale internazionale e italiano è in stato di emergenza per l’effetto a valanga innescato da Maersk (ancora la Danimarca!) e altre compagnie di navigazione con il dumping sui noli e a Ravenna, come al solito, prevale l’osservazione dell’ombelico. Torniamo a ripeterlo perché il prezzo salato delle sciagurate decisioni del Partito Democratico sarà la città a doverlo pagare, naturalmente! E, se proprio la nuova Autorità non può subito entrare in funzione, si commissari immediatamente il commissario anticipando in quest’ultimo ruolo chi sarà designato a presiedere l’ente in via ordinaria!

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