Raffaella Sutter: proporrò anche a Ravenna o.d.g. presentato da Alleva in regione

Venerdì 30 settembre Raffaella Sutter è stata alla conferenza stampa in Regione con Piergiovanni Alleva (Altra Emilia Romagna), Gavino Macciocco, medico dell’Universita’ di Firenze, Federico Martelloni (Coalizione Civica-Bologna). Campagna per dichiarare l’epatite C emergenza sanitaria nazionale e imporre la licenza obbligatoria sul farmaco. Proporrò anche al Consiglio Comunale di Ravenna un o.d.g. come quello presentato da Piergiovanni Alleva- Altra Emilia Romagna all’Assemblea Regionale.

Alla Presidente dell’Assemblea Legislativa
Della Regione Emilia-Romagna
Simonetta Saliera

SEDE
RISOLUZIONE
L’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna

PREMESSO CHE
• Nel mondo si stima che siano 130/150 milioni le persone affette da infezione cronica da virus dell’epatite C (HCV) e parte di queste è destinata a sviluppare una cirrosi o un cancro del fegato. Secondo l’OMS di epatite C ogni anno muoiono nel mondo circa 700 mila persone.
• In Italia, si stima che i pazienti portatori cronici del virus dell’epatite C siano oltre un milione, di cui 330 mila con cirrosi. L’Italia ha il primato in Europa per numero di soggetti HCV positivi e mortalità per tumore primitivo del fegato. Oltre 20 mila persone muoiono ogni anno per malattie croniche del fegato e, nel 65% dei casi, l’HCV risulta causa unica o concausa dei danni epatici.
• In Regione Emilia-Romagna la stima delle persone affette da HCV è dalle 100.000 alle 130.000.
• L’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2016 ha intrapreso un’intensa campagna globale contro le epatiti virali, ponendo l’obiettivo entro il 2030 di eliminarne la minaccia, dettata dal preoccupante aumento della mortalità registrato nel periodo 1990-2013 di oltre il 65%, in controtendenza rispetto alle altre malattie infettive.
• L’OMS ha quindi individuato alcune azioni concrete con la finalità di neutralizzare le epatiti, cioè l’accesso universale ai vaccini e ai farmaci antivirali, di utilizzare la flessibilità nell’applicazione del trattato sui brevetti per proteggere la sanità pubblica.
• Le cure per il trattamento dell’epatite C sono notevolmente mutate negli ultimi anni, passando dall’associazione di interferone peghilato e ribavirina, che produceva molti effetti collaterali, all’utilizzo di antivirali ad azione diretta(DAA), fra i quali il sofosbuvir, entrato in commercio in Italia dal gennaio 2015 col nome “Sovaldi®”.
• Il Sovaldi® è prodotto e brevettato dalla Gilead, ed in base alla negoziazione con AIFA(Agenzia Italiana del Farmaco) ha un costo per le strutture pubbliche 37.000 euro(IVA esclusa) a terapia e oltre i 74.000 euro prezzo al pubblico; inoltre dagli accordi fra AIFA e Gilead, non resi pubblici, risulta vengano previste fasi di sconto progressive per il SSN in base ai volumi di consumo del farmaco.
• Proprio per l’elevato costo AIFA, senza il necessario coinvolgimento del Parlamento e di altre Istituzioni che si occupano di sanità, ha stabilito delle fasce molto ristrette di cura a carico del SSN, nelle quali rientrano unicamente i casi più gravi.
• Da tali fasce sono escluse di fatto dalle cure un numero molto ampio di persone destinate all’aggravamento, mentre con pochi mesi di trattamento farmacologico potrebbero guarire. Al momento a livello nazionale sono stati trattati circa 52.000 pazienti, circa il 5 per cento delle persone che si stima siano affette da HCV
• La Gilead ha stabilito il costo in base a meri calcoli di profitto, poiché non esiste un nesso con gli investimenti in ricerca e sviluppo, come ha accertato la Commissione del Senato degli USA, presieduta da Ron Wyden.
VALUTATO CHE
• Negli anni novanta si formò un grande movimento di opinione di livello globale a sostegno della battaglia intrapresa da Nelson Mandela nei confronti di Big Pharma, che deteneva il brevetto dei farmaci antiretrovirali, determinandone “ad libitum” il costo elevato escludendo così dalle cure milioni di persone affette da HIV/AIDS, che portò alla deroga delle norme sui brevetti.
• A seguito del riconoscimento da parte dell’OMS del virus HCV come emergenza e della necessità di rendere universalmente accessibili i presidi farmaceutici per la cura si è costituito un movimento, così come è avvenuto in Francia, che propone una petizione, che è allegata, a favore della licenza obbligatoria del sofosbuvir, in poco tempo ha già raccolto numerosissime adesioni a titolo personale e anche di associazioni importanti.
• La Petizione si prefigge lo scopo di consentire a tutti i pazienti di accedere a terapie efficaci, a carico del servizio sanitario nazionale, di produrre i farmaci anti-epatite C sotto forma di generici, a un prezzo ragionevole e accessibile, prerogativa che è consentita dallo stesso trattato che regola i brevetti attraverso il meccanismo della licenza obbligatoria, a cui si può ricorrere quando si verifichi un’emergenza nazionale di sanità pubblica.
CHIEDE ALLA GIUNTA
Di sottoscrivere gli intenti della petizione, promuovendo presso il Governo gli obiettivi di dichiarare l’epatite C emergenza nazionale e di applicare ai brevetti dei farmaci biologici efficaci contro l’epatite C, l’art. 70 “Licenza obbligatoria per mancata attuazione” del Codice della Proprietà Industriale (DLgs 10 febbraio 2005, n. 30 c.m. L. 29 luglio 2015, n. 115 e L. 1° dicembre 2015, n. 194) che prevede “l’uso non esclusivo dell’invenzione medesima, a favore di ogni interessato che ne faccia richiesta.” e quindi di estendere universalmente le cure a quanti ne abbiano necessità.
Bologna 8/8/2016

Il Consigliere
Prof. Avv. Piergiovanni Alleva
Gruppo assembleare
L’altra Emilia Romagna

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