“Le parole di Alberghini sono un insulto alla verità dei fatti e all’intelligenza dei cittadini.”

Anche Ravenna in Comune è convinta che il primo accordo su cui intervenire dopo le elezioni sia quello relativo al Sistema di protezione dei richiedenti asilo e rifugiati (Sprar). Ravenna in Comune vuole ampliare il progetto per far arrivare maggiori risorse sul territorio da parte del Ministero dell’Interno. Quello di Alberghini è ormai un copione consumato. Da sempre la Lega Nord cerca voti dando in pasto agli elettori un capro espiatorio per tutti i mali del mondo, una volta i meridionali, oggi gli immigrati. Le mafie, la corruzione, l’evasione fiscale, le speculazioni finanziarie, il lavoro nero, persino il riscaldamento globale, non costituiscono un problema. Il problema sono gli immigrati. Le parole di Alberghini sono un insulto alla verità dei fatti e all’intelligenza dei cittadini.

1. Le risorse dedicate al progetto Sprar provengono dal Ministero dell’Interno e non possono essere utilizzate per altri scopi. Se non ci fosse il progetto Sprar al Comune di Ravenna semplicemente non arriverebbero 1,9 milioni di euro in tre anni.

2. Tutto il denaro che arriva tramite Ministero dell’Interno ritorna nelle tasche dei cittadini sotto forma di aumento dei consumi: denaro speso in cibo, vestiti, affitti, arredi, manutenzioni. Non ultimo, le risorse dello Sprar hanno permesso la creazione di circa 20 posti di lavoro per laureati, professionisti dell’accoglienza e dell’integrazione.

3. Il numero di richiedenti asilo che devono essere accolti in un territorio è deciso dal Ministero dell’Interno in base alla popolazione. A questo numero vengono sottratti i posti disponibili nello Sprar. Lo Sprar a Ravenna ospita 78 persone. Gli altri richiedenti asilo ospiti nei progetti coordinati dalla Prefettura sono 348. Se non ci fosse lo Sprar a Ravenna nei progetti coordinati dalla Prefettura ci sarebbero 348+78 richiedenti asilo.

4. Lo Sprar è l’unico progetto di accoglienza che garantisce un controllo centesimo per centesimo delle risorse spese. Nessuna cooperativa o altro ente ci può lucrare sopra.

5. Pur non spettando a un’amministrazione comunale decidere sulle politiche nazionali di accoglienza, ci teniamo a sottolineare come nel 2015 lo Stato italiano abbia dedicato all’accoglienza solo lo 0,14% della spesa pubblica. Non è con tali risorse che si può affrontare il dramma povertà. A titolo esemplificativo, il bonus di 80 euro in busta paga del governo Renzi costa allo Stato quasi 10 volte tanto, e non è che abbia cambiato volto al paese.

6. Ravenna in Comune è decisa ad affrontare seriamente il tema della povertà e dell’esclusione sociale. È per questo che vuole approntare nuovi strumenti per gestire l’emergenza abitativa e introdurre il reddito minimo comunale contro la povertà riorganizzando in maniera più efficiente le diverse tipologie di contributi oggi gestiti da Comune e da ASP.

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