La situazione del porto di Ravenna al centro del consiglio comunale di domani

Pubblichiamo l’interrogazione presentata in consiglio comunale dal consigliere Diego Rubboli,

Interrogazione con risposta

Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 2 marzo 2016 n. 52 è stato nominato commissario straordinario dell’Autorità Portuale di Ravenna il contrammiraglio (CP) Giuseppe Meli. Nel decreto è dato atto che con nota n.8419 sempre del 2 marzo 2016 è stata data comunicazione della nomina alla Regione Emilia Romagna. Il decreto motiva la nomina di un commissario straordinario con la considerazione che “il 2 marzo 2016 è scaduto il mandato del Presidente dell’Autorità Portuale” e che, “nelle more del perfezionamento del procedimento di rinnovo della Presidenza dell’Autorità in parola e per il lasso temporale strettamente connesso al completamento delle relative procedure, è necessario avvalersi, al fine di assicurare la regolare prosecuzione dell’attività gestionale dell’Ente, dell’istituto del commissariamento straordinario”. La normativa di riferimento richiamata nel decreto è la legge 28 gennaio 1994, n.84. Tale legge prevede al comma 1 dell’articolo 8 un procedimento per il rinnovo della Presidenza mediante presentazione di terna di nomi da parte della Provincia, del Comune e della Camera di Commercio di riferimento che, nel caso specifico, non risulta sia mai stata trasmessa al Ministro. Lo stesso articolo dispone che sia il Ministro a domandare, nel caso lo ritenga opportuno, una seconda terna di nomi. Non risulta che nemmeno ciò sia avvenuto.
Da ultimo si prevede che “qualora non pervenga nei termini alcuna designazione, il Ministro nomina il Presidente d’intesa con la Regione interessata comunque tra personalità che risultano esperte e di massima e comprovata qualificazione professionale nei settori dell’economia dei trasporti e portuale”. Nemmeno ciò è intervenuto. Risulta invece che l’ultimo giorno di mandato del Presidente dell’Autorità Portuale di Ravenna, pur avendo a disposizione ulteriori 45 giorni ex D.L. 293/1994 conv. L. 444/1994, durante i quali l’organo avrebbe potuto continuare ad operare in proroga e durante i quali avrebbe potuto perfezionarsi il procedimento di rinnovo a termini di legge, il Ministro abbia trasmesso alla regione comunicazione della volontà di nominare il commissario e, senza dare tempo alla Regione di esprimersi, abbia contestualmente effettuato la nomina, notificata il giorno successivo. Tutto ciò, come detto, senza che il Comune di Ravenna, come anche la Provincia e la CCIAA del resto, abbia indicato la figura più adatta a ricoprire il ruolo.
L’unica azione svolta da tali enti, come riportato dalle dichiarazioni rilasciate alla stampa, è stata di esplicitare la non volontà di rinnovare l’incarico all’ing. Galliano Di Marco precedentemente indicato proprio per quel ruolo dagli stessi soggetti nel 2012. È evidente il mancato rispetto della normativa che, come esplicitato nel decreto di commissariamento, disciplina il procedimento di individuazione della Presidenza dell’Ente Porto.
Ci si chiede dunque il perché, oltre alla Regione e al Ministero, come anche la Provincia e la CCIAA, il Comune di Ravenna abbia deliberatamente violato l’articolo 8, comma 1, della Legge 84/1994. È altrettanto evidente come, dal mancato rispetto della normativa sia conseguito per Ravenna, unico porto dell’Adriatico centrosettentrionale, il commissariamento da parte di un militare. Infatti sia Ancona (con Rodolfo Giampieri, già commissario dell’ente) che Venezia (con il Prof. Paolo Costa) sono guidate da un Presidente nominato nel rispetto della Legge 84/1994, mentre il porto di Trieste, benché formalmente commissariato, può contare su una figura, rispondente ai criteri di professionalità indicati dalla Legge, individuata attraverso il meccanismo della terna e dotata di pari stabilità (è appena stato emanato il terzo decreto consecutivo di conferma nel ruolo del dott. Zeno D’Agostino, esperto di logistica, già direttore dell’interporto bolognese e segretario generale dell’ente porto napoletano). Inoltre la nomina di un commissario militare poteva essere prevedibile, visto che nel novembre scorso analoga nomina era intervenuta a Genova dopo che le dimissioni del presidente dell’ente porto avevano impedito la regolare successione anche per quel porto.
La conseguenza di tale azione o, meglio, di tale inazione costituente violazione della Legge 84/1994 (attraverso la mancata indicazione della terna) è stata quella di privare per mesi (la durata del decreto è semestrale) il porto di Ravenna della possibilità di far fronte nella normalità dell’azione amministrativa, alla programmazione delle attività dell’Ente Porto, al contrario di quanto invece è possibile per i porti più vicini che, di fatto (piaccia o meno), risultano scali alternativi per molti dei traffici che interessano quello ravennate. Infatti, il commissariamento militare, a differenza ad esempio di quello triestino, rappresenta una ormai inevitabile parentesi nella normale conduzione dell’ente porto che priva l’Autorità Portuale della continuità amministrativa che sarebbe stata garantita dalla prosecuzione del lavoro del Dott. Di Marco o, comunque, ritarda l’avvio di una nuova stagione gestionale che sarebbe stata comunque consentita dalla designazione a termini di legge anche nel caso si fosse tradotta in un commissariamento, in quanto non militare. Solo il commissariamento non militare, infatti, può avere come conclusione la conferma del commissario quale presidente. Fino a quando si protrarrà questo ritardo non è dato al momento sapere. Nulla autorizza a credere nella promessa di tempi brevi, poiché il Ministro ha vincolato il rispetto di tale promessa alla conclusione dell’iter per l’approvazione della riforma della Legge 84/1994.
Ulteriore conseguenza deriva poi proprio da tale ipotizzata riforma (più correttamente “controriforma”) che incide in particolar modo sugli aspetti di governance e che a regime priverà la possibilità per gli organi di rappresentanza territoriale, regione esclusa, di qualunque influenza nella scelta del Presidente dell’Ente Porto, rinominato Autorità di Sistema Portuale. La mancata indicazione della terna ha privato il Comune di Ravenna della possibilità di esercitare quello che sarebbe stato, a tutt’oggi, ancora un diritto dell’Ente Locale: il potere di indicare la persona ritenuta più adatta per la guida del porto della città di Ravenna. Ravenna dovrà accettare passivamente la designazione ministeriale (per quanto temperata da un residuo ruolo in capo al Presidente della Regione) qualunque essa sia. E ciò, giova ricordarlo, differentemente da quanto accaduto a Trieste, Venezia e Ancona, dove evidentemente le amministrazioni locali non hanno ritenuto di abdicare al ruolo assegnato, ritenendo di vitale importanza svolgerlo attraverso l’indicazione della persona ritenuta più competente alla gestione dell’ente di governo del porto.
A fronte dei danni prodotti dal comportamento omissivo assunto dal Comune di Ravenna, sorge spontaneo chiedersi se la ragione della soddisfazione manifestata da Sindaco e Vicesindaco alla notizia del commissariamento militare sia da ascrivere al sollievo di fronte al terrore provato dal partito che attualmente amministra la città, all’idea che sugli organi di stampa continuasse la puntuale segnalazione delle improprietà compiute dallo stesso Comune nella gestione della cosa pubblica. In particolare ci si riferisce ai favoritismi praticati nei confronti del sistema di potere di cui il PD è parte integrante; si intendono i benefici per C.M.C., per l’imprenditoria familiare dei Bessi, degli Ottolenghi e dei Poggiali, e soprattutto per Sapir e per il suo azionariato privato: la Cassa di Risparmio, la Compagnia Portuale, l’ENI e, di nuovo, la finanziaria della famiglia Ottolenghi. Tale paura nell’approssimarsi delle elezioni amministrative deve essere prevalsa su ogni altra considerazione, evidentemente.
Tutto ciò premesso,

SI CHIEDE

quale giustificazione avanzano il Sindaco e il Vicesindaco per motivare la mancata indicazione della terna prevista dalla vigente Legge, visto anche i diversi comportamenti dei comuni sedi dei porti adriatici vicini a Ravenna

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