Sulle istituzioni culturali di Ravenna. Le biblioteche

Di: Raffaella Sutter

Nei giorni scorsi ho incontrato Alessandro Luparini, direttore della Biblioteca “Alfredo Oriani” e Claudia Giuliani, direttrice della Biblioteca “Classense”.
Questi due importanti istituti culturali sono un cuore pulsante della città, a cui un numero altissimo di studenti, ricercatori o semplici appassionati si rivolge ogni giorno per sostenere e sviluppare la propria formazione. Per tale motivo Ravenna In Comune, che punta a cambiare la città anche ripartendo dalla cultura, è attenta alle attività di questi due centri.
Oltre ad essere luoghi che conservano fondamentali memorie di importanza non solo nazionale, le due biblioteche sono edifici monumentali che necessitano di continue manutenzioni e ristrutturazioni, per adeguare i livelli di sicurezza e fruizione.
La Fondazione Oriani si trova in una situazione finanziaria particolarmente delicata in quanto gli enti fondatori o partner come Provincia, Camera di Commercio, Fondazione del Monte, Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, hanno praticamente annullato o drasticamente ridotto i propri contributi e il principale finanziatore è oggi il Comune di Ravenna. Più volte ultimamente sono stati lanciati appelli per sostenere il crowdfunding in favore della Biblioteca e l’11 febbraio scorso il Consiglio comunale di Ravenna ha adottato all’unanimità un o.d.g. dando mandato alla Giunta “di attivarsi in tutte le sedi istituzionali e non per reperire le risorse necessarie a garantire il proseguimento delle attività della Fondazione Casa di Oriani”.
Ritengo sia urgente e necessario avviare una strategia politico istituzionale di lungo periodo che consenta di :
– Mantenere inalterato e valorizzare in modo unitario l’intero patrimonio immobiliare della Fondazione Oriani, compresa la Casa museo “Il Cardello” di Casola Valsenio
– Ampliare ed ottimizzare le funzioni della Fondazione prevedendo ad esempio una fusione con l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Ravenna, in modo da razionalizzare le spese ed evitare duplicazioni istituzionali
– Avviare una ricerca di finanziamenti ampi che non si limiti alle fondazioni locali o a contributi regionali o statali , ma guardi all’Europa, in consonanza con una vocazione internazionale della Biblioteca che può essere rilanciata grazie anche al rilievo internazionale di un progetto come la Biblioteca Mussolini
– Dal 2016 (ottantesimo anniversario della realizzazione della Biblioteca) al 2021, settimo centenario della morte di Dante, includere la biblioteca nella valorizzazione della zona dantesca, di cui è stata l’epilogo di una progettazione urbanistica iniziata negli anni venti.

Fonte: Raffaella Sutter – Pagina Facebook

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