Senza futuro per gli operai, edilizia in pericolo

Lo scorso dicembre Ravenna in Comune ,nel corso dell’assemblea degli aderenti, aveva incontrato alcuni lavoratori di ITER in cassa integrazione. ITER fino a pochi anni fa dava lavoro a 480 persone, oggi sono rimasti circa 160 lavoratori tra operai e impiegati, per la maggior parte in cassa integrazione straordinaria, che terminerà il 18 Febbraio del 2016. Nel tavolo istituzionale tenutosi in Regione Emilia Romagna il 3 dicembre 2015, Lega Coop Romagna si era impegnata e presentare entro il 25 gennaio 2016 un progetto industriale teso a valorizzare l’esperienza e le professionalità esistenti nel settore edile e delle costruzioni de territorio ravennate, quale reale e fattiva iniziativa di contrasto al rischio di scomparsa della presenza dell’esperienza cooperativa in questo settore. Progetto industriale che dovrebbe porsi come principale obiettivo, oltre alla tutela occupazionale,la volontà di costituire un soggetto in grado di riposizionare la cooperazione in modo competitivo, anche a fronte di profonde trasformazioni del settore delle costruzioni.
Il 13 gennaio il parlamentare di Possibile , Andrea Maestri , ha presentato al Governo un’interrogazione chiedendo cosa intenda fare “per dare soluzione positiva alla grave situazione di crisi in cui versa la Cooperativa edile ITER di Lugo, nell’ambito delle sue competenze, affinché vengano avviate tutte le iniziative volte a recuperare le risorse economiche necessarie per salvaguardare una realtà lavorativa che rappresenta per centinaia di famiglie della provincia di Ravenna l’unica forma occupazionale. “
La data limite del 25 gennaio indicata da Lega Coop per la presentazione di un progetto è passata e ,pur nella consapevolezza della complessità della situazione e delle difficoltà del mercato, Ravenna in Comune esprime una forte preoccupazione per l’assenza a tutt’oggi di una proposta di Lega Coop e per l’avvicinarsi della scadenza della Cassa integrazione.
Altrettanta forte preoccupazione esprimiamo per la situazione di un’altra grande impresa cooperativa del settore edile con sede a Ravenna, ACMAR SCPA, ammessa al concordato preventivo il 29 ottobre 2015 e che occupa 262 lavoratori. Il 9 novembre 2015 in un incontro presso il Ministero del Lavoro le parti hanno concordato per la richiesta di CIGS come misura a sostegno del reddito dei lavoratori e per accompagnare un percorso di riorganizzazione aziendale. Ad oggi non risulta ancora emanato il decreto di erogazione di CIGS, né si conosce l’esito del concordato preventivo e del percorso di riorganizzazione aziendale.
Già nell’ottobre scorso i sindacati denunciavano un silenzio assordante sulla questione ACMAR , chiedevano chiarimenti sul piano di rilancio della cooperativa e sottolineavano la mancanza di risposte a tante domande che anche noi ci poniamo. Quanti lavoratori impiegherà l’Acmar secondo il piano concordatario? Come verranno gestiti gli eventuali esuberi? Quali sono realmente le nuove attività e i nuovi cantieri che dovrebbero portare al rilancio? Sono domande la cui risposta interessa solo alle organizzazioni sindacali?
Oggi ,a fine gennaio 2016, il silenzio è ancor più assordante e l’assemblea dei creditori di ACMAR fissata per il 27 gennaio risulta rimandata.
Ravenna In Comune chiede agli amministratori, ai dirigenti e agli organi di stampa di accendere i riflettori su queste vicende. Per quanto ci riguarda continueremo a sostenere gli operai di Iter e Acmar con tutti i mezzi a nostra disposizione.

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