La sinistra unita ci prova: «Il Pd è finito ci presentiamo per governare Ravenna»

Un progetto ambizioso che se portato a termine potrà davvero dirsi «storico», come sottolineato oggi da alcuni dei promotori. Un progetto che parte ora con l’obiettivo di arrivare alle elezioni del prossimo anno a Ravenna a una lista unica di sinistra, alternativa al Pd, «senza alcuna possibilità di trovare un accordo con i democratici».
Un progetto al quale hanno aderito anche partiti che fanno o facevano parte dell’attuale amministrazione ravennate (Sel, Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani), oltre all’Altra Emilia Romagna, Verdi, Radicali, Socialisti e le associazioni Alba, Possibile (quella dei cosiddetti civatiani, fuoriusciti dal Pd) e Li.Be.Ra., il soggetto nato in città l’anno scorso su spinta in particolare dell’ex capogruppo del Partito democratico a Palazzo Merlato, ora parlamentare nel gruppo misto, l’avvocato Andrea Maestri.
Maestri che è stato tra i protagonisti della presentazione alla stampa di questo nuovo progetto – al momento chiamato “Ravenna in Comune” e anticipato da una sorta di campagna pubblicitaria anonima anti-Pd “Dainasty” – insieme anche per esempio al giovane Nicola Fabrizio che alle ultime amministrative di Russi ha ottenuto il 13 percento dei voti presentandosi con una lista di sinistra. «Ma non ci rivolgiamo solo all’elettorato di sinistra – hanno assicurato i promotori – bensì a tutti coloro che vorranno unirsi a un vero progetto di partecipazione attiva, partecipato e pluralista». Con due nemici, in particolare, in vista delle prossime elezioni: il Pd e la Lega Nord. Mentre con il Movimento 5 Stelle potrebbe aprirsi una sorta di collaborazione: «Sono loro che tendenzialmente non vogliono collaborare, noi siamo aperti a tutti coloro che condivideranno il nostro manifesto politico», spiega un altro dei promotori, Giorgio Stamboulis.
Manifesto che è stato sintetizzato in alcuni punti: priorità alla crisi e al lavoro con un piano contro la povertà anche a Ravenna; no ai poteri forti, discutendo con Eni per esempio sulle trivellazioni in mare e rifiutando già da ora qualsiasi nomina di natura politica; sostegno dell’istruzione pubblica e non di quella privata e infine un occhio particolare all’ambiente, a partire dall’acqua “bene comune”, che a Ravenna, sottolinea sempre Stamboulis, «non è pubblica come invece aveva decretato il referendum».
E il candidato a sindaco? Ancora nessuna indicazione, se non che verrà scelto dai cittadini e sarà una figura «nuova» e dal curriculum ineccepibile. Maestri, il cui nome in passato era finito tra i possibili candidati a sindaco anti-Pd, si fa già da parte, garantendo il massimo sostegno ma dicendo di preferire il suo ruolo di sentinella democratica a Roma, in parlamento.
L’obiettivo di una ancora in divenire lista unica di sinistra? «Non vogliamo partecipare, non stiamo pensando a un progetto di testimonianza, noi ci stiamo preparando per governare e vincere le elezioni», dicono in coro i promotori. «Al momento – aggiunge Maestri – è certo che il Pd non è in grado di vincere al primo turno e sono sicuro che non vincerà neppure al ballottaggio. La stagione del Partito democratico a Ravenna è molto vicina alla conclusione e la nostra lista potrebbe mettere le ali anche ai tanti che ancora non hanno il coraggio di lasciarlo… Non si possono ancora fare numeri ma di certo saremo protagonisti del cambiamento che ci sarà in questa città».
La festa di Mezzano. Il progetto sarà di fatto presentato con una grande festa (“E-State a sinistra”) che si terrà al campo sportivo di Mezzano il 21, 22 e 23 agosto. Oltre alla possibilità di gustare cucina romagnola e multietnica sono in programma dibattiti sul lavoro (venerdì 21 con Milco Cassani della Fiom Ravenna), sul futuro della sinistra italiana (con l’onorevole Stefano Fassina, sabato 22) e sulla cultura, tra parole e musica con anche il cantante e autore del gruppo Il Teatro degli Orrori, Pierpaolo Capovilla.

Autore: Luca Manservisi
Fonte: Ravenna&Dintorni


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